Cinema

Midnight in Paris – W. Allen, 2011

Di:

Woody Allen

Woody Allen (copyright: youtu.it)

Questa scheda è spoiler-free: nel rispetto del lettore vergine della visione del film verranno isolate, nell’arco della recensione, eventuali rivelazioni critiche di trama (spoiler) su note a piè pagina, oltre a essere indicato, a fine articolo, un livello della presenza di punti sensibili nell’opera il cui svelamento accidentale possa incidere su una sua corretta fruizione.

Titolo originale: Midnight in Paris
Nazione: Francia, Stati Uniti
Genere: commedia fantastica

Ma quanto ci fa sognare questo vecchio, instancabile e inesauribile signore di New York?
Qualcuno lassù non potrebbe tenercelo in vita per altri 100 anni almeno? [NdA]

ANCORA una volta seguendo le tappe del precedente (e poco riuscito) Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni (scheda), un film di Allen approda al Festival di Cannes prima di essere consegnato ai mortali nelle sale di tutto il mondo, partendo naturalmente da Francia e Stati Uniti (nazioni di produzione), per poi giungere in prossimità delle feste natalizie qui in Italia, come antidoto alle brutture e aberrazioni cinematografiche attira-popolo di cinepanettoni, vuote animazioni e comicità per buzzurri. Sinossi: uno scrittore di sceneggiature con aspirazioni da romanziere, sognatore romantico, fa un viaggio a Parigi con futura moglie e suoceri. Durante una passeggiata notturna, a mezzanotte, farà un insolito incontro.

Midnight in Paris è una favola fantastica e irresistibile, quasi uno strumento di test per separare lo spettatore irrimediabilmente perduto da chiunque conservi ancora un barlume di umanità e intelligenza. Ad una fruibilità estrema – forse fin troppo furba, a voler essere maliziosi – si accosta una fattura di pregio che è ormai firma del regista di New York. Allen è il padrone di una formula che sa a memoria e applica come un matematico, senza sbavature, in ogni suo film. E’ una formula che non conosce età perché non disegna solo esche golose ma vero cinema. E’ una formula che non dimentica mai regia, sempre frizzante, attori – quanti giovani interpreti gli dovranno essere debitori per la loro prima concreta valorizzazione -, sceneggiatura – qualche passo falso a parte -, colonna sonora, scenografie, fotografia. Una formula che crea magia, riflessione, emozioni e talvolta arte.

Midnight in Paris - Locandina

Midnight in Paris - Locandina

Si è già discusso in queste pagine della tuttavia non inattaccabile filosofia alleniana.
Woody Allen pare possedere, si diceva, un’alchimia geniale che costruisce l’ossatura infallibile di ogni suo film, ma resta la stessa, non si spinge mai oltre. L’ometto di New York sa di essere vincente a mani basse, sa di esserlo presso un pubblico, quello contemporaneo, che richiede decisamente molto meno per applaudire in sala, e non si sforza, non ricerca troppo, non sforna più Zelig o Manhattan. I suoi film sono manufatti deliziosi di cui non ci si stanca mai, è vero, ma che non azzardano oltre la bomboniera d’antan, spesso dalla stessa struttura portante, e che assumono le connotazioni del capolavoro solo per contrasto con le melodie frastornanti di quel cinema che ormai da troppo tempo ci distrugge i timpani. Non si è preda della sindrome dell’epoca d’oro (cit.) nel ricordare quanto film come Midnight in Paris costituissero, fino agli anni 60, uno standard scontato, gli esercizi di quei validi registi alle prime armi che adoravano come un dio pagano il maestro della commedia brillante Billy Wilder. A chi nutrisse dubbi si suggerisce il recupero di Angeli con la pistola (1961), divertirsi, sognare, emozionarsi con questo bel gioiellino e poi scoprire che è solo l’ultimo lavoro di uno stanco Frank Capra (sic!).
Allen furbo nel suo vivere di rendita o semplicemente invecchiato? Poco importa per chi chiede solo di mangiar con gusto e sognare in sala.

Midnight in Paris - Dal film

Midnight in Paris - Dal film

Midnight in Paris è un piatto squisito, regala delizie sin dall’ouverture, in cui per pennellate fotografiche apre uno squarcio su Parigi, donando anche a chi non la conosce il desiderio impetuoso di viverci per sempre. A reggere il film un soggetto che è evergreen senza tempo, un Cenerentola rivisitato in chiave letteraria, che decora ancor più potentemente la capitale francese trasformandola in un mondo fatto di uomini importanti che non sapevano di esserlo, che dialogano fra loro di grandi idee, discettano pur di donne, frivolezze, raccontano sciocchezze, ma trasudano arte, vivono di stenti ma non si limitano ad esistere, luminosi nella loro dignità di speculatori del nuovo, temerari, affascinanti pensatori che segneranno la storia. L’incontro del protagonista […]1 è, per immedesimazione, un orgasmo […]2, l’attuazione di un desiderio su celluloide, un vero sogno ad occhi aperti.
Ad accompagnare questa partitura nostalgica, Allen non manca di aggiungere – frenandosi, per fortuna! – la solita dinamica di coppie che scoppiano e si ricombinano, routine che si gradirebbe vedere molto più confinata dopo decenni di riproposizione, ed una storia d’amore che, purtroppo, è la parte che meno convince, affianco ad un doppiaggio indecente di Marion Cotillard, ma che non distrugge, in fondo, la magia del film. Infine la morale sulla sindrome dell’epoca d’oro, poco accattivante e già nota ma gestita con un tocco delicato che non le dà uno stucchevole primo piano e la relega a giusto leitmotiv.

Non v’è molto altro da dire, se non l’invito a farvi del bene.
A Natale, per cortesia, lasciate stare la spazzatura e correte a sognare con Allen.

Valutazione: 7.5/10
Spoiler: 5/10

AltreVisioni

1921 – Il mistero di Rookford, N. Murphy (2011) – onesto e dignitoso tentativo per un gotico non sempre convincente * 6.5

In Stato d’osservazione

Le Idi di Marzo, G. Clooney (2011) – Venezia 2011 * 16dic


[…]1 coi suoi miti
[…]2 per chiunque coltivi ammirazioni culturali verso maestri ormai scomparsi

Midnight in Paris – W. Allen, 2011 ultima modifica: 2011-12-04T23:46:44+00:00 da Alessandro Cellamare



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Commenti


  • veronica

    fantastico!!!!!!!!!!!! finalmente un bel filmmm elegante spiritoso raffinato…..e…una musica per sognare woody e’ tornato www woody


  • vittoria gentile

    Appena visto. Ma non è tanto la morale sulla sindrome dell’epoca d’oro. E’ oltre: La vita che è sempre un po’ insoddisfacente, lo struggimento che ne deriva (soprattutto per gli animi più melanconici, per Allen leggi “romantici”)e come gestire questo struggimento, fuggire nel proprio immaginario ideale o restare? Il protagonista alla fine resta. Ma aggiustandosi la vita con più coerenza e consapevolezza. La ragazza decide per la fuga definitiva, invece. Chissà forse una parte particolarmente melanconica di sè. Non smetteremo mai di accettare compromessi, si sa.


  • giannigarko

    “un doppiaggio indecente di Marion Cotillard”!
    astieniti da commenti, capisci poco di cinema, di voci, di magia: è uno dei doppiaggi ‘artistici’ migliori degli ultimi anni, non a caso dovuto a un’attrice di ottimo livello che rende onore a noi e alla stessa divina Marion Cotillard.

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