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Per riassumere la funzione del manager si può dire che egli rappresenta il fulcro intorno a cui ruota tutta l'azienda

Le 5 caratteristiche fondamentali di un manager di successo

Ma quali sono le caratteristiche che contraddistinguono il manager di successo?

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Per riassumere la funzione del manager si può dire che egli rappresenta il fulcro intorno a cui ruota tutta l’azienda. Il suo ruolo si concentra in una parola: il management, che in realtà racchiude al suo interno tantissimi compiti e responsabilità, vitali per il perfetto funzionamento di un’azienda di successo e di una grande società.

Rappresentando la guida della gestione aziendale, che ne definisce gli obiettivi, ne supervisiona il raggiungimento e ne pubblicizza i risultati, deve disporre di un alto grado di responsabilità e di un elevato livello di autonomia. Spetta infatti a lui prendere decisioni operative e fare scelte sulle risorse, materiali e umane, da impiegare, gestire e, a volte, sacrificare per il perseguimento degli scopi e degli obiettivi dell’azienda stessa.

Si tratta di un compito difficile e oneroso, ma alcuni personaggi dal forte carisma sono riusciti a svolgerlo magistralmente e a portare al successo le proprie imprese, ottenendo fama, stima e compensi a 7 cifre!

Ma quali sono le caratteristiche che contraddistinguono il manager di successo?

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Di sicuro la prima cosa è credere nella propria azienda e nella sua mission e dare il buon esempio dedicandosi a essa e al proprio lavoro con impegno e passione. Come diceva Steve Jobs, celeberrimo fondatore e manager di Apple Inc.: “L’unico modo di fare un gran bel lavoro è amare quello che fate”.

In questo modo trasmetterete la vostra passione e convinzione anche al vostro team e alle vostre risorse umane, facendoli lavorare con più impegno e convinzione e convincerete i vostri clienti o i potenziali investitori a credere nella vostra azienda e ad appoggiarla.

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Altra dote fondamentale per un manager di successo che desidera l’espansione e l’innovazione per la sua azienda, è avere un’ampia visione di insieme e pensare a 360 gradi. Questo significa non fermarsi a quello che è già e noto e conosciuto ma puntare a esplorare nuovi campi di ricerca e applicazione, documentandosi sulle novità che il mercato può offrire nel proprio settore e cercando di trarne il meglio. Per trovare nuovi stimoli che possano diventare assi nella manica della propria azienda si possono scegliere molte strade, ad esempio unendo ricerca e filantropia, come ha fatto Marco Tronchetti Provera, manager del gruppo leader nel settore degli pneumatici, la società milanese Pirelli. Grazie a un proficuo rapporto con il mondo universitario e della ricerca italiano e d’oltreoceano, attraverso l’opera della Fondazione Tronchetti Provera che contribuisce a finanziare studi e formazione di eccellenza per le giovani menti innovative, Pirelli ha a disposizione team giovani e geniali e partner scientifici di alto profilo che collaborano ad arricchire la qualità e le prestazioni dei prodotti appartenenti al marchio.

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Considerata la difficoltà del lavoro e della gestione di un organismo che può avere contatti internazionali, tante filiali e un consistente pacchetto azionario, un ottimo manager non deve aver paura di prendere decisioni ardite, anche nei momenti di massima tensione. A livello personale deve essere quindi dotato di ottime capacità di autocontrollo, per poter prendere decisioni importanti con la necessaria lucidità, senza farsi schiacciare dai pareri degli altri che non sono investiti della sua stessa autorità e responsabilità. Non è sempre facile, perché spesso capita, per garantire il bene e il profitto dell’azienda, di dover prendere delle decisioni impopolari e quindi di doversi assumere tutte le conseguenti critiche.
Caso emblematico è quello della top manager Marissa Mayer: laureata a Stanford e diventata CEO di Yahoo a 37 anni mentre era incinta, oggi guadagna oltre un miliardo di dollari l’anno. Ma durante il suo mandato ha dovuto affrontare molte critiche da parte dei media per aver licenziato il suo braccio destro e amico, Henrique De Castro (al fine di incrementare gli introiti pubblicitari) e per aver eliminato dall’azienda i contratti flessibili di telelavoro, molto diffusi tra le mamme lavoratrici.

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Come diceva il poeta John Donne “Nessun uomo è un’isola”, perciò un buon leader di azienda deve saper lavorare in team e conoscere alla perfezione i suoi più stretti collaboratori, sia i loro punti di forza che il loro punti deboli, per migliorare la loro efficienza operativa e servirsi delle loro doti e delle loro qualità nel modo migliore.

Un buon leader non è un despota autocratico ma discute e collabora con la squadra per diffondere in azienda un senso di armonia e uno spirito di collaborazione, che le porteranno solo effetti benefici. È necessario quindi possedere delle buone capacità relazionali, la capacità di entrare in empatia e comprendere al volo le persone, ma anche la capacità di distinguere i ruoli e prendere le distanze al momento opportuno.

Lo stile del capo autorevole e non autoritario è quello che funziona meglio e che evita i conflitti. Questo è importante perché nelle aziende plurimilionarie, dove si lavora in team e dove meriti e introiti vanno suddivisi, a volte non si riesce ad affermare quella leadership che si crede di avere, perdendone quindi i relativi benefici e scendendo in controversie. Controversie che sono diventate cause legali per Mark Zuckerberg, co-fondatore e manager di FacebookInc. più volte portato in giudizio dai membri del suo team per furto di proprietà intellettuale.

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Errare è umano, inevitabile, per cui un buon manager deve saper riconoscere i suoi sbagli per poi aggiustare il tiro e ripartirefacendo risalire il valore e la reputazione della propria azienda.

Le battute di arresto e gli errori sono inevitabili, perché, citando il celebre industriale Henry Ford”Solo chi non osa non sbaglia”. Dunque il compito di un dirigente di azienda è riuscire a gestire gli errori al meglio, assumendosi talvolta anche la colpa di errori non propriamente o completamente suoi.

Si pensi al CEO di Microsoft SatyaNadella, che ha dovuto subire le critiche di stampa, concorrenti e investitori e ammettere lo sbaglio commesso da Microsoft nel promuovere prodotti mobile, dato che il loro market share si è rivelato tanto costoso quanto deludente, prima con Windows Phone e ora con Windows 10 Mobile.

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