Manfredonia
Intervista a Stato Quotidiano.it

Manfredonia, La Torre “Ecco quando partirà il servizio mensa” (VIDEO)

"Le famiglie dovrebbero sostenere i costi del servizio per 230.000 euro circa, il contributo regionale è pari a 80.000 euro, mentre il costo del servizio è di circa 1 milione di euro"

Di:

Manfredonia. “SIAMO in procinto di chiudere la gara e assegnare in via definitiva il servizio. Indicativamente, la mensa partirà nella prima decade di novembre”. Così Giuseppe La Torre, Assessore con delega a “Sport, Politiche Giovanili, Pubblica Istruzione e Sicurezza” del Comune di Manfredonia, in un’intervista video a Stato Quotidiano nel corso della quale si è affrontato il tema del servizio di refezione scolastica, nuovamente al centro di polemiche da parte di genitori e personale delle scuole.

L’anno scolastico si è aperto da settimane e per il quinto anno consecutivo il servizio mensa non è ancora iniziato. Chi vuole scommettere sulla data d’inizio?. Mi chiedo cosa impedisca il regolare inizio, essendosi concluso il ricorso in atto da parte della ditta che aveva perso l’appalto (CIR vs Ridal) ed avendo deliberato il Comune per l’aumento delle tariffe“, scrive Leonardo, tra i tanti cittadini intervenuti sulla tematica.

“Innanzitutto ricordo che non si sono ancora conclusi i vari ricorsi al Tribunale Amministrativo. Ad oggi, abbiamo un’aggiudicataria provvisoria. La procedura si dovrebbe concludere a giorni, dopo l’aggiudicazione avvenuta nel 2014″, sostiene l’assessore La Torre.

AUMENTO TARIFFE- ESENZIONI. C’è stata una raccolta di firme per la revoca dell’Atto di Giunta comunale del 27/04/2016, che definisce le nuove tariffe del servizio mensa. Si è parlato di aumenti superiori al 50 %. “Il Comune, per ogni pasto, corrisponderebbe alla ditta appaltatrice un totale di 3,78 €, compreso iva.Considerato che la quota massima di pagamento prevista è di 4,45 €, chi paga, paga per tutti, coprendo anche i costi di chi usufruisce di agevolazioni e sconti. In caso di contemporanea presenza di due o più figli appartenenti allo stesso nucleo familiare, lo sconto sulla quota per ogni figlio successivo al primo passa dal 50% al 30%. I genitori fanno inoltre notare che non sarà previsto il rimborso dei pasti non erogati“, ha scritto un’altra mamma.

“La mensa scolastica è un servizio a domanda individuale e i Comuni non sono obbligati ad istituirlo”

“Voglio precisare innanzitto come non sia assolutamente vero che il bambino che non frequenta il giorno di scuola è obbligato a pagare il pasto. E’ una menzogna grandissima. Poi: l’aumento intorno al 50% non c’è stato – spiega La Torre – ricordo nuovamente che la mensa scolastica è un servizio a domanda individuale e i Comuni non sono obbligati ad istituirlo. Naturalmente, una volta istituito, l’Ente provvede a mantenerlo nel miglior modo possibile con il sostegno di una quota parte ai genitori. Ad oggi il costo del servizio mensa per l’a.s. 2016-2017 è pari a circa 1 milione di euro. Ora, in base alla situazione delle casse comunali, il costo indicativo non è sostenibile. Da qui, abbiamo ritenuto innanzitutto di mantenere delle posizioni e dei posti di lavoro relativi al servizio. L’aumento è stato pari al 30-35%. A differenza di altri Comuni limitrofi della Provincia di Foggia, abbiamo voluto mantenere la fascia esente , suddividendo il costo della mensa per fasce ISEE e diviso per tariffe. Si passa da una fascia esente ad una tariffa massima di euro 4.45. Pensate che oggi il food cost di un pasto servito dalla ditta che in via provvisoria si è aggiudicata il servizio è di 4.44 euro più Iva. Ora, come previsione d’entrata, le famiglie dovrebbero sostenere i costi del servizio per 230.000 euro circa, il contributo regionale è pari a 80.000 euro, mentre il costo del servizio è di circa 1 milione di euro. Da qui, è possibile comprendere che tale costo non è più sopportabile per il Comune, che contribuisce per circa un 70% sul generale”.

Le tariffe. “Abbiamo ripartito le tariffe in base al reddito ISEE. Con ISEE superiore a 15.000 euro, una famiglia paga il costo del pasto per intero. Da un punto di vista politico è stata fatta una ripartizione seguendo il principio dell’articolo 53 della Costituzione (“Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività,ndr).

Il tempo prolungato. “Dopo la sperimentazione partita 7 anni fa, ad oggi il tempo prolungato rappresenta una realtà importante per le scuole di Manfredonia”.

Aggiornamenti. Intanto, ieri sera – 04.10.2016 – in seguito all’incontro con le mamme, è emerso l’impegno dal prossimo gennaio da parte del Comune – una volta raccolti i dati ISEE di coloro che parteciperanno alla mensa – di valutare rivisitazione delle fasce relative al servizio mantenendo in ogni modo inalterato l’importo previsto nel bilancio di previsione (300.000 mila euro). Si ricorda come nel 2015-2016 sono stati 1400 i beneficiari del servizio mensa, ad oggi alla pubblica istruzione sono pervenute circa 450 domande. Da raccolta dati, il costo della mensa puo’ essere portato in detrazione sul 730.

redazione stato quotidiano.it – riproduzione riservata



Vota questo articolo:
14

Commenti


  • Loggia Scaloria

    I forzieri di palazzo san Domenico sono vuoti.. non c’è più neanche un euro.


  • Pasquino

    Assessore oltre agli importi citati nell’articolo c’è anche quello che del Ministero per la somministrazione dei pasti agli insegnanti. Mi sa’ dire a quanto ammonta?

  • Io a questo punto la toglierei proprio la mensa! Ci hanno fatto fare la domanda a gennaio e loro ad aprile hanno fatto questi aumenti senza darci la possibilità di scegliere ….


  • Mamma

    Riducente i costi della politica e i soldi usciranno..individuate i veri esenti e garantite solo a loro il pasto gratis,fate una tariffa unica così tutti pagano lo stesso…si indossano grembiuli e divise a scuola x non discriminare nessuno,allora perché farlo a tavola,facendo pagare lo stesso menù a costi differenti? È vero che il costo/mensa può essere detratto ma solo il 19% di esso!!!!Noi abbiamo subito un aumento superiore….


  • Una politica nuova

    Caro assessore, purtroppo, a parole, avete sempre ragione Voi, ma se vuole entrare nella logica del risparmio, le suggerisco di prendere in considerazione la logica dei costi/benefici. I bambini non moriranno di fame.

    Le ha scritto sulla delibera di Giunta ….”di dare atto che in ragione degli aumenti previsti, è molto probabile che vi sia anche una riduzione degli utenti e pertanto si ritiene opportuno attivare una fase di monitoraggio e
    verifica della sostenibilità economica del servizio stesso”.

    Le domande sono state 45.000 a fronte dei 150.000 dell’anno precedente, non è il caso di sospendere la mensa e manda i bambini?

    Inoltre c’è un modo molto più semplice per far girare l’economia a Manfredonia,sfruttando i contributi della regione,del ministero dell’istruzione, nonchè i contributo del comune di Manfredonia per la mensa scolastica, invece di darli a società esterne.


  • No Energas

    Mensa: 1.000.000,00 di euro (300.000 del comune) per 450 bambini,sapete quando costa a bambino il pranzo? 10.50€ (212 giorni).

    Suggerisco di affidare il servizio mensa ai tanti ristoranti presenti nella zona,con 10,50€ faranno a cazzotti per aggiudicarsi una scuola, invece di spendere soldi con gare a ditte esterne, il personale ex tre fiammelle o altro verrà assorbito dai ristoratori.

  • Egregia redazione l’aumento della mia quota va ben oltre il 50 %. Ora comprendo che la matematica non sua per tutti ma riferire che sia una menzogna è da creduloni. Infatti la quota che lo scorso anno pagava 2.88 ora pagherà 4.45. La Torre è fra i firmatari al referendum inutile e strumentale che si farà per togliere da qualsiasi responsabilità palazzo San Domenico favorendo energas. Allora facciano una cosa eluminassero il referendum che è completamente inutile considerata la ‘avanzamento dello status burocratico e spostassero quei soldi sulla mensa. Anche se temo che la corte dei conti blocchi il referendum considerato la voragine di bilancio


  • zak

    Controllate chi chiede il servizio a titolo gratuito e vedrete che sorprese….


  • Non ci sto

    In Sardegna,un comune non era in grado di supportare i costi della mensa e l’ha eliminata,destinando quei soldi ad altre cose …il nostro????non ha il coraggio di dire …BASTA!!!!!!io non presentero’ la domanda di iscrizione alla mensa,voglio vedere se mio figlio resterà in ostaggio fino alle 16,00 senza cibo!!!oppure io presento la domanda,e poiché si paga a pasto nei giorni in cui mio figlio non manderebbe gli porto il panino..oppure lo vado a prendere all’ora di pranzo e lo riporto nel pomeriggio… Oppure il comune mi garantisce le 2,88, fino a fine ciclo scolastico,xche’ non c’è nessun regolamento comunale sulla mensa e che preveda questi aumenti…. Io non ci sto!!!!!!


  • una mamma

    VORREI SOLO DIRE UNA COSA SEMPLICISSIMA,PERCHE’ LASCIARE LA FASCIA ESENTE, BASTAVA FAR PAGARE ANCHE SOLO 1EURO AL GIORNO E DISTRIBUIRE GLI AUMENTI IN QUESTO MODO.IO PENSO CHE IL TEMPO PIENO SIA STATO ISTITUITO PER AIUTARE I GENITORI CHE LAVORANO,NON IL CONTRARIO.LE QUOTE PAGATE POI,SONO INVERSAMENTE PROPORZIONALI ALLE PIETANZE SERVITE.DUNQUE CI SAREBBE DA DIRE TANTO…..


  • zak

    Manteniamo il tempo pieno e portiamo il pasto da casa, sembra si possa fare. Cosi’ eliminiamo pure i furbetti. Nomi e cognomi della fascia esente…


  • La figlia del fotografo

    Grande Beppe#perdire


  • Classista

    Il tempo pieno non è stato istituito solo per agevolare chi lavora, forse nella scuola elementare, ma,vi ricordò che nella scuola materna pubblica l’iscrizione al tempo pieno è obbligatoria.
    In questi giorni ho letto tanti commenti inutili e discriminatori su Facebook, addirittura una mamma che ostentava il suo appartenere ai ceti alti si lamentava di tutto questo chiacchiericcio sulla mensa che trovava soddisfacente perché lei di natura non è disfattista, e non solo il disaggio mensa è dovuto dal fatto che il nostro Paese vive sull’assistenzialismo perchè dare il tempo pieno ai genitori poveracci che per giunta stanno a casa a pettinare le bambole accavallando le gambe e facendo zapping degustando un Martini per tutto il giorno…un servizio serve a soddisfare un bisogno perché quindi darlo a chi non lo ha….giusto cara mammaVIP, tu non lo hai perché con i tuoi soldini puoi spedire tuo figlio in una scuola privata, e dopo averlo iscritto affrettati a richiedere la mensa del CIR perché tu non sei disfattista al contrario di questa a mamma salutista che la mensa sopra citata non la darebbe neanche al proprio cane….a dimenticavo in tutto questo inutile ciarlare si è dimenticato lo scopo più importante del servizio mensa LO SCOPO SOCIO EDUCATIVO….


  • Il Diritto non è un opinione

    E la mamma antipanino che ha parlato con l’assessore a tarda ora dopo una giornata estenuante per quest’ultimo che parla a vanvera contro L’ Ordinanza Tribunale Torino 9 settembre 2016, n. 22390 http://www.edscuola.eu/wordpress/?p=81189
    adducendo noi siamo del Sud loro del Nord come se i settentrionali fossero dei mangiapanini e noi del Sud maccaroni e pecorino.. a nord discriminano i bambini con il panino, noi al sud con la pasta includiamo…Ma si può fare politica su questi argomenti ridicoli….
    Premesso che tutte noi,mamme, se potessimo scegliere tra panino e un pasto caldo, la seconda senza alcun dubbio, ma quando un istituzione ti mette alle strette facendo orecchio da mercante pensando che questa sia la solita battaglia dei manfredoniani pecoroni che alla fine abbasseranno la testa e accetteranno il cattivo pasto ad alti costi dicendo anche grazie….non c’è altra soluzione che il DEMOCRATICO panino.
    Leggetevi bene l’ordinanza è un tribunale che ha deciso no l’ultimo assessore che non sa neanche di cosa sta parlando, è di diritti costituzionali violati che si parla no di Nord e Sud..:

    La Corte d’Appello di Torino, con la sentenza n. 1049 del 21 giugno 2016 (resa nel giudizio d’appello proposto da n. 58 genitori di altrettanti studenti di scuole elementari e medie di Torino), ha accertato “il diritto degli appellanti di scegliere per i propri figli tra la refezione scolastica ed il pasto domestico da consumarsi nell’ambito delle singole scuole e nell’orario destinato alla refezione”;

    – che alcune amministrazioni comunali e istituti scolastici hanno negato l’esistenza di analogo diritto di scelta (fra refezione scolastica e pasto domestico da consumare a scuola) per coloro che non avevano preso parte al giudizio di cui sopra;

    – che tale posizione lede diritti fondamentali del ricorrente (allo studio, al lavoro, alla libertà delle scelte alimentari, alla uguaglianza), riconosciuti da norme di rango costituzionale, diritti che sono stati accertati dalla Corte d’Appello per le parti di quel processo, ma che sussistono ugualmente anche per coloro che non vi hanno partecipato;

    Alla fine, a prescindere di cosa sia meglio o peggio è indiscussa e ripeto indiscussa la libertà del genitore di decidere cosa sia giusto o no per il proprio figlio e non sarà certo una scuola o amministrazione comunale a negare questo DIRITTO COSTITUZIONALE…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati