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Foggia. Grano, Barilla “Saranno 900mila le tonnellate acquistate”

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Foggia. Il nuovo accordo, per la prima volta triennale, tra Barilla e gli agricoltori italiani riguarda 50 fornitori, pari a 5.000 imprese agricole, che grazie a questi contratti potranno accedere ai finanziamenti pubblici e vedere crescere la propria redditività (circa il 25% in più rispetto ai contratti standard). Aumentano i volumi di grano duro sostenibile: +40% nei prossimi tre anni.

Oltre 65.000 gli ettari di superficie destinata alla coltivazione del grano duro.

Le principali regioni coinvolte sono: Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Umbria, Toscana, Lazio, Abruzzo, Molise, Basilicata, Campania e Puglia.
I nuovi contratti di coltivazione sono il risultato dell’impegno dell’azienda nel rispetto del suo modo di fare impresa: ‘Buono per te, Buono per il Pianeta’.

Assicurare la disponibilità e la qualità del grano duro, migliorando il livello delle produzioni locali e riducendo il ricorso all’import. Aumentare la redditività delle aziende agricole e allo stesso tempo ridurre l’impatto sull’ambiente attraverso l’adozione di pratiche sostenibili. Questi, in sintesi, alcuni dei benefici dei nuovi contratti di coltivazione del grano duro stipulati dal Gruppo Barilla con gli agricoltori italiani per le campagne agrarie 2016-17, 2017-18, 2018-19. L’azienda di Parma, principale trasformatore al mondo di questa materia prima e leader mondiale del mercato della pasta, si è impegnata ad acquistare nei prossimi 3 anni ben 900.000 tonnellate di grano duro italiano.

PER LA PRIMA VOLTA ACCORDI TRIENNALI: NE BENEFICIA TUTTA LA FILIERA
Questo contratto pluriennale garantirà alle imprese agricole di accedere ai finanziamenti del MIPAAF per un importo stanziato di ben 10 milioni di Euro. E di avere una migliore redditività: in media del +25% superiore ai contratti standard grazie anche ad incentivi legati a una produzione di qualità maggiore (pari al 10-15% del prezzo medio del grano). Mentre Barilla, grazie all’applicazione di rigorosi disciplinari di coltivazione, avrà la certezza di ricevere un grano duro di eccellente qualità – per realizzare la miscela di alta qualità di cui ha bisogno per produrre una pasta buona e ‘al dente’ – e ancora più sostenibile. L’accordo infatti prevede l’incremento del +40% dei volumi acquistati da Barilla nell’ambito del progetto ‘grano duro sostenibile’ che passeranno dalle 197.000 tonnellate del 2016 alle 280.000 tonnellate del 2019 (vedi comunicato allegato).

50 FORNITORI E 5.000 AZIENDE AGRICOLE COINVOLTE NELL’ACCORDO
I nuovi contratti di coltivazione – che rappresentano il 40% del grano duro acquistato in Italia dalla Barilla – prevedono un investimento totale da parte del Gruppo di Parma di 240 milioni di Euro (pari a 80 milioni di Euro annui). Riguarderanno oltre 50 fornitori pari a 5.000 aziende agricole, per una superficie destinata alla coltivazione del grano duro di alta qualità di 65.000 ettari, il 6% di quella nazionale. Le regioni coinvolte nell’accordo sono: Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Umbria, Toscana, Lazio, Abruzzo, Molise, Basilicata, Campania e Puglia. Mentre le varietà top quality seminate sono l’Aureo, lo Svevo e il Pigreco.

“Questo accordo dimostra che c’è un modo virtuoso di sostenere l’agricoltura nazionale della filiera grano-pasta”, afferma Luca Virginio, Responsabile della Comunicazione e delle Relazioni Esterne del Gruppo Barilla. “Attraverso questi contratti di coltivazione riusciremo finalmente ad aumentare la produzione di grano duro italiano di qualità e a remunerare adeguatamente gli agricoltori, che potranno anche programmare al meglio lo sviluppo di mezzi e di risorse. Allo stesso tempo avremo una riduzione dell’impatto ambientale grazie alla crescita del progetto grano duro sostenibile, in linea con la nostra mission ‘Buono Per Te, Buono Per Il Pianeta’ ”.

ITALIA AL 6° POSTO NELL’INDEX DEL ‘THE ECONOMIST’: IL RISCATTO DELL’AGRICOLTURA SOSTENIBILE
Infine è anche grazie a contratti di filiera virtuosi come questo che l’Italia può scalare posizioni nel Food Sustainability Index (FSI), messo a punto dal The Economist Intelligence Unit (EIU) e voluto dalla Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition (BCFN). Questa speciale classifica ha analizzato le scelte alimentari del pianeta non solo sulla base del ‘gusto’, ma anche del valore complessivo che il cibo rappresenta. Con un verdetto abbastanza sorprendente: l’Italia, infatti, si piazza solo al sesto posto, superata dai cugini francesi che primeggiano, ma anche dall’Inghilterra dove non c’è una vera e propria tradizione alimentare. All’agricoltura sostenibile, dunque, il compito di guidare l’ascesa verso le posizioni più nobili che competono alla nostra Nazione, patria della dieta mediterranea e in possesso di un know-how agroalimentare straordinario.

IL PUNTO DI VISTA DELL’ AGRICOLTORE: “OLTRE IL 70% DEL GRANO DURO PRODOTTO CON METODI SOSTENIBILI”
Giuseppe Tosches, 45 anni, è l’amministratore delegato della Posta del Giudice, tra i principali stoccatori della filiera del grano aureo in Puglia: oltre il 70% del grano duro messo in commercio è realizzato con i metodi sostenibili suggeriti da granoduro.net

Come questi accordi di coltivazione hanno cambiato l’approccio all’agricoltura e il suo modo di lavorare?
“Grazie a questi contratti c’è stata la possibilità di migliorare la remuneratività degli agricoltori, offrendo loro un reddito minimo garantito e anche di realizzare un prodotto di estrema qualità grazie alle varietà top quality aureo e svevo. Quest’anno abbiamo lavorato circa 10.000 tonnellate di grano duro. E con un incremento significativo della qualità, con contenuti proteici dell’1/2% più elevati della media regionale. Questo significa valorizzare la produzione locale.

Il progetto granoduro.net vi aiuta a ottimizzare le tecniche colturali?
“Certamente, è stata una rivoluzione in cui siamo stati guidati da Barilla con grande soddisfazione. Oggi lo utilizza circa il 65% degli agricoltori pugliesi che grazie a questo strumento di supporto alle decisioni hanno visto migliorare in questa maniera significativa il raccolto sia in termini qualitativi che quantitativi.

Come conservate il grano duro nella fase di stoccaggio?
Quando il prodotto arriva nella nostra azienda, lo puliamo dalle impurità e poi lo conserviamo nei silo bags. Si tratta di un sistema di stoccaggio innovativo nato in Argentina che prevede un’atmosfera controllata, e che grazie all’assenza di ossigeno previene la formazione delle muffe e di insetti, il tutto senza uso di ulteriori prodotti di conservazione. Grazie a questa nuova tecnologia e agli accorgimenti suggeriti da Granoduro.net siamo in grado di consegnare a Barilla un prodotto finale di qualità superiore.

Che tipo di grano duro commercializzate? Perché il grano aureo è meglio di altre varietà?
“Noi commercializziamo principalmente grano Aureo 100% italiano che serve a produrre la pasta Voiello e in misura minore lo Svevo. La varietà Aureo è migliore perché ha delle caratteristiche intrinseche che consentono di conservare un livello proteico alto oltre ad un colore unico rispetto alle altre varietà e vitrosità accentuata. Visto il ciclo vegetativo medio-tardivo, l’Aureo, si presta ad una semina precoce.

FOTOGALLERY ENZO MAIZZI



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