Aqp e tariffe. Vendola: “inesistente remunerazione del 7%”

Il Governatore pugliese Niki Vendola (ST)

Bari – “NELLA tariffa pugliese i sindaci non hanno previsto in favore dell’Acquedotto la remunerazione del capitale investito, il famoso 7%, che il referendum ha giustamente abbattuto. E’ curioso pertanto che oggi si chieda a me, o più opportunamente ai sindaci, di ridurre in tariffa una quantità (l’utile) mai aggiunta e che nel futuro grazie ai referendum non potrà più far parte delle voci consentite per determinare la tariffa”. Lo ha ribadito il Presidente della regione Puglia Nichi Vendola intervenendo sul quotidiano Il Riformista.

“Per essere più precisi – ha continuato Vendola – non è solo curioso ma anche ingiusto che la polemica si scateni direttamente su di me, ed indirettamente sui sindaci pugliesi, in un paese, l’Italia, ove l’unico gestore (mi pare di ricordare) che in tariffa non ha la remunerazione è AQP, e nel contempo nessuno si desta a chiedere di fare altrettanto agli altri 100 ambiti (circa) che in tariffa ce l’hanno. Se i sindaci pugliesi dovessero abbassare la tariffa inseguendo opinioni demagogiche e disinformate, dovrebbero allo stesso tempo ridurre gli investimenti, cioè gli ampliamenti della rete idrica e fognaria, il risanamento e la sanificazione. Non penso che l’obiettivo del referendum e dei referendari sia mai stato quello di ridurre gli investimenti”. Vendola ha poi ricordato che “in Puglia la tariffa non soffre degli utili sugli investimenti (7%), ma solo di un costo ereditato da cattiva gestione (bond al 6,92% annuo contratto nel giugno 2004 dai vecchi amministratori di Aqp dell’era Fitto), che per fortuna è stato ristrutturato dagli amministratori di AQP da me nominati per risanare l’azienda (riuscendoci), ottenendo l’eliminazione dal paniere del pericoloso titolo (tra gli altri) General Motors. Se non fossimo stati pronti e con la schiena dritta oggi l’azienda sarebbe stata dichiarata fallita, al pari di tante altre aziende mondiali che sono morte sotto le macerie del crollo General Motors”.

“Nonostante tutto questo sento parlare – ha concluso Vendola – di una class action delle associazioni dei consumatori nei confronti degli amministratori AQP per la mancata riduzione dell’inesistente remunerazione del 7% e mi chiedo perché non proporla in modo pertinente e tecnicamente più plausibile nei confronti di chi contrasse il bond”.


Redazione Stato, riproduzione riservata

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