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L'Italia ancora oggi è l'unico stato, insieme alla Spagna, che ha inteso applicare tale disciplina al settore del commercio su aree pubbliche

Direttiva Bolkestein sul commercio ambulante: mozione di Borraccino

Il paradosso è che le multinazionali, partecipando ai bandi con risorse economiche notevoli, certamente non paragonabili a quelle dei tanti piccoli imprenditori

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Bari. Il Consigliere regionale del Gruppo Noi a Sinistra, Cosimo Borraccino Presidente della II Commissione (Affari Generali e Personale) ha presentato una mozione riguardante le conseguenze della direttiva Bolkestein sul commercio ambulante e quindi la richiesta al Governo nazionale affinché questo settore sia escluso dagli effetti della direttiva. “Premesso che dopo l’approvazione della direttiva Bolkestein da parte del Parlamento Europeo, la legislazione italiana ha previsto il recepimento della stessa direttiva europea sulla “regolamentazione dei servizi del mercato interno” anche per i commercianti ambulanti, equiparandoli, di fatto, a “concessionari di un servizio pubblico”. Il Parlamento Europeo, in verità, circa 6 anni fa, invitò gli stati membri ad escludere il commercio ambulante dall’applicazione della direttiva Bolkestein. Purtroppo, però, l’Italia ancora oggi è l’unico stato, insieme alla Spagna, che ha inteso applicare tale disciplina al settore del commercio su aree pubbliche. La logica conseguenza è che i posteggi per il commercio su aree scoperte verranno messi a gara e le classiche figure dei “mercatali”, che vedevano automaticamente prorogate le autorizzazioni commerciali, si potrebbero trovare all’improvviso svantaggiate nei confronti delle multinazionali del settore che potrebbero entrare sui mercati; adesso queste autorizzazioni commerciali sono concesse solo alle società di persone. Il paradosso è che le multinazionali, partecipando ai bandi con risorse economiche notevoli, certamente non paragonabili a quelle dei tanti piccoli imprenditori, possano accaparrarsi gli spazi, di fatto smantellando il piccolo commercio e facendo così sorgere dei centri commerciali ambulanti dove l’esclusiva appropriazione del mercato inciderebbe sul controllo verso l’alto dei prezzi dei prodotti, con conseguenze nefaste anche per la popolazione, che in tempi di crisi come questo, frequenta sempre più quei luoghi. Lascio immaginare, poi, gli interessi che si celano dietro il provvedimento “distruttivo” per i piccoli commercianti e le loro famiglie. Fortunatamente i piccoli esercenti stanno prendendo coscienza della pericolosa situazione che si verrebbe a determinare in caso dell’applicazione, dal prossimo anno, della direttiva e si stanno organizzando momenti di lotta per tutelare i loro diritti, alla pari di ciò che avviene in tutti gli altri Stati dell’Unione Europea. Per tali motivi e al fine di scongiurare anche in Puglia una gravissima crisi del settore.

Con la presente mozione chiedo al Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano di farsi promotore, verso il governo nazionale, della tutela dei diritti del commercio ambulante affinché sia escluso il settore del commercio ambulante dagli effetti della direttiva Bolkestein (direttiva europea sulla regolamentazione dei servizi del mercato interno) poiché la legislazione italiana ha previsto l’assoggettamento alla direttiva europea dei servizi del commercio ambulante, di fatto equiparandolo a “concessionari di servizio pubblico”.



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