Manfredonia
A cura di Paolo Cascavilla

Ogni città ha un suo particolare odore. E può non essere gradevole

"Le stagioni si distinguono per la diversità degli odori"

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Manfredonia. E’ a partire dal Settecento che la vista ha relegato gli altri sensi, in particolare udito e olfatto, in secondo piano. La vista assicura oggettività e fruizione della bellezza, mentre olfatto e udito possono far percepire senza filtro aspetti sgradevoli dell’esperienza urbana. Eppure sono questi i sensi più personali che ci fanno apprezzare un luogo, suscitano un ricordo, fanno affiorare abitudini e tradizioni. Oggi gli odori di un luogo sono divenuti uno strumento per sedurre e attirare.

Per le strade un tempo si sentiva l’odore dei mercati rionali, dei cibi che si stavano cuocendo, del pesce arrostito all’aperto nelle case a piano terra. C’è un sonetto di Giuseppe Gioacchino Belli, il grande descrittore della plebe romana dell’Ottocento, che narra un litigio tra due donne: la prima si lamenta del fumo e dell’odore che è costretta a sentire di carne arrostita, la seconda invece spavaldamente vuole far sapere a tutti che cosa sta cucinando: “Nun me seccate e annateve a ffà squarta./Ciammancherebbe…. C’adesso pe ddà ggusto a la signora / nun ze potessi fà mmanco l’arrosto!“. Gianni Rodari, in una sua poesia, dà un odore ai vari mestieri: c’è chi sa di terra, di farina, di noce moscata, di vernice… Solo i fannulloni non sanno di nulla e stranamente “puzzano un po”.

Le stagioni si distinguono per la diversità degli odori: Lucio Dalla parlava dell’odore del mare e delle alghe nel porto, in autunno. La primavera a Siponto profuma di pini ed eucalipti, il grano mietuto e le stoppie del Tavoliere, l’origano e il rosmarino appena fuori città… La mattina presto si può sentire ovunque l’odore di pane fresco, cornetti, pizze appena sfornate. L’odore di dolci in particolari momenti dell’anno (Carnevale e Natale) ci ricorda le festività più che il calendario.

Per molti a Manfredonia l’estate è l’odore della salsedine nei pressi del castello, vicino alla spiaggia; forse deriva dalle cabine di legno impregnate di acqua e umidità marina. Ma ci sono gli odori artificiali: quello delle creme di protezione è così eccessivo e invadente che sulle spiagge riempie tutta l’aria e copre l’odore delle alghe e del mare.

Dalla fine del Novecento in poi l’esperienza urbana e la città moderna è sterilizzata e senza odori. La mania dell’aria condizionata porta a chiudere imposte e finestre che garantiscono l’impermeabilità a suoni e odori.

Ah l’odore, l’odore di Firenze, ogni città ha un suo particolare odore” – “Ed è un odore gradevole?” -chiese Lucy. “Non si viene in Italia in cerca di cose gradevoli, si viene in cerca della vita” (E. M. Forster, Camera con vista).

C’è un odore delle città? Un odore di Manfredonia, di Monte S. Angelo, Foggia, Bari?… Ogni città d’Italia ha il suo profumo, si dice. Nella città contemporanea segnata da una ricerca di visibilità e competizione, si è alla scoperta di luoghi tipici con odori, fragranze, essenze da valorizzare. Per la sua capacità di attirare i ricordi, l’odore può costituire un elemento prezioso nelle strategie di città, che cercano un brand, per cui l’immagine di un luogo, memorizzata e conservata nella memoria individuale, offra emozioni e renda più personale il rapporto con la città.

Il museo dell’Hermitage di San Pietroburgo ha permesso nel 2005 un esperimento di fruizione multisensoriale di un’opera d’arte. Una esperta italiana di profumi (Laura Tonatto) ha organizzato una mostra ispirata dal desiderio di restituire al senso dell’olfatto il suo ruolo importante. La scelta dell’opera: Il Suonatore di liuto di Caravaggio, che suona “Voi sapete ch’io vi amo”; le note sono accompagnate dalle fragranze provenienti dai fiori (iris, camomilla, gelsomino, vari tipi di rose…) e da frutti mediterranei (fico, pera, prugna). Spartito, fiori e frutta sono ben visibili nel quadro. Di fronte all’immagine del dipinto, sono posti nove contenitori cilindrici con sei essenze floreali e tre di frutta, e si ascolta la musica. All’aroma di sintesi è stato dato il nome di Caravaggio.

(A cura di Paolo Cascavilla, fonte http://www.futuriparalleli.it/blog/2016/08/04/ogni-citta-ha-un-suo-particolare-odore-e-puo-non-essere-gradevole/)



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Commenti


  • Telecamera umana

    Ore 11,4O circa entro in Manfredonia da Viale San Pio, poi l’incrocio con la rotatoria, poi il tratto con fichi d’india a dx e sn e poi le prime case Via Giustini ( se non erro abita un politico) e che cosa noto? Che nei pressi del portone dove una volta c’era un forno..bidoni colmi di umido con buste sopra il coperchio!!! Ma è seria questa raccolta o è una emerita pagliacciata?


  • Manfredonia peggio di Calcutta

    Gli odori non mancano, da quello di pesce putrefatto a quello di acquitrini putrefatti! Una volta erano i chirici o le coschie o loffe sgangiate nel cinema piscinonone piuttosto che il Fulgor a destare proteste…ora ci sono i superprofumi dei lungomari sipontini ad allietarci e anche le arterie principali!


  • Matteo

    Scusate ma Manfredonia puzza di plastica bruciata! Ogni giorno dalle 14 alle 18 zona ex cava Gramazio fino al commissariato di Polizia…vorrei sapere chi è autorizzato a bruciare la plastica? L’Ase nella sua sede in via Tratturo del Carmine o c’è qualche installazione abusiva? Non ve ne venite dicendo che sono le stoppie e la plastica di rifiuto bruciata dentro le stoppie, qui si tratta di un vero e proprio forno di smaltimento! Vediamo se insieme riusciamo a scoprire questo INCENERITORE urbano!


  • Manfredonia a rischio colera/peste.

    Puzza di plastica bruciata, ma anche di tombino città sudamericane anni 700 e -putrefatte!


  • IL GENERALE DORMI IN PIEDI.

    UNA PUZZA INSOPPORTABILE DI GOMMA ARSA ALEGGIA SULLA CITTA’!!! ALTRO CHE ALGHE!!! E MAI POSSIBILE CHE NESSUNO INDAGHI ED ESPERI DELLE RICERCHE??


  • Dany

    Confermo la puzza di plastica anche nella zona 167, precisamente lí sono localizzate due fabbriche, precisamente nella zona in via arte del ferro ed ecc…
    Il problema è che scaricano anche di notte, quando dorme la gente con le finestre aperte!

  • Non è plastica e quell’alga schifosa che sta sul lungomare del Sole che puzza da morire!


  • Matteo

    Bene esiste un punto di partenza da dove indagare, date voce e li staneremo questi avvelenatori seriali. Date voce e chiedete notizie.
    Chiedo alla redazione di pubblicare un post tematico in modo tale da raccogliere tutte le info possibili. Grazie.


  • GIORGIO

    Caro Professore, non la stimo, ma oggi mi ha regalato con il suo racconto qualcosa di meraviglioso. Grazie. P.S. Come può notare nei commenti ” LA MADRE DEGL’-È SEMPRE INCINTA “


  • umido

    ci sono stati tre giorni di tramontana e maestrale quel puzzo schifoso proveniente da quelle alghe in decomposizione nn si e sentito piu pensavo che qualcuno con la corona aveva risolto il problema ma mi sono sbagliato il vento a girato rotta ( LEVANTE) ed ecco che ci risiamo a continuare a respirare 24/36 orae al giorno quello schifo inquinante che giace li da anni
    IMPERATORE SAPIENTONE DATTI DA FARE O TI TOCCA O NON TI TOCCA


  • Dany

    La puzza delle alghe ora arriva pure fino alla zona 167?

  • Dove prima sentivi il profumo del mare ora senti tanta puzza e vedi fumo che quell’alga puzzolente sprigiona.
    Nel vocabolario di chi ha creato lo scempio e la distruzione del lungomare del Sole, con quella schifezza di opera di difesa costiera: ” i FRANGIFLUTTI”, fatti a CAPOCCHIA…, la parola “VERGOGNA” non esiste.
    Complimenti a chi a realizzato l’opera e a chi ha fatto di tutto per nascondere e proteggere i colpevoli di tale scempio.
    Io da piccolo cittadino, ex elettore di sinistra, vorrei che oltre all”inferno ci fosse un altro posto dove poter collocare i colpevoli, a voce alta,questi geni, quantomeno, se se solo avessero un bracciolo di umiltà, dovrebbero chiedere SCUSA ai cittadini di questa MERAVIGLIOSA MIA BELLA CITTÀ. ..!


  • Manfredonianomaevoluto

    La puzza non deriva da alghe. Questa è solo una chiacchiera da parte della nostra incompetentemente amministrazione per sminuire o minimizzare il problema. Pensateci bene. Le alghe sono in riva al mare e la puzza terribile si sente anche sulla 167 quando il vento spira da ponente o è maestrale. Ciò vuol dire che la puzza viene da terra, dal tramonto fino a notte fonda. Non è che facciamo la terra dei fuochi 2?


  • manfredoniano

    Casca villa svegliati ! Ma dove vivi? Cosa vuoi comunicare con questo articolo? Per cortesia cerca di esprimerti in modo più pragmatico che forse riusciamo a capirti meglio

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