Cronaca

Il ritorno della diligenza (il punto di Aiezza)


Di:

Aeroporto Gino Lisa Foggia (ST)

Foggia – “TUTTI in carrozza Signori. Si parte!” Chissà se tra poco non torneremo ad ascoltare il richiamo del cocchiere agli ultimi ritardatari, prima che la diligenza si muova da Piazza Vittorio Veneto per raggiungere le varie città d’Italia. E magari in tanti saranno anche contenti di rivedere una delle piazze più belle di Foggia pullulare di carrozze, calessi, diligenze, tutte con i loro cavalli al traino che aspettano i viaggiatori. Di certo risolveremmo in un sol colpo anche il problema dell’inquinamento atmosferico, dei gas di scarico, del traffico urbano, dei posteggi.

E’ quello che presto succederà a Foggia se qualcuno non comincia davvero ad alzare la voce e far capire a Roma e a Bari, che ci siamo anche noi. Che c’è anche Foggia e che ci sono i foggiani che meritano rispetto e considerazione al pari degli abitanti delle altre città italiane. Rispetto e considerazione che nè le Ferrovie di Stato, né Aeroporti di Puglia, né gli attuali stati maggiore della politica nostrana che detengono il potere sembrano più avere ( se mai l’hanno avuta!) verso questa terra. Certo c’è solo che da Foggia partiranno e arriveranno meno Eurostar per la capitale (già ridotti nel recente passato) e che non si volerà più dal Gino Lisa. Per ora dicono i più ottimisti, ma forse non ci credono nemmeno loro. Sono salvi, al momento, i posti di lavoro del Lisa; ma quante volte abbiamo sentito ripetere il refrain dei questa canzone ad ogni crisi aziendale che da provvissoria è sempre diventata definitiva? Anche i lavori di allungamento della pista sembrano assumere ora una luce diversa: Quanti milioni di euro ci stiamo prerparando a spendere? Soldi pubblici, soldi di tutti noi, per che cosa? Il certo: aeroporto tra qualche giorno deserto, per l’incerto: forse, un domani, chissà, un’altra compagnia aerea sarà attratta per qualche anno ad operare su foggia poi, finiti i fondi: Ciao! Ciao!

No, questa non è programmazione: qui non c’è dietro un vero piano di sviluppo, incremento e sostegno all’aereoportualità foggiana: come non c’è dietro una classe politica forte, tenacemente combattiva e determinata a non farsi piegare da Bari e da Roma. Aeroporti di Puglia ha sempre storto il naso (ce lo dicono le cronache) quando si è trattato di dare concreto sostegno e opportunità di crescita allo scalo foggiano . Quando bisognava passare dalle parole ai fatti. Altrove (vedi Brindisi, per es) si è agito diversamente! E questa storia dell’aereoporto “che non decolla” è oramai cosa vecchia e stranamente ritorna proprio nel momento in cui il livello di riempimento degli aerei cresce e, forse, toglie ossigeno ad altri scali! Bisognerebbe a questo punto fare e farsi una domanda. Foggia deve davvero diventare un satellite della futura città metropolitana di Bari? Non basta un bacino di potenziale utenza che comprende ben 4 regioni; uno dei primi tre siti religiosi del mondo; un territorio turistico in continua espansione e oramai definitivamente proiettato verso e oltre l’Europa; la presenza di poli universitari, per avere finalmente voli di linea degni di questo nome e porre fine a questo continuo stato di precariato? Forse è giunto il momento che, se davvero si vuole ottenere qualcosa, politica e imprenditoria foggiana si mettano insieme e decidano un piano comune di “aggressione” politica, di investimenti, non solo economici ma anche di immagine, di promozione del territorio e di formazione culturale verso tutti coloro che potrebbero essere potenziali usufruitori del mezzo di trasporto aereo ma che ancora oggi preferiscono altri sistemi di trasporto. Lo sforzo deve essere di tutti: Dei politici, soprattutto di chi è messo in grado, per avere la maggioranza e quindi il governo (locale e nazionale), di operare concretamente; della minoranza che certamente non potrà prendere decisioni, ma può far sentire forte la propria voce; di quanti ci mettono i soldi, ovviamente; e di quanti devono dar credito agli investitori dando una risposta adeguata in termini di utilizzo; giocandoci anche la carta del trasporto merci che, oltre a poter fare da traino a quello delle persone, decongestionerebbe il traffico su ruota.

E se il Gino Lisa per ora, speriamo, schierandoci con gli ottimisti, rimarrà desolatamente chiuso, chiediamo, per favore: Apra gli occhi chi deve! almeno sulla rete ferroviaria, un tempo vanto ed orgoglio di Foggia ( il terzo nodo ferroviario d’Italia dopo Bologna e Verona). Il taglio continuo di eurostar ed intercity e la sbandierata “intermodalità” che vuol dire: Chiusura della stazione di Foggia e apertura della stazione passeggeri a Cervaro, segnerebbe la fine anche del traffico ferroviario. Il progetto non è stato affatto abbandonato dalle Ferrovie Italiane e sarebbe il caso che qualcuno ogni tanto ne parlasse. I giochi sono già stati fatti altrove, sulle nostre spalle. Tra qualche anno, fossero anche dieci, statene certi, la linea ferroviaria Bari Roma avrà una propria direttrice che taglierà fuori la nostra città e così come è successo per i collegamenti con Napoli, dopo che lo smistamento per Roma è stato spostato definitivamente via Aversa, qualche imprenditore “fortunato” avrà la concessione per la linea Foggia Roma via autostrada! Corsi e ricorsi storici: Ricorderete come il nostro capoluogo di Regione riuscì a sottrarci persino l’uscita dell’autostrada A16 Napoli Bari, che in origine sarebbe dovuta essere Napoli/Foggia/Bari e il cui tracciato venne insulsamente spostato a Candela per rendere più facile lo scorrimento verso Cerignola e Canosa, mentre per arrivare a Foggia, per decenni abbiamo dovuto percorrere la pericolosissima statale che collegava Foggia a Candela, attraversata da una miriade di incroci tra i quali il purtroppo tristemente ricordato come “l’incrocio della morte” a causa dei tanti tragici incidenti che vi sono avvenuti. Poi finalmente e grazie all’impegno degli uomini politici del tempo riuscimmo ad ottenere la superstrada che almeno ha alleviato i disagi di quanti raggiungono il casello autostradale di Candela. Per fortuna l’A14 (autostrada adriatica) non aveva alternative, altrimenti l’avrebbero fatta passare via mare pur di tagliare Foggia. Attenti, dunque, tutti: Società civile, politici, imprenditori. Teniamo alta la soglia di attenzione verso i piccoli campanelli di allarme che di tanto in tanto ci segnalano strani movimenti intorno alla nostra città e non facciamoci scippare quello che ci spetta”.

(A cura del dr Salvatore Aiezza)

Il ritorno della diligenza (il punto di Aiezza) ultima modifica: 2011-11-04T15:40:33+00:00 da Salvatore Aiezza



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