Editoriali

L’anti politica siete voi


Di:

Risiko edilizio (P.F, St)

LA POLITICA foggiana non ama l’azione delle associazioni. Il documento prodotto da un variegato cartello di associazioni foggiane che si articola in cinque punti: sviluppo della città e adozione del P.U.G., Amministrazione e cittadini per una Città pulita, Legalità e Trasparenza: la cultura del risultato, Comunicazione efficace e rapporto diretto con i cittadini, Democrazia partecipata, è stato percepito come un intervento a gamba tesa negli affari dei grandi… di coloro che “da qualche tempo” (forse troppo) si occupano di tutelarci (anche andando a patti con l’antistato), con accorte politiche tese a far grande la nostra terra (secondo loro), e che per oltre due anni sono stati silenziosi testimoni del nulla.

Peccato che da ingrati, quali siamo, non ce ne siamo accorti di tanta dedizione, ma piuttosto abbiamo ravvisato, con disagio, la lenta agonia della cartiera, dell’aeroporto, della fiera o del polo ferroviario, del crescente degrado urbanistico, della disastrosa situazione debitoria del Comune, della criminalità micro e macro, del profumo che si diffonde dai graziosi cumuli di rifiuti che abbelliscono le strade di Foggia, delle voragini che si aprono lungo le strade, per non parlare dello stato della sanità o dell’efficienza della polizia municipale più simile ad una mini armata Brancaleone nel presidiare una città così brutta da non sembrare vera….

In base a queste premesse è facile capire il fastidio che provano i nostri amministratori quando si fa loro notare l’inopportunità di realizzare nuove lottizzazioni in aree d’interesse archeologico. In fondo, sono cose vecchie di soli sei millenni, che vuoi che contino e poi se non serve tutelare un sito di seimila anni or sono, figuriamoci a cosa serve salvaguardare testimonianze di archeologia industriale come un silos, una fornace, cose vecchie, inutili, roba da relegare in soffitta….E poi, se proprio la vogliamo dire tutta, quelle sono solo aree al più segnalate, ma non vincolate. Anche se, con un po’ di cattiveria, verrebbe da pensare che chi avrebbe dovuto vincolarle, quelle aree, è egli stesso vincolato a non interferire con il vostro disegno.

Poi addirittura ci sono cittadini che rimangono indignati, solo perché nel campo santo a momenti ci pascolano gli armenti (forse sarebbe pure una buona idea, di bucolica memoria), e le tombe dei nostri cari sembrano i rimasugli di un arcaico cimitero di una civiltà scomparsa… e forse proprio qui che questa politica ci sta indirizzando: verso la scomparsa di quel complesso e articolato sistema di regole che nei fatti costituisce la civiltà e che garantisce un’adeguata qualità di vita…

Poi guai a protestare, se hai anche solo un piede all’interno di uno dei tanti partiti che a loro volta, come delle matrioške sono costituiti da infinite correnti… perché si è colpevoli di tradimento! Un atto gravissimo, perché il buon “militante” (io preferisco il termine attivista) deve solo muovere la testa e intervenire alle riunioni affermando sempre che è d’accordo con quanto detto dal segretario o dal vicesegretario. E poi, regola aurea: “I panni sporchi si lavano in famiglia”… ma a tal proposito, per degli amministratori, la famiglia è il partito o la comunità che amministrano? Domande ovviamente dettate dall’ignoranza e dall’inesperienza… ci sarà sempre, lo sapete, un musico fallito, un pio, un teorete, un Bertoncelli o un prete a sparare cazzate … come affermerebbe il prof. Guccini..

Quante provocazioni, inopportune, direbbero i volti noti della politica foggiana, attaccare i politici, in un periodo di crisi, non bisogna assolutamente indignarsi, non si può remare in altra direzione, non si deve criticare chi ti garantisce un potenziale favore!, non si sputa nel piatto in cui si mangia o più probabilmente si spera da eoni di poter mangiare, magari di poter esercitare un diritto “costituzionale”, ma in questa medioevo in salsa foggiana, si trasforma in un favore.

A sentire il simpatico sindaco di Firenze che si pone a metà strada tra Winnie the Pooh e Francesco Nuti, è tempo di rottamare, ma per lui è più facile, la raccolta del pattume la si fa’ nella città del dolce stil novo; signor Renzi, da noi a Foggia, dobbiamo superare molti più ostacoli per rottamare la classe politica. Qui, prima, bisogna progettare una discarica di rifiuti speciali pericolosi e bisogna tener conto dei vincoli ambientali perché trattasi di specie auto-protetta!

In ogni caso miei cari, anzi carissimi amministratori (per le tasche di tutti noi) penso che sia ormai arrivato il tempo di dirvi chiaramente che siete voi l’antipolitica, perché il vostro agire è solo/spesso teso all’ottenimento del consenso immediato, rispondete esclusivamente a singole esigenze e non agite per risolvere istanze collettive, operate sempre sui sintomi (spesso insignificanti) e non sulla causa, insomma siete dei distributori automatici d’ingiustizia sociale.

E pertanto, pur capendo il disappunto che provate per tanta ingratitudine e per il risveglio (lento e tardivo) della gente di Foggia, vi dico (e spero) che è tempo che la bella politica rinasca e vi lascio canticchiando, rubando qualche strofa a Ivano FossatiDicono che c’è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare, io dico che c’era un tempo sognato che bisognava sognare”.

[Vincenzo Rizzi è presidente del Centro Studi Naturalistici onlus]

L’anti politica siete voi ultima modifica: 2011-11-04T09:02:51+00:00 da Redazione



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