Manfredonia

Manfredonia: “La vita umana dal concepimento alla morte, senti chi parla”

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Manfredonia. La vita umana è un’avventura “miracolosa” che ha inizio dal momento del concepimento quando due persone, dopo gli opportuni preliminari, si scambiano il corredo genetico. Così dall’incontro di uno spermatozoo e di un ovocita può sortire una nuova nascita, l’introduzione ufficiale nel mondo è dettata dal parto, il resto è storia. Una storia unica ed irripetibile, che quando vissuta in toto, può condurre l’essere umano a ripercorrere le stagioni dell’esistenza: dall’infanzia, all’anzianità. A parlare dell’esistenza umana: dal concepimento alla morte, è stato il Prof. Filippo M. Boscia, un ginecologo dal lungo curriculum già noto ai ragazzi del liceo classico di Manfredonia per pregressi incontri (ricordiamo l’incontro sull’identità sessuata più info cliccare qui ; a moderare il dibattito la professoressa Arcangela Bisceglia, che ha introdotto il tema della bioetica nella scuola, questione tanto cara a chi è impegnato nel cattolicesimo ed agli studenti del Classico e dello Scientifico.

Infatti, il rappresentante d’istituto Raffaele Sorbo, all’inizio del dibattito ad una personalità autorevole come il Prof. Boscia, pone domande sulle tecniche e metodiche scientifiche sulla maternità surrogata “l’utero in affitto” soffermandosi su due esempi. Il primo riguarda una coppia adulta Francesca e Gabriele, che avendo difficoltà nel procreare, pur di coronare il sogno di avere un figlio ricorrono a Ludmilla, che con un annuncio sul web metteva in vendita il suo utero. Così a Kiev, dopo nove mesi dall’inseminazione artificiale dall’utero della giovane ucraina, nasce un bel bebè costato circa 20.000 euro. Fin qui una storia tutto sommato a lieto fine. Diversamente dal fine vita del DJ Fabo, che immobilizzato a causa di un incidente rimarca con l’espressione di una lunga notte senza fine, la sua volontà di ricorrere all’eutanasia. Vita e fine vita sono stati motivo di acceso dibattito nell’auditorium della scuola, in cui alcuni ragazzi riconducevano la vita ad un mero biochimismo, mentre altri condividevano che c’è qualcosa di più: un valore chiamato sentimento che spesso è alla base del corteggiamento e dell’accrescimento della prole, e dell’assistenza nei tempi del dolore. Ebbene la società ci educa a valori etici ed ecologici, è lo stesso Prof. Boscia a dare delle chiavi di lettura globale con le parole “rispetto e responsabilità”. Queste due parole entrambe connesse in quanto la società sta esaltando l’autodeterminazione, l’autonomia personale, che spesso sfocia in solitudine, allontanandoci dalla comunità verso gli altri e l’ambiente. E lo stesso Boscia facendo alcuni esempi e riferimenti a ricordare di quanto nel contempo la persona umana, oltre che procreare è portata a creare affetto, vicinanza, solidarietà; dobbiamo convincerci che il gioco non ha uno spazio reale, la responsabilità trascritta nel nostro animo non gira pagina ad ogni desiderio ed umore della volontà. Un tempo nella buona e nella cattiva sorte, la coppia affrontava la vita: oggi due persone che hanno condiviso per comune intesa un globale progetto di vita coniugale e una sessualità al contempo creativa-ricreativa e procreativa quando non vanno più d’accordo per varie contingenze tentano di rimediare alla loro frattura ricorrendo alle norme e discipline che regolano lo scioglimento del legame matrimoniale (divorzio/divorzio breve legge 55/2015) e inconsapevolmente determinano anche disagi economici, che per gran parte dei casi determinano per conseguenza forme di povertà importanti. Di recente è stata proposta una legge di sostegno nella nostra regione Puglia pensata per i separati e divorziati in povertà. La società tenta di rimediare ai guasti conseguenti a scelte inopportune.
Noi tutti dobbiamo tener presente che ogni nostra scelta comporta l’assunzione di precise responsabilità sociali e la nostra vita deve essere rispettosa anche di questa dimensione sociale che l’avvolge: dobbiamo essere rispettosi per noi stessi, per gli altri, per la società e per l’ambiente.

Sul versante del nascere questo rispetto e responsabilità riguardano ogni nuova vita in attesa di nascere.

Dall’unione di coppia nasce una creatura che va amata e rispettata; così come amore e rispetto vanno riservati sempre ai più deboli, fragili e meno fortunati. I più fortunati, quelli che si affermano socialmente ed economicamente, e che pensano di differire la riproduzione nel tempo e per conseguenza decidono di metter su famiglia quando ormai la riserva gonadica, sia nell’uomo che nella donna, si è consistentemente ridotta o esaurita, tengano presente che i viaggi più importanti della vita andrebbero fatti con macchine nuove e in buono stato e seguendo. Questo vale moltissimo quando si parla di riproduzione umana!

Boscia, da esperto ginecologo, sa che è bene fare figli in età fertile, e non in pre o menopausa.

Parlando della gravidanza e della vita intrauterina si sofferma ad illustrare il registro neurosensoriale del feto che nel grembo materno, giardino di vita, ricostruisce la più piccola “discoteca del mondo”: nel pancione della mamma si attua una vera e propria danza, una nuotata a tutto campo, accompagnati nel grande viaggio verso la vita da una musicalità di fondo, dal fruscio del sangue che scorre nei vasi sanguigni, al tam tam del cuore, cui si aggiunge la melodia della voce della madre, che è delicata quando è sussurrata, ma rimbomba quando un disagio consistente trasforma le emozioni in esasperazione. Sono questi gli stati d’animo che giungono al bambino, e che improntano il suo registro di sensibilità. Le endorfine che la madre produce giungono tutte al feto: endorfine della gioia, dell’entusiasmo, del dolore, del disagio e che di volta in volta rappresentano dei cicchetti piacevoli ed inebrianti o dei fulmini a ciel sereno. Sull’ultima visuale della gravidanza vissuta come la danza del feto abbiamo condiviso il video introduttivo del film intitolato “Senti chi parla”: bellissima visione che dimostra che in fondo siamo tutti figli, dal concepimento in poi, di una danza ancestrale di uno spermatozoo che conquista il suo ovocita.

E noi siamo qui a dimostrare che questa danza ha saputo funzionare bene ed esprimere sentimenti, anche come testimoni viventi del racconto più straordinario che è la vita…

Segue link video

a cura di Benedetto Monaco



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