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"Analogamente, concausa favorente può essere considerata la condizione di severa inanizione" che avrebbe avuto Cucchi

Cucchi bis: periti, morte improvvisa per epilessia

La prima, per i periti più attendibile, "è rappresentata da una morte improvvisa ed inaspettata per epilessia"

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(ANSA) Benché, in base alla ricostruzione dei fatti, i dati raccolti “non consentono di formulare certezze sulla(e) causa(e) di morte”, per i periti guidati dal prof. Introna, due sarebbero le ipotesi prospettabili: una riconducibile all’epilessia e l’altra alla frattura alla vertebra sacrale. La prima, per i periti più attendibile, “è rappresentata da una morte improvvisa ed inaspettata per epilessia” per la quale “la tossico-dipendenza di vecchia data può aver svolto un ruolo causale favorente per le interferenze con gli stessi farmaci antiepilettici, alterandone l’efficacia e abbassando la soglia epilettogena”. E, “analogamente, concausa favorente può essere considerata la condizione di severa inanizione” che avrebbe avuto Cucchi. (ANSA)

(Wikipedia) Morte di Stefano Cucchi. La morte di Stefano Cucchi è un caso di cronaca nera italiana, accaduto a Roma. Il trentenne Stefano Cucchi morì il 22 ottobre 2009 durante la custodia cautelare. Tale fatto ha dato origine a un celebre caso di cronaca giudiziaria che ha coinvolto alcuni agenti di polizia penitenziaria, alcuni medici del carcere di Regina Coeli, e alcuni carabinieri.

I fatti. Il 15 ottobre 2009 Stefano Cucchi viene fermato dai carabinieri dopo essere stato visto cedere a un uomo delle confezioni trasparenti in cambio di una banconota. Immediatamente Cucchi viene portato in caserma e perquisito: viene trovato in possesso di 12 confezioni di varia grandezza di hashish (per un totale di 21 grammi), tre confezioni impacchettate di cocaina (ognuna di una dose ciascuna), una pasticca di sostanza inerte, una pasticca di un medicinale (il ragazzo era epilettico). In conseguenza di questo venne decisa la custodia cautelare; in tale data non ha alcun trauma fisico, ma pesa 43 chilogrammi per 176 cm di altezza, con un indice di massa corporea di 13,9 (indicativo di uno stato di malnutrizione). Il giorno dopo venne processato per direttissima. Già durante il processo ha difficoltà a camminare e a parlare e mostra inoltre evidenti ematomi agli occhi; il ragazzo parla con suo padre pochi attimi prima dell’udienza ma non gli dice di essere stato picchiato.

Nonostante le precarie condizioni, il giudice stabilisce per lui una nuova udienza da celebrare qualche settimana dopo e stabilisce inoltre che deve rimanere in custodia cautelare al carcere Regina Coeli[5]. Dopo l’udienza le condizioni di Cucchi peggiorarono ulteriormente, e viene visitato all’ospedale Fatebenefratelli presso il quale vengono messe a referto lesioni ed ecchimosi alle gambe, al viso (inclusa una frattura della mascella), all’addome (inclusa un’emorragia alla vescica) e al torace (incluse due fratture alla colonna vertebrale). Viene quindi richiesto il suo ricovero che però non avviene.

In carcere le sue condizioni peggiorano ulteriormente; muore all’ospedale Sandro Pertini il 22 ottobre 2009: al momento del decesso, Cucchi pesa solamente 37 chilogrammi. Dopo la prima udienza i familiari cercano a più riprese di vedere, o perlomeno conoscere, le condizioni fisiche di Cucchi, senza successo. La famiglia ha notizie di Cucchi quando un ufficiale giudiziario si reca presso la loro abitazione per notificare l’autorizzazione all’autopsia.



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