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Casa Sollievo: dal 6 al 7 maggio in convegno i maggiori esperti europei nel campo dell'analgesia e dell'anestesia ostetrica

“Parto cesareo un vero e proprio intervento chirurgico non esente da rischi”

Attesi esperti provenienti dall'Italia, dal Belgio, dalla Svizzera, dalla Gran Bretagna, dalla Spagna e dalla Francia

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San Giovanni Rotondo. Venerdì 6 e sabato 7 maggio, la sala convegni dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza ospiterà un meeting internazionale dedicato ai temi della partoanalgesia, organizzato dall’Unità di Anestesia e Rianimazione I. L’evento formativo, che rientra fra gli obiettivi del Progetto Nazionale di Anestesia Materno Infantile (PNAMI), è stato realizzato con il patrocinio della Società Italiana di Anestesia, Analgesia e Terapia Intensiva Pediatrica (SIAATIP) e della Società Italiana di Partoanalgesia.

Attraverso formazione teorica e simulazioni pratiche il PNAMI intende offrire al personale medico e infermieristico una maggiore informazione sulla visione anestesiologica di madre e bambino, ottimizzando i percorsi terapeutici e concentrandosi maggiormente sulle procedure anestesiologiche in emergenza.

Grazie alla presenza di specialisti e direttori di importanti cliniche europee, il meeting si presenta come una preziosa possibilità di confronto e di conoscenza. Assieme agli specialisti italiani provenienti da Emilia Romagna, Lazio e Puglia, a ciascun esperto internazionale è stato affidato un tema ben specifico da relazionare: Thierry Girard (Dipartimento di Anestesia Ostetrica dell’Università di Basilea in Svizzera) si occuperà dell’anestesia applicata nel parto con taglio cesareo; Roshan Fernando (presidente dell’Associazione Anestesisti Ostetrici della Gran Bretagna) analizzerà l’importanza del benessere del feto in gravidanza; Anna Sophie Ducloy-Bouthors, esperta di Anestesia Ostetrica del Centro Ospedaliero Regionale dell’Università di Lille in Francia e Marc Van de Velde, medico specialista in analgoanestesia presso l’Università Cattolica di Louvain del Belgio, tratteranno temi attinenti al monitoraggio della madre, del nascituro e dei possibili inconvenienti post-parto. Emily Guasch, medico dell’Ospedale Universitario di Madrid, parlerà delle complicanze che potrebbero presentarsi durante la gravidanza.

Le ultime sessioni saranno dedicate al Servizio di Partoanalgesia e all’attività dell’Unità di Ostetricia e Ginecologia. Il trattamento del dolore da parto costituisce oggi uno dei punti più qualificanti dell’assistenza ostetrica. Introdotto nel 2011 in Casa Sollievo, il parto indolore è attivo 24 ore su 24. Le partorienti, assistite durante l’intero periodo di travaglio, possono contare su un’équipe specializzata costituita da anestesista, medico ginecologo e ostetrica. L’attivazione del “parto indolore” ha diminuito considerevolmente il ricorso ai parti con taglio cesareo, che attualmente ammontano a meno del 20%.

Nonostante, sopratutto nelle regioni meridionali, sia considerato come un modo per ridurre l’ansia e il dolore, il parto cesareo in realtà è un vero e proprio intervento chirurgico non esente da rischi. Il suo utilizzo andrebbe limitato ai casi in cui esistano davvero le condizioni mediche che lo rendono necessario: e cioè quando sono a rischio la mamma o il nascituro. A tal proposito, l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di non effettuare parti cesarei in più del 15% delle gestanti. Considerando la media nazionale che ammonta tuttora al 35%, i dati dell’Ospedale di San Pio sono molto positivi.

«L’informazione e la consapevolezza hanno un ruolo fondamentale nella scelta del parto indolore – spiega Pasquale Vaira, medico responsabile del Servizio di Partoanalgesia -. Già a partire dal terzo trimestre di gravidanza, alle pazienti interessate illustriamo tecniche, indicazioni, controindicazioni e rischi. Se accettano vengono inserite in un vero percorso assistenziale, seguite da un ginecologo e un’ostetrica. Va ribadito che il parto è un evento naturale e che, per gestire il dolore e l’ansia che ne deriva, l’anestesia peridurale continua è l’unica tecnica capace di garantire un tranquillo svolgimento degli stadi dolorosi del parto».

Come funziona?Nelle prime fasi del travaglio, alla donna viene iniettata una piccola dose di anestetico locale nello spazio compreso tra la terza e la quarta vertebra lombare (all’altezza dei fianchi), riuscendo ad ottenere un completo sollievo del dolore per circa 60-120 minuti. Un’analgesia efficace e controllabile che non esercita alcun effetto depressivo sul feto e, grazie al basso dosaggio di analgesici, la madre conserva pienamente le capacità motorie.

Il parto indolore rientra nelle attività inserite nel cosiddetto “Percorso Donna” di Casa Sollievo, un processo organizzativo-assistenziale dedicato completamente al benessere femminile. Lo scorso dicembre, l’Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna (O.N.Da) ha riconfermato, anche per il biennio 2016-2017, il massimo riconoscimento nazionale di tre bollini rosa per l’impegno dell’IRCCS Casa Sollievo nei confronti delle patologie femminili.



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