Cronaca
Intervento stampa di Savino Montaruli*

Andria piange la perdita di un suo benefattore

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Intervento stampa di Savino Montaruli*

ANDRIA PIANGE LA PERDITA DI UN SUO BENEFATTORE

L’Amministrazione comunale andriese ma anche la politica andriese e l’intero indotto, senza distinzione di colori, piangono un’altra prestigiosa vittima. Un benefattore la cui dipartita pare sia stata causata dal malfunzionamento di un rubinetto, quello principale, dal quale sgorgavano risorse pubbliche a getto continuo per alimentare l’intera macchina, non solo amministrativa, comunale ma anche quella solo apparentemente lontana da Palazzo San Francesco ma di fatto alla stregua di filiali operative esterne.

Una perdita che nessuno avrebbe mai immaginato poiché il defunto rappresentava, accanto a suoi illustri colleghi alcuni dei quali ancora in vita ma praticamente moribondi come chi proprio in questi giorni sta facendo sentire la sua musica funebre suonata da grandi orchestrali, una delle risorse più importanti della città perché lo scopo della sua esistenza, a parole ma poco nei fatti, era quello di promuovere un’eccellenza tutta andriese ma anche dell’intero meridione d’Italia. La promozione di una risorsa naturale che rendeva ricca questa terra prima che l’Europa matrigna non imponesse l’importazione di suoi gemelli non sempre di qualità inferiore ma sicuramente di più basso costo da altri Paesi.

Si piange dunque a Palazzo di Città e si piange parecchio perché la generosità del deceduto era nota e soprattutto non guardava in faccia a nessuno, non faceva distinzioni di sesso, di appartenenza politica, di colore, di razza o di religione, tranne che per qualche “nominato a vita” che lo contraddiceva dicendogli in faccia ciò che pensava, come ha sempre fatto e continua a fare ancora oggi, praticamente ogni giorno in tutti i modi. Le sue elargizioni non erano in favoritismi o raccomandazioni. No, le sue elargizioni erano proprio in denaro corrente, denaro vivo ed appena attinto dalle casse comunali ma non solo. Nella sua lunga esistenza ha garantito il sistema ed elargito, seppur in modo temporaneo e precario, occupazione e benessere per alcuni, pochi in verità, purché appartenenti al sistema di cui sopra.

Di lui ne parlavano tutti, i media locali e nazionali così come i beneficiari erano di qualunque genere, soubrettes, presentatori, attori, comici, sale ricevimento, giornalisti, stampa, tv, associazioni amiche, managers, portaborse, organizzatori e persino una schiera di assaggiatori specializzati e cuochi. Immancabile poi la nutrita schiera di commensali che, sempre in esclusiva, si accomodavano a costo zero al suo grande banchetto sempre ricco di leccornie e specialità gastronomiche, presentate una ad una agli abbuffatori dell’anno.

Il morto, insomma, dispensava generosamente i suoi beni e rendeva felici tutti, proprio tutti, pesino quei poveri cittadini che dovevano accontentarsi di qualche tarantellata suonata in piazza Catuma e di un piattino di legumi conditi con il suo oro, pagandolo pure a caro prezzo mentre altri amici come l’immancabile finanziatore amico Gal, si occupavano di sperperare il denaro pubblico sovvenzionando le esibizioni di piazza invece di assolvere a ben diversi compiti. Una generosità che si riscontra anche in altri suoi omologhi ma mai in modo così importante.

Ogni anno si (ri)presentava alla città con lo stesso, identico abito ma sempre con il portafogli pieno e pronto ad elargire. Aveva molti amici, il defunto, persino dei finanziatori come la Camera di Commercio di Bari che lo sosteneva nella sua fortissima azione a favore del territorio e della sua economia ormai distrutta nelle sue antiche caratteristiche storiche ma anche culturali.
Andria piange QOCO ma lo fa in silenzio, senza farlo sapere. Gli ha chiuso il sito web dove se si digita www.qoco.it esce fuori tutt’altro mentre anche sulla pagina Web del Gal non si trova più nulla del benefattore. Dimenticato completamente anche dai suoi più accaniti sostenitori e soprattutto dai tanti, tantissimi che alla sua corte si sono prostrati ed alla sua fonte oleosa abbeverati in tanti anni di sua allegra esistenza.

Una morte mai annunciata quella di QOCO. Una perdita che ha lasciato l’amaro in bocca a molti e non è l’amaro benefico del nostro olio ma quello malefico di chi, rotto il sistema, poi ricomincia ad essere critico, distante e corre dall’altra parte ancora in cerca di fonti per soddisfare la propria infinita sete di benefici e di denaro.
La politica è anche questo, una certa politica è anche questo ma in fondo proprio quel genere di sistema politico è quello voluto e creato ad hoc quindi di che meravigliarsi?
La vita e l’esistenza di QOCO, come quella di tanti suoi omologhi, va letta attentamente e soprattutto va scrutata ed analizzata.
Solo così si potrà capire come funziona il mondo attorno a noi e capire anche se sei “In” oppure “Out”.

Andria, 4 settembre 2016
*Presidente UNIBAT



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