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Venerdì 15 aprile la terza edizione del convegno dedicato al potente veleno in grado di trattare numerose patologie

San Giovanni Rotondo, “Gli aspetti terapeutici della tossina botulinica”

Nel 2015 l'ambulatorio ha trattato più di 1.500 casi

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San Giovanni Rotondo. Pur essendo uno dei veleni più potenti in natura, con la tossina botulinica si possono trattare e rendere meno invalidanti numerose malattie croniche che, fino a pochi anni fa, risultavano sostanzialmente refrattarie a qualsiasi trattamento. Ma quali sono i meccanismi di base, le tecniche di iniezione e le indicazioni terapeutiche delle tossine botuliniche? A queste ed altre domande darà risposta il convegno “Attuali aspetti terapeutici della tossina botulinica”, in programma venerdì 15 aprile presso il Centro Congressi Padre Pio a San Giovanni Rotondo.

Giunto alla terza edizione, il convegno illustrerà i numerosi campi di applicazione della tossina botulinica: dalle patologie neurologiche, tra cui l’emicrania cronica, all’utilizzo in campo urologico, dermatologico e gastro-intestinale. La partecipazione al corso – rivolto a 100 partecipanti tra medici, biologi, fisioterapista, infermieri, ortottisti e assistente di oftalmologia e tecnici di neurofisiopatologia – assegna 6 crediti formativi ecm.

Dal 2002 l’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza ha attivato l’Ambulatorio Tossina Botulinica dell’Unità di Neurologia per trattare patologie quali: strabismo, blefarospasmo, emispasmo facciale, distonia cervicale, distonia oromandibolare, distonie focali segmentarie, crampi occupazionali, spasticità, entropion spastico, scialorrea e iperidrosi focale (eccessiva sudorazione). Dal 2013 il Ministero della Salute ha esteso l’utilizzo della tossina anche al trattamento dell’emicrania cronica, rendendo così l’Ambulatorio centro di riferimento nazionale. «Nel corso degli anni – spiega Antonio Santoro, medico neurologo responsabile dell’Ambulatorio – il numero di pazienti trattati è passato da 209 del 2002 a 1.320 del 2014. Il 49% di questi proviene dalla Provincia di Foggia, il 24% dalle altre 5 province pugliesi e il rimanente 27% proviene principalmente dalle regioni del sud e del centro Italia». Nel 2015 l’ambulatorio ha trattato più di 1.500 casi.



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