ManfredoniaMonte S. Angelo
A cura di Pasquale Murgo, Dottore commercialista e Dottore di ricerca in Diritto tributario europeo

Baratto amministrativo: i chiarimenti della Corte dei Conti (ai quali Monte Sant’Angelo sembra conforme)

Nel corso dell’ultimo anno numerosi Comuni italiani, tra i quali diversi Comuni pugliesi, hanno introdotto o hanno iniziato delle discussioni in merito all’introduzione nel proprio territorio

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Bologna. La Corte dei Conti, sezione Emilia Romagna con deliberazione n. 27 depositata il 23 marzo 2016 in risposta ad una richiesta di parere presentata dal Comune di Bologna ha chiarito le modalità applicative del c.d. baratto amministrativo previsto dall’art. 24 del D.L. n. 133/2014, escludendo la possibilità per i Comuni di concedere riduzioni o esenzioni dai tributi locali in relazione a debiti fiscali pregressi e confermando la necessità che l’istituto debba essere disciplinato da un apposito regolamento comunale (e non da una semplice delibera) ai sensi dell’art. 52 del D.Lgs. n. 446/1997. Si ricorda che l’articolo 24 del D.L. n. 133/2014 convertito dalla L. n. 164/2014, in attuazione del principio di sussidiarietà orizzontale dell’articolo 118, ultimo comma della Costituzione,ha concessola possibilità,a favore dei Comuni,di introdurre delle misure di agevolazione di carattere fiscale a fronte della partecipazione delle comunità locali in progetti di tutela e valorizzazione del territorio (c.d. baratto amministrativo).

Con l’applicazione del baratto amministrativo il Comune introduce delle riduzioni o esenzioni dal pagamento dei tributi locali a favore di associazioni o singoli cittadini che trovandosi in condizione di disagio economico (parametro solitamente valutato sulla base dell’ISEE) decidano di prestare la propria opera, in sostituzione del pagamento dei tributi locali (da qui il termine baratto), a favore della collettività in relazione ad interventi su progetti, definiti dai Comuni e presentati dagli stessi singoli cittadini o associati. I tributi agevolabili nell’ambito del baratto amministrativo riguardano la fiscalità locale ed in particolare, come da elenco indicato dal servizio studi del Senato: l’IMU, la TASI, la TARI e l’addizionale comunale (oltre ad altre entrate locali) e sono concessi a fronte di interventi di pulizia, manutenzione, abbellimento di aree verdi, piazze, strade ovvero interventi di decoro urbano di recupero e riuso, con finalità di interesse generale, di aree e beni immobili inutilizzati e in generale per interventi di valorizzazione di una limitata zona del territorio urbano e extraurbano.

Nel corso dell’ultimo anno numerosi Comuni italiani, tra i quali diversi Comuni pugliesi, hanno introdotto o hanno iniziato delle discussioni in merito all’introduzione nel proprio territorio di forme di baratto amministrativo le cui modalità applicative, per diversità e spirito d’inventiva, come affermato dallo stesso capo legislativo della Presidenza del Consiglio e promotrice della norma, dott.ssa Antonella Manzione, hanno superato persino l’idea del Legislatore. Ed in effetti i Comuni italiani si sono ritrovati a dover dare attuazione ad uno strumento così innovativo e rilevante (se non altro per l’evidente impatto sociale) come il baratto amministrativo avendo come riferimento una disposizione normativa dai confini applicativi apparentemente ampi ed interpretata esclusivamente da due note dell’IFEL della fondazione ANCI del 16 e 22 ottobre 2015 (peraltro contenenti indicazioni differenti l’una dall’altra). In questo contesto la deliberazione n. 27/2016 emessa dalla Corte dei Conti nell’ambito della propria funzione consultiva, assume una notevole rilevanza in quanto rappresenta la prima presa di posizione ufficiale, da parte di un organo dello Stato, sui confini applicativi dello strumento del baratto amministrativo.

Secondo la Corte dei Conti, sezione Emilia Romagna, per l’introduzione del baratto amministrativo è necessario che le deliberazioni del Comune siano adottate sulla base dei poteri di natura regolamentare previsti dall’art. 52 del D.Lgs. n. 446/1997 e che contengano i criteri e le condizioni in base alla quale i cittadini, singoli o associati, possano presentare progetti relativi ad interventi di riqualificazione del territorio. E’ altresì necessario, si legge nella deliberazione, che sussista un rapporto di stretta inerenza tra le esenzioni e/o riduzioni di tributi che il Comune può deliberare e le attività di cura e valorizzazione del territorio che i cittadini possono realizzare. L’esenzione o la riduzione dal pagamento dei tributi locali, inoltre,deve essere concessa per un periodo limitato e definito di tempo e soprattutto non può riguardare debiti fiscali pregressi (relativi ad anni precedenti a quello in cui si effettua l’intervento a favore della collettività) del cittadino.

Proprio quest’ultimo punto rappresenta uno dei chiarimenti più rilevanticontenuti nella deliberazione,posto che diversi Comuni italiani, tra i quali Milano, hanno operato in apparente contrasto con quanto ora affermato dalla Corte dei Conti, introducendodelle forme di baratto amministrativo anche in relazione ai debiti fiscali pregressidovuti dai cittadini per i tributi locali.
Tra i comuni della provincia di Foggia, invece, si rileva ad esempio come il regolamento approvato dal comune di Monte Sant’Angelo (delibera della commissione straordinaria del 17 dicembre 2015, n 71)appare conforme alla deliberazione della Corte dei Conti posto che all’ articolo 5è esclusa del tuttola possibilità di accedere al baratto amministrativo in relazione ai tributi locali che hanno generato un debito pregresso del contribuente. Il tema è comunque in continua evoluzione ed inducetutti i Comuni (che hanno introdotto l’istituto o che sono in procinto di introdurlo) a tener conto dei principi indicati nella deliberazione della Corte dei Conti che si presume potranno essere in futuro oggetto di ulteriori chiarimenti.

(A cura di Pasquale Murgo, Dottore commercialista e Dottore di ricerca in Diritto tributario europeo)



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Commenti


  • quante chiacchiere

    Sarebbe utile approvarlo anche a Manfredonia

  • Monte Sant’Angelo con i commissari è stato il primo comune in provincia di Foggie e il secondo in Puglia ad approvare il baratto amministrativo. Grazie ai commissari e al movimento 5 stelle che lo ha proposto ai commissari.

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