Economia
Esempio rateizzazione con Equitalia con la modalità rottamazione per 5000 euro

Avviso bonario AE contro rottamazione Equitalia, cosa conviene pagare?

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L’avviso bonario viene inviato dall’Agenzia delle Entrate quando, a seguito di un controllo automatico o documentato, si riscontrano anomalie o irregolarità tra quanto dichiarato e quanto versato; la cartella esattoriale è l’atto che segue un richiamo bonario non risposto. In vista della rottamazione e confrontando le due possibilità di far pace con il fisco, cosa conveniva fare al contribuente?

Poniamo il caso un contribuente riceva un avviso bonario dall’Agenzia delle Entrate per una irregolarità calcolata in 5 mila euro, il contribuente può regolarizzare la propria posizione pagando con modello F24 l’imposta. Il versamento deve essere effettuato entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione e può avvenire in un unica soluzione oppure con la rateazione: 6 rate trimestrali se l’importo è inferiore a € 5.000, oppure in 20 rate trimestrali per importi superiori a tale soglia. L’Agenzia delle Entrate sulla pretesa applica il 10% degli interessi e il 4,88% su ogni rata. Se calcoliamo la somma di 5 mila euro, il contribuente, dovrà pagare entro 30 giorni la prima rata, pari a 833 euro e le altre 5 rate sempre da euro 833 ogni 3 mesi, vale a dire 278 euro al mese.

Esempio rateizzazione con Equitalia con la modalità rottamazione per 5000 euro.

Il contribuente dovrà, per usufruire delle agevolazioni previste, pagare la somma in 4 rate: 3 entro il dicembre 2017 e la quarta entro il 15 marzo 2018, ”anche qui prevediamo che molti contribuenti non riusciranno a saldare per tempo le rate in quanto dovranno affrontare rate pari a 1.250 euro per 4 rate, cioè, circa 288 euro al mese fino al dicembre 2017. Un importo superiore ai 5000 euro sarà ulteriormente difficile da saldare”

Federcontribuenti evidenzia come proprio ”i tempi stretti concessi dall’AE e le somme dilazionate senza tener contro della capacità contributiva” siano alla base del tracollo economico dei contribuenti italiani e quindi dell’occupazione e del calo dei consumi, ” non ci spieghiamo come, un’Agenzia delle Entrate, Ente pubblico, capostipite di uno Stato, possa attuare sistemi così invasivi e poco elastici senza prevedere un tracollo dei redditi dei contribuenti. I numeri parlano chiaro, i tanti cittadini e imprenditori sono caduti nelle fauci di Equitalia proprio perchè resi impossibilitati ad accontentare le richiese dell’AE.

Non sempre i 30 giorni concessi dall’AE permetto al contribuente di trovare la liquidità per pagare la prima rata, così tutto passa nelle mani dell’’agente della riscossione la quale, decorsi 180 giorni, emetterà una cartella di pagamento (con sanzioni del 30%) nella quale verranno iscritti a ruolo gli importi a titolo di imposta, interessi e sanzioni oltre all’aggio di emissione”.

A questo punto cosa succede?

I contribuenti che hanno accettato di rateizzare con l’AE sono fuori dall’agevolazione prevista per la rottamazione delle cartelle esattoriali, cartelle che vanno dal 2000 al 2015, agevolati i contribuenti che dopo aver ricevuto l’avviso bonario non hanno pagato nulla, in questo caso i contribuenti potranno accedere alla rottamazione delle cartelle, beneficiando degli sconti sulle sanzioni, mora e aggio.

Altro aspetto da considerare, e che lede la parità di trattamento, riguarda quei contribuenti che hanno chiuso gli accertamenti in adesione o in conciliazione con gli uffici delle Entrate e stanno pagando le somme in modo rateale, con sanzioni variabili dal 33% al 50% e interessi. In questi casi restano agevolati i contribuenti che nelle stesse condizioni di partenza non hanno presentato ricorso e non hanno pagato nulla, i cui debiti sono stati affidati all’agente della riscossione.

”Le richieste fiscali – conclude Federcontribuenti – fin quando resteranno così alte e fuori dalla portata dei contribuenti genereranno mostri nella riscossione con richieste assurde e lontanissime dai redditi dei cittadini. Occorre rivalutare cosa produce reddito e cosa produce spesa e dal netto calcolare le imposte dirette e indirette”.



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