Manfredonia

Amianto Alti Fondali. A 4 mesi dalla bonifica, c’è già la manutenzione (con fondi)


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Progetto, lavori bonifica Alti Fondali (Stato)

Manfredonia – IL 18 agosto l’ultimazione dei lavori. Meno di 4 mesi (2 dicembre) e via alla manutenzione. Questo nonostante un appalto di circa 3,5 milioni di euro, con tutte le rassicurazioni e “tecnologie” del caso. “Lavori di manutenzione su 6 palificate del pontile di approccio e 2 della banchina A5 del bacino portuale Alti Fondali di Manfredonia (cd Porto induastriale, ndR) dal 2 dicembre 2011 al 16 dicembre” dello stesso anno. Così in una recente ordinanza della Capitaneria di Porto. Per le opere di manutenzione verrà utilizzate l’imbarcazione Cobra MF2800. L’ordinanza della Capitaneria segue l’autorizzazione del Comune, a favore dell’impresa appaltante dei lavori svolti in precedenza, la Dalena Eco-Trend srl. L’utilizzo della Cobra MF2800 servirà per il trasporto degli operai dell’impresa della Dalena.

Dopo un reportage nell’area ( Reportage bonifica Alti Fondali) si erano infatti notate, a solo 4 mesi dal termine dei lavori, completati oltre quanto stabilito, delle palificate lesionate e con incapsulamento (quasi) assente. I lavori della Dalena avevano fatto riferimento alla “bonifica dell’amianto dai pali di sostegno lungo il pontile di approccio e all’interno del bacino Alti Fondali”: dopo la conclusione dei lavori, tecnici del Comune avevano svolto recenti controlli per verificare la sussistenza delle opere. Controlli che Stato ha effettuato nell’area delle palificate: gran parte con l’incapsulamento utile per evitare il contatto esterno dell’amianto, ma diversi i pali con lesioni, mentre altri ancora presenterebbero solo in parte il materiale utilizzato per i lavori. Altrimenti detto: l’incapsulamento per determinate palificate è quasi assente.

L’importanza di questi lavori va anche correlata al mantenimento nel tempo delle opere svolte per la sicurezza nell’area. Va anche correlata alle numerose proroghe richieste, e concesse, per l’ultimazione dei lavori. L’importanza di questi lavori va correlata all’importo stanziato per il completamento delle opere, con iniziale orientamento verso la rimozione dell’amianto – dalle palificate – ma con successiva scelta di puntare sull’incapsulamento delle stesse.

Dei lavori di bonifica dell’amianto dalle palificate del Porto Industriale (bacino Alti Fondali) Stato se ne occupa da tempo (Incapsulati nell’amianto: 7 maggio 2010 e 30 agosto 2010 e 31 ottobre 2010 e 2 maggio 2011), in considerazione delle numerose proroghe necessarie per ultimare i lavori.

Focus appalto. Per l’ultimazione dei lavori, la prima ordinanza (tutte a firma della Capitaneria di Porto di Manfredonia) era stata emanata lo scorso 16 dicembre 2008; l’ultima il 29 ottobre 2010. Ma quando sarebbero dovuti terminare in realtà i lavori ? E quando invece la partenza ? Quali le somme dell’appalto ? Quale l’obiettivo prefissato della ditta appaltatrice e dell’ente appaltante (il Comune di Manfredonia) all’origine del progetto ? Sufficienti dunque le opere svolte per la sicurezza delle palificate nel tempo? Si ricorda che si fa riferimento ad un progetto che in corso d’opera avrebbe avuto delle variazioni dopo note degli organi preposti ai controlli e al monitoraggio dell’area. Nel mezzo: decreti ingiuntivi contro la ditta da parte di un ex candidato alle amministrative, barche affondate “sciaguratamente” ma innanzitutto slittamento (consistente) della data finale dei lavori. Lavori che sarebbero ufficialmente terminati con l’ultima proroga emanata dalla Capitaneria di Porto, dunque “entro il 31 luglio 2011”. Detto che le ordinanze della Capitaneria si adeguano allo sviluppo e procedimento dei lavori, detto che con le ordinanze si stabilisce un’analoga regolamentazione del transito navale nell’area, si ricorda che la ditta “Dalena Eco-Trend” Srl di Putignano (Ba), ha eseguito i lavori di bonifica “tramite l’utilizzo di unità navali, galleggianti e personale subacqueo specializzato”. I lavori fanno riferimento anche al monitoraggio e manutenzione dell’incapsulamento delle stesse palificate contenenti amianto.

IL PROGETTO NEL BACINO ALTI FONDALI DI MANFREDONIA. L’accordo procedimento fa riferimento alle legge 166 del 2002 fa riferimento (3 giugno 2004), giusto accordo procedimento del 29 novembre 2005 tra l’ex sindaco di Manfredonia P.Campo e il direttore generale per le infrastrutture della navigazione marittima interna. Il responsabile unico dei lavori era stato individuato nell’ingegnere G.Spagnuolo, l’ufficio della direzione dei lavori all’ingegnere G.Di Tullo (anche coordinatore per l’esecuzione della sicurezza). Importo del progetto: 3.500.000 di euro, importo contratto lavori 2.703.204,84. Impresa esecutrice la Dalena Ecotrand srl, sp 172 per Alberobello, Putignano (BA) iscrizione Soa: Soatem, direttore tecnico G.Angelo Dalena. Progettazione esecutiva: ingegnere V.Trassari di Napoli. Ditte subappaltatrici: Cogit, costruzioni generali italiane Spa, di Brindisi. Importi lavori subappaltati: 796mila euro. – Partenza lavori: 22 dicembre del 2008, con termine iniziale previsto dopo 281 giorni (ottobre 2009, sì ottobre 2009, oltre 2 anni fa). La progettazione preliminare-esecutiva è stata affidata alla ditta Ati Microlab srl di Manfredonia– con coordinatore Med Ingegneria di Ferrara (che ha curato anche il progetto definitivo dei lavori del Porto Turistico di Rodi Garganico). Chiesto parere per le opere anche a Provincia di Foggia, ARPA (un prelievo è stato fatto, su richiesta, dai tecnici dell’ente ambientale di Foggia) i sindacati, la Spesal, dirigente dottor A.Nigri.


I LAVORI DOVEVANO FINIRE NEL 2009 – COSA HA RITARDATO LE OPERE ?.
Da progetto i lavori in essere dovevano partire il 22 dicembre del 2008, per terminare dopo 281 giorni, dunque entro la fine del 2009. Motivazioni ? Tutte da verificare. Ma a seguito dell’inchiesta svolta, il dato più rilevante fa riferimento ad un cambio di progettazione, in corso d’opera, stabilita dai progettisti, dettata da una spesa per gli interventi che avrebbe superato nel tempo le stime ufficiali definite. Ovvero ? I fondi stanziati (5 milioni di euro) con la legge 166 del 2002 (Disposizioni in materia di infrastrutture e trasporti) non sarebbero risultati sufficienti, secondo le stime delle imprese e dell’ente appaltante (Dalena dunque e Comune di Manfredonia), per completare le opere. Dunque dalla prevista rimozione del cemento amianto (fibrocemento, o anche detto dal nome del maggiore produttore, Eternit) si è declinato verso una maggiore opera di incapsulamento, per bloccare le fibre dell’amianto presenti nelle palificate. Le fibre sarebbero presenti tanto nella parte immersa delle palificate (fino a 70 cm – 1 metro) quanto in quella emersa. Dunque l’iniziale rimozione pianificata – dopo lo stanziamento dei fondi – non è risultata ‘adeguata’ – secondo i tecnici – come metodologia atta a risanare la problematica, da qui la decisione di optare per un maggiore intervento di incapsulamento, con “al massimo 15 palificate interessate alla rimozione” – come detto a Stato al tempo dal dirigente del settore, ing. Spagnuolo del Comune – mentre tutte le 2000 palificate avrebbero dovuto essere incapsulate (come detto altre 500 nel marzo 2011), con i “sistemi di fissaggio rafforzati”. Le opere stanziate per il porto Alti Fondali di Manfredonia sarebbero risultate ‘atipiche’ nella loro procedura operativa, “caso unico” (quello di Manfredonia, secondo l’ingegnere) nello Stivale. In ogni modo, la cifra totale dell’appalto (si ricorda 3.500.000 di euro) avrebbe consentito agevolmente, secondo tecnici del settore, di risanare la problematica. In ogni modo restano evidenti le diverse varianti del progetto e il ritardo consistente per l’ultimazione dei lavori.

CON LA RIMOZIONE DELL’AMIANTO CADUTA DEI PALI ? I TECNICI: “IMPOSSIBILE”. Altri tecnici del settore interpellati da Stato negarono una possibile caduta delle palificate a seguito della rimozione della matrice in cemento amianto. L’anima di tutte le 2000 palificate (354 approccio, 1600 fra banchine d’attracco A1-2-3-4-5 e collegamento) sarebbe stata “intatta”, tale da non pregiudicare lo stesso palo nel caso di una avvenuta rimozione. Dunque, i ritardi nei lavori per la bonifica dell’amianto nel bacino Alti Fondali non dovevano essere addebitati a questa ipotesi avanzata in sede tecnica del progetto. Altrimenti detto: le palificate non sarebbero mai cadute – come detto da operatori del settore – al massimo ci sarebbe stato il distaccamento della fibra esterna. Inoltre, le parti già cadute nel mare si sarebbero staccate dalle palificate a causa del “moto ondoso” e non per gli interventi effettuati. In ogni modo fibre di amianto si sono comunque staccate nel tempo cadendo nel fondale marino dell’area (in estate sarebbe stato predisposto un divieto nei lavori per la presenza di ‘traffico a mare’).

Dopo le interruzioni nel maggio 2009, i lavori si sono praticamente fermati, con una barca attraccata nei mesi prima sul porto (senza persone a bordo) “affondata sciaguratamente” (una barca presente attualmente in un deposito di un operatore marittimo e non ancora riparata). Morale ? I lavori sono stati fermi quasi per un anno. Con un decreto ingiuntivo emesso – da parte di un ex candidato nelle precedenti amministrative, come comunicato dallo stesso – nei confronti di una delle ditte interessante al piano da parte di un imprenditore locale. Un ex candidato che avrebbe fornito il proprio ausilio per un monitoraggio nell’area preliminare alla partenza dei lavori.

IL SECONDO APPALTO PROPEDEUTICO. Inoltre era stato appaltato nel maggio 2010, dal Ministero Infrastrutture e Trasporti Genio Civile di Bari e, a detta dei responsabili, anche dall’Autorità Portuale di Manfredonia, un intervento per la protezione catodica delle stesse palificate (interessante al primo intervento) per “evitare l’ossidazione delle stesse”. Problema di questo secondo intervento ? Anche qui i ritardi nell’appalto (appalto affidato alla Granata N. – impianti elettrici di Sala Consilina, Salerno – come comunicato dal Genio Civile di Bari), per dei lavori che sarebbero “propedeutici” e connessi, inderogabilmente, con la bonifica dell’amianto delle palificate dell’Alti Fondali. Da Bari aspettavano già nel maggio 2011 la risposta dell’Autorità Portuale di Manfredonia, da Manfredonia comunicarono a Bari di ‘aspettare’ e, al contempo, di ‘regolarizzarsi’. Conclusione: l’accordo finora non sembrerebbe esserci stato.

IL PARERE DELLO SPESAL. Il 6 maggio 2010 un secondo parere sarebbe giunto all’ente appaltante dei lavori (Comune) da parte della Spesal dell’Asl-Fg (Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro): i lavori nelle banchine di attracco A1-2-3-4-5 sarebbero partiti al tempo, così come nel pontile di collegamento. In seguito il benestare, dallo Spesal al Comune, per la partenza dei lavori per il pontile di approccio. Nel parere si sarebbe fatto riferimento alla “necessità dell’incapsulamento in opposizione alla rimozione del cemento amianto”.

OPERE DI MONITORAGGIO: STANZIATI 651.753,48 EURO. Focus stanziamento 650mila euro per manutenzione: dopo le verifiche, la destinazione dei fondi. con recente delibera di Giunta comunale è stato dato atto che, sulla base dei limiti di impegno dei mutui contratti dal Comune di Manfredonia, al 15.12.2011 – termine della ipotizzata tempistica di realizzazione degli investimenti (5 anni, nonostante i lavori erano partiti il 22 dicembre del 2008, con termine iniziale previsto dopo 281 giorni, dunque nel 2009), la PA ha proceduto alla ricognizione del debito dei contratti di mutuo stipulati in data 22.02.2006. Da qui la destinazione del residuo finanziamento disponibile, pari a € 651.753,48, alle attività di “monitoraggio e manutenzione dell’incapsulante, nel periodo successivo al triennio contrattuale, e quindi dal 4° al 9° anno, secondo l’allegata stima dei costi”.

Stima dei costi compilata dal Direttore dei lavori (responsabile unico dei lavori era stato individuato nell’ingegnere G.Spagnuolo, l’ufficio della direzione dei lavori all’ingegnere G.Di Tullo, anche coordinatore per l’esecuzione della sicurezza) relativa alle attività di ispezione e manutenzione dei pali incapsulati, con la quantificazione della seguente spesa: 4° anno € 88.000,00 di cui 18.000 per oneri sicurezza; 5° anno euro 92.000, con 18.000 per oneri sicurezza; 6° anno € 97.000,00 di cui € 18.000 oneri sicurezza; 7° anno € 105.000,00 di cui € 20.000 oneri sicurezza; 8° anno € 10.000,00 di cui € 20.000,00 oneri sicurezza; 9° anno € 116.000,00 di cui € 20.000,00 oneri sicurezza, imprevisti € 43.753,48 per un totale appunto di € 651.753,48. L’intervento integrativo proposto è stato inserito nel programma triennale dei Lavori Pubblici.

Per riqualificazione, ammodernamento porto di Manfredonia stanziati nel 2004 quasi 5 milioni di euro. Come riferito in un recente articolo nell’ambito degli “interventi infrastrutturali di ampliamento, ammodernamento e riqualificazione dei porti” erano stati stanziati quasi 5 milioni di euro (4.999.995, con decreto n. 3538/3539 in data 03.06.2004 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ) per il porto di Manfredonia, alla voce “interventi di bonifica e ripristino ambientale dei siti inquinati”. Individuato il finanziamento il Comune – d’intesa con l’Ufficio del Genio Civile per le Opere Marittime di Bari – rilevò al tempo “quali opere prioritarie da bonificare, le tubazioni e i pali installati nel bacino portuale “alti fondali”, per la presenza di amianto”. In data 29.11.2005 l’“Accordo Procedimentale” regolante i rapporti tra Ministero e Comune per la realizzazione del programma individuato dal citato D.M. 3.6.2004.

Due mutui sottoscritti con la B.Monte Paschi di Siena. Dopo la gara dello stesso Accordo di Programma, il Comune di Manfredonia deliberava di contrarre con la Banca “Monte dei Paschi di Siena S.p.A.” due mutui rispettivamente di € 1.200.000,00 ed € 3.799.995,00, con limite di impegno di 30 rate semestrali a carico del Ministero, dell’importo di € 40.000,00 per il periodo 2007 – 2021 (1° mutuo) e di € 126.666,50 per il periodo 2007 – 2021 (2° mutuo), rispettivamente. I contratti dei due mutui venivano sottoscritti in data 22.02.2006 per notaio Filippo Rizzo Corallo. Sulla base dei limiti di impegno sopra citati, della ipotizzata tempistica di realizzazione degli investimenti di cui all’Accordo Procedimentale (5 anni) e del tasso applicabile, il finanziamento concesso dalla Banca mutuante al Comune ammonta a € 950.000,00 con il 1° mutuo e a € 3.000.000,00 con il 2° mutuo, con la clausola che l’esatto ammontare sarebbe risultata nell’atto di ricognizione del debito dei due contratti di mutuo, con l’obbligo da parte del Comune a pervenire con la Banca mutuante, una volta completato l’utilizzo del mutuo, al perfezionamento di un atto di ricognizione del debito (come avvenuto) con notifica al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

L’ultimazione dei lavori soltanto il 18.08.2011 (dall’ottobre 2009), con importo contrattuale ridotto da € 2.981.832,65 a € 2.879,829,49 (vedi delibera per ripartizione). Con i contratti di mutuo, le Parti contraenti si sono impegnate tra l’altro a stipulare un atto aggiuntivo entro il 15 dicembre 2011 (termine del previsto periodo di utilizzo dei mutui) che evidenzi gli importi erogati, gli interessi maturati e le rate semestrali corrisposte, nonché le quote dei contributi destinate al rimborso del risultante debito residuo che sarà regolato al tasso fisso. Dal raffronto del quadro economico del progetto, a lavori ultimati, con l’importo netto del finanziamento concesso dalla Banca mutuante, è risultata un’economia pari a € 651.753,48, che il Comune ha stabilito di destinare ad “interventi integrativi”. Dato che il contratto d’appalto prevedeva anche il monitoraggio e la manutenzione triennale dell’incapsulante posto in opera, a partire dal collaudo dei lavori eseguiti, per l’importo contrattuale di € 203.132,40, da corrispondere in tre rate, al termine di ciascun anno e dopo il visto dal parte del RUP sul “verbale di manutenzione e controllo”, è stato deciso di prorogare il periodo di utilizzo del mutuo, secondo quanto disposto dall’Accordo Procedimentale e dai contratti di mutuo, con l’utilizzo del residuo finanziamento di € 651.753,48 per “il monitoraggio e la manutenzione dell’incapsulante” nel periodo successivo al triennio contrattuale. La deliberazione è stata inviata al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, al fine dell’approvazione del programma integrativo proposto e della proroga dell’utilizzo del finanziamento al 31.12.2020.

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g.defilippo@statoquotidiano.it

Amianto Alti Fondali. A 4 mesi dalla bonifica, c’è già la manutenzione (con fondi) ultima modifica: 2011-12-04T20:29:33+00:00 da Giuseppe de Filippo



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Commenti


  • Voce di Popolo

    Come professionista se commetto un errore pago per le mie responsabilità.
    Allora mi chiedo se c’è stato errore di valutazione dei lavori tale da portali “dalla rimozione all’incapsulamento del fibrocemento di rivestimento della palificazione” sia esso dovuto ad erroneo computo o ad erronea progettazione perché questo deve ricadere solo e sempre sulla pelle del Cittadino. Se errore c’è stato è bene che gli attori coinvolti nella vicenda paghino per le loro responsabilità.
    Il Porto Alti Fondali è il bene più importante del territorio!
    Ed è bene che al popolazione un distratta dai problemi della crisi pensi seriamente a preservarlo ed a rilanciarlo.
    MANFREDONIA “PORTA D’ORIENTE”!


  • Michele Talamo

    Ma il sindaco Riccardi che ha tanto promesso in campagna elettorale “TRASPARENZA” come si è comportato difronte a questo scempio di risorse economiche?
    E la MAGISTRATURA possibile che in questo paese tutto fila liscio come l’olio, mi sento in “dovere” di ……anche io, lo fanno loro che dovrebbero dare l’esempio non lo posso fare io che seguo il loro esempio!
    Chiedete sacrifici alla povera gente e poi fate quello che vi pare, VERGOGNATEVI!
    Ecco cosa significa non affidare lavori per MERITO ma affidarli per AMICIZIA CON SECONDO FINE DI RITORNO IN MONETA!
    In consiglio comunale il Sindaco o chi per lui spiegasse questa situazione di ORRORE e SCEMPIO di denaro pubblico!
    Un consiglio comunale che non apre bocca, ma c’è una opposizione, lasciamo stare la maggioranza che si sa è appiattita sulle posizioni di Riccardi ma l’opposizione cosa fa da stampella aspettando che cada qualche briciola di pane dal tavolo di Re ARTURO?
    Con una denuncia del genere fatta da questo articolo (in altri paesi la magistratura avrebbe fatto girare sotto sopra tutta la Citta), tutto tace.
    POVERO PORTO E POVERI NOI, ALTRO CHE FIDUCIA NELLE ISTITUZIONI!


  • lucia

    avete pure scritto che siamo pieni di cattiveria nei confronti del primo cittadino Riccardi, ma se qui ogni giorno esce fuori una magagna, ci avete stancati tutti, avete pure il coraggio di prendere le difese, adesso dite che era berlusconi o che era il presidentissimo vendola.
    in una orchestra se la serenata non viene bene il primo a saltare è il direttore!
    jet a fatjè!


  • va bè

    dice che il mondo deve girare così e il pane deve andare a chi non ha i denti!
    con tutta la gente che implora lavoro vedere una risorsa come il Porto Alti Fondali ridotta così mi rivolta lo stomaco e mi fa incazzare di brutto!


  • Sandro Marasco

    Ho partecipato con interesse all’iniziativa pubblica (Tavolo di lavoro) di Palazzo Celestini per le problematiche inerenti “la Sanità nel nostro territorio”.
    Iniziativa che ha visto la partecipazione dei vari attori Istituzionali e non, del nostro territorio, ma sopratutto ha visto la partecipazione massiccia della popolazione, tante volte chiamata in causa da noi blogger per i motivi più disparati.
    Da attento osservatore posso dire che dei passaggi possono calzare a misura per le problematiche del Porto Alti Fondali di Manfredonia “Determinatezza”, “Eccellenze”, “Confronto”.
    Da cittadino qualunque quale sono, Sindaco Riccardi, Le dico che questa è la strada giusta per affrontare le problematiche che attanagliano il nostro territorio e che come Lei ha ribadito “grida attenzioni”!
    Allora a questo “grido” del Territorio diamo un’altra risposta certa, si apra il “Tavolo di Lavoro” per il Porto Alti Fondali di Manfredonia” e ne sono sicuro vedrà la partecipazione, ancora più massiccia, della popolazione di tutto il territorio della Capitanata.
    MANFREDONIA “PORTA D’ORIENTE”!
    Un augurio bellissimo “PORTA D’ORIENTE”.


  • Giugliani F.

    Al Direttore de “Stato Quotidiano”, ebbi già a dire, ma oggi ancora con più convinzione Le chiedo di accogliere un suggerimento… quello di raccogliere il punto di vista di esperti, operatori, esponenti del mondo scientifico, accademico e istituzionale al fine di favorire un confronto e possibili spunti di riflessione sull’annosa vicenda del Porto Alti Fondali di Manfredonia.
    Anche se non Manfredoniano di nascita, ho sempre visto Manfredonia come Città su cui credere per gli enormi potenziali.
    Credetemi quando ero giovane, noi garganici, vedevamo Manfredonia in una espansione tale da superare addirittura lo stesso capoluogo dauno!


  • Redazione

    Gentile sig. Giugliani,
    con La presente estendo nuovamente l’accoglimento di punti di vista di esperti o meno del settore per il rilancio del Bacino Alti Fondali.

    La ringrazio per l’attenzione, in attesa dei vari suggerimenti,

    G.de Filippo – RED. STATO


  • Gennaro Amodeo

    Bene se il Porto Alti Fondali esige la necessità di un tavolo di lavoro, non vedo quale sia il motivo per non farlo!
    Un tavolo di lavoro che si proponga di aprire una nuova prospettiva per il Porto Alti Fondali di Manfredonia, attraverso il confronto con i sistemi portuali italiani dell’Adriatico e del Tirreno e la rispettiva area urbana e territoriale di afferenza, in stretto collegamento con l’analisi dell’indotto economico e degli aspetti urbanistico-infrastrutturali, un confronto proiettato non solo su un ampio retroterra come quello pugliese e molisano, ma anche su un più vasto ambito mediterraneo e internazionale. In conclusione avere chiaro il quadro delle potenzialità e dei limiti che caratterizzano oggi la portualità della Capitanata, con uno sguardo attento ai mercati, alle infrastrutture, al sistema normativo e a quello organizzativo. La portualità per il nostro Territorio è un importante asset di sviluppo. Guai a sottovalutarlo!


  • Matteo D'Apolito (Mattinata)

    La portualità per il nostro Territorio è certo un importante asset di sviluppo e può essere sviluppata molto di più. C’è il bisogno urgente di un Piano Territoriale della Capitanata sulla logistica, in cui aprire un’aspettativa dal sistema logistico, e quindi dalla portualità e dagli interporti, di spinta economica aggiuntiva che innalzi la crescita in tutti quei settori di eccellenza del Territorio della Capitanata.
    Per raggiungere questo risultato, bisogna «migliorare il funzionamento dei porti e collegare meglio i nostri porti con le reti di trasporto europee».
    L’attuazione di queste reti di trasporto europeo, favorirà la crescita economica e una maggiore occupazione, e per questo è ancor più strategica e importantissimo per il nostro Territorio e non solo che il Porto Alti Fondali sia messo in condizioni di rilancio. La logistica e i trasporti, insieme al turismo, sono il nostro vero petrolio!


  • Pio Bisceglia

    Grazie alla posizione geografica della città, alle favorevoli condizioni meteo marine ed a una facilità dei collegamenti terrestri da porre in essere, Manfredonia con il Porto Alti Fondali potrebbe essere, scalo di grande interesse per le numerose rotte di navi da crociera e di traghetti, favorendo uno sviluppo degli spazi e delle infrastrutture portuali. L’Autorità Portuale deve avere il coraggio di creare una società che gestisca il Porto nell’ambito Passeggeri che permetta di sviluppare e mettere in campo risorse in tal settore: mettendo in esercizio banchine dedicate alle navi da crociera; provvedendo alla costruzione di complessi immobiliari da utilizzare come Terminal Crociere e Stazione Marittima per i traghetti; destinando risorse per lo sviluppo della sicurezza e la qualità dei servizi. Grazie a questi interventi il porto di Manfredonia potrebbe essere protagonista, nel panorama nazionale ed internazionale, per il settore passeggeri sia come home port che come scalo di transito delle più importanti Compagnie di Navigazione a livello mondiale.
    Penso,questo, sia il modo migliore per riportare la Capitanata, il Gargano, allo splendore che gli compete.


  • muammar

    abbattetelo quel mostro fatiscente che ostruisce solo l’orizzonte

    ormai non viene nemmeno una nave, ed anche l’unico rimorchiatore ha fatto le valigie.

    con l’enichem è morto anche il porto.

    basta perdere tempo e denaro dietro una infrastruttura morta


  • giuseppe

    bravo mummar ai detto giusto


  • Scettico

    è proprio vero i proverbi non sbagliano mai poiché fatti su vita vissuta. ed uno in particolar modo calza a pennello per le ultime sciocchezze scritte nei commenti : ” è meglio stare zitti e dare l’impressione di essere un interlocutore sciocco e non aprire bocca e togliere ogni dubbio”!
    questo non’è il momento di giocare a mosca cieca questo non’è il momento del semplice gusto di dire no, questo è il momento di mettere in campo tutte le risorse per risollevare le sorti del nostro territorio!
    il Porto Alti Fondali di Manfredonia può essere visto solo come risorsa da massimizzare della Capitanata.
    adesso rifletto sulle parole di Brunetti -a furia di dire no…-
    abbiate perlomeno la bontà di relazionare quello che dite!


  • Sandro Marasco

    In riferimento alla movimentazione merci, per raggiungere i mercati di riferimento nel modo più efficace ed efficiente, possibile, bisogna sviluppare servizi intermodali ad alta specializzazione, cioè bisogna dare qualcosa che altri non possono dare, per arrivare a tale scopo c’è la necessità di creare una società che sia operatore neutrale multicliente, in modo da organizzare pacchetti “all-in” con resa e frequenza garantite.
    Per cogliere le opportunità offerte della paventata crescita di domanda di servizi portuali del dopo crisi, Manfredonia si deve dotare di un moderno strumento di pianificazione urbanistica che integrerà il Porto con il territorio rendendo più evidenti i tradizionali vantaggi competitivi offerti dalla localizzazione geografica e da un regime di “porto franco” da mettere in atto, tante volte tirato in causa e mai realizzato.
    Ma un regime di “porto franco” non su “Iva” merce ma sui “diritti di banchina” (wharfage charge).
    L’evoluzione dei traffici impone il ridisegno dello schema portuale, per intercettare i traffici delle economie in sviluppo dei Paesi appartenenti alla sponda Sud del Mediterraneo che stringe relazioni sempre più fitte negli scambi via mare di derrate agricole e prodotti finiti o semilavorati.
    Per permettere al Porto Alti Fondali attrarre le moderne tipologie di traffico si deve ricorrere a una più spinta automazione e meccanizzazione del lavoro sulle banchine, ricercare una sincronia crescente delle attività marittimo-portuali con il trasporto stradale e quello ferroviario (intermodalità e logistica), grazie all’introduzione di moderne innovazioni tecnologiche applicate alla gestione ed al coordinamento dei prodotti di trasporto (tracking & tracing), mediante strumenti telematici di facile accesso ed uso.
    Questo mio relazionare è solo una goccia nell’immenso mare di opportunità che altri interlocutori più illustri hanno avuto modo di sottolineare.
    Grazie.

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