Militari a Foggia, beni confiscati alla mala, Bordo avvalora ma da “pensatore critico”

di Giuseppe de Filippo
Pubblicato il 4 novembre, 2009

bordomicheleFoggia - FAVOREVOLE al rafforzamento degli organici di polizia, e carabinieri, nel territorio locale (rafforzamento annunciato ieri dal ministro degli Interni, Roberto Maroni, durante la riunione a Bari del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica di Foggia e del capoluogo barese) ma “critico pensatore” su decisioni attivate dai vertici governativi solo nei casi di “piena emergenza” (così manifestando una valutazione, indiretta, su un modus di fare meramente italiano). E’ il commento del deputato Pd, Michele Bordo, componente della Commissione Antimafia, all’annuncio del prossimo arrivo nel distretto giudiziario Bari-Foggia di 200 militari; un arrivo giunto “per felice coincidenza, nel giorno in cui nel capoluogo dauno è stata compiuta un’importante operazione di polizia ai danni di due clan, ulteriormente valorizzata dalla collaborazione operativa tra le Procura locale e Direzione Distrettuale Antimafia”.

Per Bordo, “rafforzare gli organici di carabinieri e polizia è una decisione più che opportuna”, una decisione che il territorio dauno ” sollecita da anni”, ma il Governo, secondo il deputato Pd, “non può pensare di continuare a muoversi in questo delicato settore sotto la spinta delle sole emergenze”: il radicamento di pericolose e pervasive organizzazioni criminali in Capitanata è un dato infatti “ormai inconfutabile”, da affrontare con strategie ben più articolate di quelle “messe in campo finora”.

Bordo avvalora pertanto i rinforzi annunciati dal Governo, in ambito militare, ed approfitta al contempo (in considerazione dell’attivazione nel campo dei vertici ministeriali) per chiedere ulteriori fondi e contributi per mezzi ed infrastrutture: “Favorevole all’iniziativa del ministero dell’Interno – dice Bordo – aumentare gli organici va bene, ma sono stati stanziati fondi anche per i mezzi e per le infrastrutture? Quali sono i criteri adottati per la distribuzione di queste forze sul territorio?”.

Domande che Bordo ritiene “più che legittime”, in considerazione delle “criticità esistenti” e più volte denunciate anche dai sindacati di Polizia: la metà delle auto in dotazione alla Questura sarebbero infatti ferme nei garage relativi, per mancanza di manutenzione. “Il commissariato di Cerignola è sempre sotto sfratto – ha aggiunto Bordo – le forze in campo per il controllo del territorio garganico sono insufficienti per la pericolosità dei clan che vi operano”. “Tutti problemi che rendono ancora più apprezzabile il lavoro svolto sul campo – riprende il componente dell’Antimafia – ma che il Governo deve impegnarsi a risolvere con interventi strutturali e non emergenziali”.

Allargando la visuale oltre l’orizzonte territoriale, Bordo “apprezza e condivide” l’enfasi posta dal ministro Maroni sul tema della confisca e del riutilizzo a fini sociali dei beni confiscati alle organizzazioni mafiose, ma, anche questa volta aggiunge che: “la Commissione Antimafia ha appena terminato l’esame del rapporto Censis da cui emerge la difficoltà procedurale della confisca e dell’affidamento, tant’è che rimane davvero minima la percentuale di beni utilizzati rispetto a quelli sequestrati. E’ necessaria la revisione e la semplificazione della normativa – sollecita Bordo – altrimenti si perde il valore civico della normativa stessa”.

L’urgenza della riforma di questo pezzo dell’ordinamento “potrebbe fornire a Governo e Parlamento l’occasione e l’opportunità per lavorare alla compilazione di un testo unico delle ormai numerosissime norme che si occupano di criminalità organizzata – è la proposta del deputato PD – con l’obiettivo di evitare contraddizioni normative e confusione di competenze”.

Infine, “l’incremento delle forze dell’ordine per essere ulteriormente valorizzato deve essere accompagnato da misure di rafforzamento degli organici di magistrati e funzionari delle Procure e dei Tribunali, più volte e finora vanamente richiesto – conclude Michele Bordo – Sempre che l’obiettivo del Governo sia il miglioramento strutturale dell’apparato di sicurezza e non un intervento temporaneo ed emergenziale”.

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