Foggia
“L’amministrazione non può militarizzare tutte le strade”

Zona stazione, presidio di Casa Pound per il quartiere

“Gli spazi vuoti li occupano altri, la risposta è la comunità”


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Foggia. “Riprendiamoci i nostri quartieri”, scandivano eri sera i ragazzi di Casa Pound in piazza Vittorio Veneto con lo striscione “Basta degrado”. Il presidio è stato organizzato in una delle zone che ultimamente è alla ribalta delle cronache in quanto vissuta prevaemtemente da extracomunitari. Sono note anche le denunce dei comitati civici locali, in particolare degli Amici del viale: bivacchi a tutte le ore, mercatini improvvisati con roba reperita dall’immondizia, negozi che restano aperti fin a tarda ora e, soprattutto, negozi storici che hanno chiuso. Una volta questo era considerato “il salotto della città”, la gente del posto è esasperata, alcuni di questi migranti dormono nei pressi della stazione dei pullman e sotto i portici dell’Ariston. “Tre anni fa Casa Pound Foggia- dice Rocco Finamore– ha preparato un reportage su questo quartiere, denunciamo da tempo questi problemi, i luoghi che non occupiamo noi li occupano altri, chi vuole può venirci a trovare in via Pestalozzi dove c’è la nostra sede. Qui si può firmare anche per il reddito nazionale di natalità”. Più volte è stata richiesta una presenza costante dei vigili urbani mentre la polizia è intervenuta in varie occasioni per sedere risse nelle strade adiacenti alla stazione.

“Contro spaccio, degrado e prostituzione”
Secondo Casa Pound in questa zona si starebbe sviluppando anche lo spaccio di droga, come scrivono nel volantino che è stato lasciato in tutti i condomini (“Riprendiamo il quartiere contro droga, spaccio e prostituzione”) della zona prima del presidio. “Si tratta anche di extracomunitari dediti allo spaccio ma se fossero italiani sarebbe lo stesso”, aggiunge Finamore. “In ogni caso- dice Maurizio Lepiscopia– non si può pensare che un’amministrazione possa militarizzare il quartiere mentre i cittadini se ne stanno a casa. I quartieri vanno vissuti, i bar, le panchine, i negozi, è la comunità la risposta, chi lascia uno spazio lo vede occupato da altri.”. E a proposito del reddito di natalità: “A Foggia abbiamo organizzato vari banchetti per le firme, ora chi vuole può firmare in via Pestalozzi. Si tratta di una carta da dare alle famiglie invece di alimentare il business indiscriminato dell’immigrazione. Qui siamo al punto che la povertà degli italiani viene negata invece a frugare nell’immondizia ci sono anche molti nostri concittadini che hanno perso il lavoro, che vanno alla Caritas, gente che vive in pochi metri quadri malsani con figli a carico e che paga un fitto esorbitante senza aiuto”.

Il reddito di natalità
“ Secondo CasaPound, non esiste un problema di risorse: “Basta pensare che solo con i 20 miliardi destinati alle banche il governo avrebbe potuto dare 500 euro al mese a quasi 200.000 nuovi italiani fino al diciottesimo anno di età – si legge sul sito nazionale- i soldi ci sono, basta toglierli alle cooperative che lucrano sull’immigrazione. Il calcolo è semplice; ogni immigrato in un centro d’accoglienza costa allo Stato 1.050 euro al mese, ma con la stessa cifra si potrebbero sostenere due bambini italiani e, perfino, salvare con i 50 euro che avanzano 6 bambini stranieri in patria, se è vero, come sostiene la campagna di Save the children, che 9 euro al mese euro bastano a salvare 1 bambino africano con l’adozione a distanza”. In piazza anche i ragazzi di Blocco studentesco in protesta ultimamente per le condizioni di alcune scuole foggiane e contro l’alternanza scuola-lavoro.

(A cura di Paola Lucino, Foggia 04.11.2017)

Zona stazione, presidio di Casa Pound per il quartiere ultima modifica: 2017-11-04T21:47:42+00:00 da Redazione



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