Politica
Commemorata la scomparsa del consigliere regionale

Il Consiglio regionale ricorda Minervini

"Ha combattuto contro la malattia con una forza incredibile e nonostante le difficoltà in questi pochi mesi della nuova legislatura regionale"

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Bari. “Guglielmo è stato uno straordinario ed originale dirigente politico della nostra terra, un visionario con il dono della concretezza, capace di legare le più innovative pratiche di governo che hanno contraddistinto quegli anni con la fedeltà a principi irrinunciabili, per lui e per noi, principi e valori che fanno la differenza soprattutto quando si nutrono della pratica”. Lo ha detto il consigliere regionale Mino Borraccino che a nome del partito in cui ha militato (Noi a Sinistra per la Puglia), ha commemorato la scomparsa di Guglielmo Minervini, svoltasi nell’aula di via Capruzzi prima dell’inizio della seduta consiliare.

“L’ho conosciuto così, nel 2005, quando in Regione si è determinato il “grande cambiamento della Primavera Pugliese” per mano di una generazione che ha provato a governare senza esercitare il potere, che si è aperta alla società e ne ha preteso la più ampia partecipazione. E Guglielmo, in questo, è il nostro Maestro. Il suo carattere mite, il suo comportamento sereno, la curiosità verso il tutto, una straordinaria capacità di relazionarsi, la cura e l’attenzione verso il protagonismo in particolare dei giovani sono stati ampiamente riconosciuti ed apprezzati da più parti, anche dai nostri avversari, come ci confermano i giudizi e i commenti di questi giorni”, ha aggiunto Borraccino.

“Guglielmo è quella “brava persona” perché è “bravo” nella politica che ha inteso sempre come leva di cambiamento a favore dei più deboli, come strumento di trasformazione dei rapporti nella società e nel mondo a partire dalla grande contraddizione pace-guerra. Noi lo conosciamo così: uno dei dirigenti più significativi dell’area progressista e della sinistra capace di andare ‘oltre’ le vecchie culture politiche non per tatticismo e compromessi, non per resa alla contingenza ma per raggiungere prima e meglio quegli obiettivi valoriali che lo e ci ispirano. L’ho poi ritrovato con piacere un anno fa nella campagna elettorale e poi nel Gruppo consiliare che ha rappresentato con riconosciuto equilibrio e con efficacia”.

Ha combattuto contro la malattia con una forza incredibile e nonostante le difficoltà in questi pochi mesi della nuova legislatura regionale, ha continuato a lavorare con noi, con Sinistra Italiana, su temi che gli stavano molto a cuore: la lotta al caporalato e contro il lavoro nero, il miglioramento del sistema sanitario e poi le politiche giovanili, il destino delle giovani generazioni pugliesi. Su questi temi, come su altri, Guglielmo lascia una eredità pesante per chi come noi non ha la sua statura e la profondità di pensiero. Un’eredità che è a disposizione non solo del nostro gruppo politico e della nostra comunità, ma di tutti i pugliesi e di coloro che vorranno e sapranno coglierne il senso più profondo, più intimo. Ovvero che la politica è una “cosa bella” quando serve a qualcuno, quando è capace di ribaltare i rapporti di forza, quando si fa capace di organizzare le risorse che nella società ci sono per sconfiggere le ingiustizie e le iniquità. Perché come diceva Guglielmo nel suo libro “La Politica generativa”, ognuno può e deve fare la sua parte per riappropriarsi della politica, quella bella”.

“Mai, in questi giorni in cui l’ho sostituito nei lavori dell’Aula e del Consiglio – ha concluso Borraccino – avrei immaginato di dover rinunciare alla sua presenza, ai suoi consigli e alle sue intuizioni: uno strazio che è di un’intera comunità e che è solo attutito dalla certezza che i tanti buoni semi che Guglielmo ha diffuso nella sua straordinaria vita politica germineranno altre speranze, altri impegni, altre trasformazioni perché il vento del cambiamento non si è ancora placato grazie a persone come lui”.



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