La relazione di attaccamento madre-bambino
di Anna Palumbo
Pubblicato il 4 aprile, 2010
Foggia – GLI studi effettuati sia sui bambini che sugli animali hanno evidenziato che la relazione tra la madre e il suo piccolo è fondamentale alla sopravvivenza di questi, non tanto perché la figura di accudimento fornisce cibo, quanto perché attraverso le cure gli trasmette calore e protezione.Harlow, per dimostrare questo, aveva osservato il comportamento dei piccoli di scimmia posti in una gabbia con un surrogato di “madre di ferro”, che forniva il cibo, e un surrogato di “madre di pezza”, che dava calore; era evidente che il piccolo passava quasi tutto il tempo con quest’ultima e andava dalla “madre di ferro” solo per ricevere il cibo.
Gli studi effettuati da Stern sui bambini vissuti nei befrotrofi (orfanotrofi), privati di qualsiasi tipo di accudimento affettivo, avevano evidenziato come questi sviluppavano gravi ritardi nello sviluppo. Se, in seguito, questi bambini venivano accuditi da un’unica figura che forniva loro calore emotivo, riuscivano a superare tali difficoltà.
Pertanto, la relazione tra madre e bambino, fondamentale allo sviluppo e al destino di quest’ultimo, si crea dall’incontro (tra i 6 e i 9 mesi di vita) tra il comportamento di attaccamento del bambino (insieme dei comportamenti messi in atto dal bambino per garantirsi la vicinanza della madre) e il comportamento di accudimento, messo in atto dalle figure significative per fornire protezione al piccolo. Il succhiare, l’aggrapparsi, il seguire, il piangere e il sorridere sono modelli di comportamento che contribuiscono alla formazione del legame di attaccamento e al mantenimento del piccolo in prossimità della madre. «A parte il pianto che è sempre difficile ignorare, un bambino spesso chiama insistentemente, e quando la madre o un’altra persona si occupa di lui, si orienta verso di lei e le sorride. In seguito impara a salutarla e ad avvicinarlesi e ne cerca l’attenzione in mille modi seduttivi. E non solo così facendo suscita risposte dalle altre persone, ma mantiene e configura le loro risposte, rinforzandone alcune e non altre. Il modello di interazione che va gradualmente sviluppandosi fra un bambino e la madre può essere compreso solo come risultato dei contributi di entrambi, e specialmente del modo in cui di volta in volta ciascuno dei due influenza il comportamento dell’altro» (Bowlby, 1969).
La madre, pertanto, funge da “base sicura”, dalla quale il bambino gradualmente si allontana per esplorare il mondo e alla quale ritorna, di tanto in tanto, per ricevere protezione. Mary Ainsworth, osservando il comportamento del bambino in presenza della madre, in sua assenza e in presenza di un estraneo aveva distinto diverse modalità relazionali e stili di attaccamento:
ATTACCAMENTO SICURO: questi bambini, posti in una stanza con dei giochi, sono attivi nel gioco e nel ricercare il contatto con la figura materna; esplorano liberamente l’ambiente, usando la madre come base sicura; non sono turbati dalla comparsa di un estraneo. Alla separazione dalla madre provano angoscia e al suo ritorno si lasciano consolare da lei e poi ritornano a giocare. Questo gruppo di bambini è fiducioso nella volontà della figura di attaccamento di prendersi cura di loro e mostra un felice equilibrio tra esplorazione e attaccamento. Nelle interazioni di gioco, il bambino dà l’impressione di sentirsi protetto e al sicuro e la madre è interessata a quello che fa il bambino, non interferisce ma interviene se è il piccolo a richiedere il suo aiuto, lodando i suoi sforzi e incoraggiandolo. Il bambino si mantiene abbastanza vicino alla madre ed è rilassato.
ATTACCAMENTO INSICURO-EVITANTE: questi bambini sono inibiti nel gioco, mostrano pochi segni di angoscia di separazione dalla madre e la ignorano al suo ritorno. Essi presentano un conflitto tra avvicinamento ed evitamento: se sono vicini alla madre tendono a non toccarla o, al massimo, lo fanno in una posizione periferica; se presi in braccio non si adagiano completamente su di lei. Spesso si mostrano più amichevoli verso l’estraneo che verso la madre.
ATTACCAMENTO INSICURO-AMBIVALENTE: questi bambini sono molto angosciati alla separazione e non sono facilmente consolabili alla riunione con lei. Oscillano tra la ricerca di vicinanza e contatto e la resistenza ad esso: alternano stati di rabbia e momenti in cui si stringono alla madre. Il tipo di attaccamento tra madre e bambino e le precoci esperienze di relazione vengono interiorizzate e influenzano le modalità relazionali dell’adulto. Certamente, l’aver avuto un attaccamento sicuro durante l’infanzia permetterà all’individuo di guardare al mondo con fiducia, di sviluppare una immagine positiva di sé, di avere una buona autostima e fiducia nel proprio valore, di avere la consapevolezza di poter superare gli ostacoli e le difficoltà della vita.
Dott.ssa Anna Palumbo
Psicologa
Via Maddalena, 118 – Manfredonia (Fg)
E-mail: a.palumbo79@libero.it
Parole chiave: attaccamento insicuro-ambivalente, attaccamento insicuro-evitante, Mary Ainsworth, relazione madre bimbo
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