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Totale è stato l’interessante dei corsisti nel rivivere il lento ma complesso cammino che ha segnato il lento processo di emancipazione femminile

Manfredonia, “All’UNI III la docente Maria Buono delinea il Teatro ed il femminile”

Negli ultimi anni le donne hanno dato il via ad una prolifica produzione di testi e spettacoli al femminile

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Manfredonia. SVOLTOSI di recente all’Uni III di Manfredonia un percorso tematico tenuto dalla prof.ssa Maria Buono, consapevole che il Teatro sia la “forma” più idonea a rappresentare sentimenti, emozioni, ansie e cambiamenti. Così, in un clima conviviale e di attenzione, si sono svolti i due incontri, articolati attraverso quattro moduli inerenti a “Donna e Amore”- “Donna e Famiglia” – “Donna e Maternità” e “Donna e Società”, in un’alternanza tra lezione frontale, proiezione di Power Point e filmati teatrali. La Docente attraverso un excursus storico, dal Teatro classico al contemporaneo, ha evidenziato il valore dei grandi drammaturghi che, con interpretazioni diverse, hanno affrontato il tema della Donna nel rapporto amore-matrimonio-maternità- società. Totale è stato l’interessante dei corsisti nel rivivere il lento ma complesso cammino che ha segnato il lento processo di emancipazione femminile. Tra il pubblico femminile sono sortite domande in tema, tra cui ne citiamo qualcuna: “com’era inteso il Teatro al femminile? A cui la docente ha risposto che era inteso non solo come “luogo fisico” di incontro, aperto ad un pubblico più ampio, ma come “luogo spirituale” di crescita e di confronto. Benché manchi documentazione della presenza femminile nel ruolo di Attrici, i Greci antichi già s’interrogavano sulla disparità tra il ruolo pubblico delle donne, ridottissimo e marginale, e l’importanza dei personaggi femminili; figure memorabili pullulano il Teatro greco in veste di protagoniste, responsabili di scatenare guerre (Elena), sfidare i sovrani (Antigone), ribellarsi ai mariti (Medea). Alle donne era riconosciuto il merito di rappresentare sentimenti profondi e complessi, a cui gli uomini si ispiravano per esplorare i propri stati d’animo e sentimenti. Paradosso è che i personaggi femminili erano interpretati solo da attori maschi, mentre alle donne era vietato partecipare alle rappresentazioni. Non a caso dalla docente è stata riportata la citazione di Platone che, nella “Repubblica”, critica tale pratica dichiarando che (chi recita personaggi moralmente condannabili o psicologicamente deboli, acquisisce le loro caratteristiche anche nella vita reale); condanna ripresa anche dai puritani nell’Inghilterra del XVII secolo, mentre solo nel ‘500, con la Commedia dell’Arte, si trova accenno della prima figura femminile in qualità di attrice: “Lucrezia Di Siena” (1540), personaggio di elevata cultura in grado di comporre versi e di suonare strumenti.

Interessante è stato il confronto con il Teatro Romano, considerato occasione di divertimento per spettatori appartenenti a tutti gli strati sociali, incluso le donne, anche se la presenza femminile sul palco ben presto degenerò in semplice esibizione del nudo femminile, tanto da farlo ritenere da importanti Autori Latini luogo di corruzione, dove le donne si affollavano per “vedere e farsi vedere” e che, in mezzo alla calca, si offrivano a tresche amorose. Alla domanda , la docente ha risposto che probabilmente solo nel ‘700 crebbe la centralità della sua interpretazione fino a divenire perno dell’azione scenica, con un pubblico costituito anche da donne, spettatrici e protagoniste di adattamenti scenici sia a livello drammaturgico che di pensiero. Merito indiscusso è stato riconosciuto a Goldoni, il primo grande ritrattista del femminile nel Teatro italiano, autore di ben 51 commedie con titoli al femminile, il quale ha saputo portare nelle sue Opere il vero tratto di donna «moderna»: donne che amano, soffrono, lavorano ma non dimenticano mai il rispetto per se stesse. Emblematica la figura di Mirandolina, protagonista de “La Locandiera”, che incarna tutte le astuzie femminili, ma sempre subordinate al buon andamento della locanda.
Ben evidenziata è stata l’influenza dei Classici sulle Opere teatrali dell’800 che, attraverso una rivisitazione delle figure femminili, hanno trasmesso messaggi di crescita per le donne. Anche per questo, a completamento di riflessioni tematiche, è stato proiettato il Power Point sulle Attrici più significative dell’800 che, portando in scena figure emblematiche, hanno favorito il dibattito borghese sulla condizione femminile, presentando un’immagine di donna sempre più lontana da quella tradizionale di madre e di moglie devota, per affermare una donna consapevole delle proprie scelte.

Tra le tante figure femminili più importanti è stata ricordata la grande e inimitabile Eleonora Duse, donna anticonvenzionale, artista di avanguardia, alla continua ricerca di nuove modalità interpretative e di perfezione spirituale, nonché convinta sostenitrice di istruzione e cultura, le uniche armi per sottrarre la donna dalla condizione di subalternità. Se la Duse ha contribuito all’evoluzione stessa del Teatro, l’Artista che più ne ha perorato la causa è stato Pirandello, il più femminista scrittore italiano, il quale ha rivolto particolare attenzione al ruolo della donna all’interno della Società. All’interrogativo posto da Leonardo Sciascia se esista un mondo femminile pirandelliano e quanto abbia influito nella sua formazione umana e artistica, la risposta della relatrice è stata che la figura femminile ha condizionato profondamente la difficile e tortuosa vita dello scrittore siciliano e, di conseguenza, ha segnato la sua “Opera”. Testimonianza è data dal suo intenso rapporto con l’attrice Marta Abba, ritratto vivo di alcune fra le più inquietanti immagini femminili create da Pirandello, testimone di donna non più indifesa, ma consapevole di sé. Nella conclusione la prof.ssa Maria Buono ha evidenziato che la drammaturgia femminile del ‘900 è ancora prettamente a firma maschile anche nel Teatro e che solo dal 2° dopoguerra si assiste ad un vero risveglio culturale femminile, che indurrà donne impegnate, come Natalia Ginzburg e Dacia Maraini, a portare in scena le battaglie sociali delle donne con temi, stili e linguaggi differenti; e il Teatro sarà considerato un luogo per informare il pubblico, “un posto dove si parla di quello che succede”; uniche protagoniste le Donne, a cui viene data la parola per tanto tempo negata.

Negli ultimi anni le donne hanno dato il via ad una prolifica produzione di testi e spettacoli al femminile, anche se non hanno ancora conquistato un linguaggio proprio; a loro il merito di una scrittura costruita sulla ricerca della verità e sulla riflessione su se stesse. Tuttavia, nonostante i prestigiosi riconoscimenti, resta ancora molto per promuovere una creatività teatrale femminile. Queste affermazioni hanno portato nella platea dell’uni 3 domande e riflessioni cui la docente ha dato risposte accurate e soddisfacenti salutate da un lungo plauso dei presenti.

(A cura di Benedetto Monaco – benedetto.monaco@gmail.com)



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