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Commette reato chi svela l’omosessualità altrui

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Omosessualità (Cn.24@)

LA Suprema Corte di Cassazione, con una recente sentenza, ha stabilito che svelare l’altrui omosessualità costituisce “diffamazione” e “violazione della privacy”.( così Cass.
sent. n. 30369 del 24.07.2012). Non si pone nessun dubbio sul fatto
che ciò possa costituire una lesione della “riservatezza”: la sfera della sessualità, infatti, rientra tra i cosiddetti “dati sensibili”, che ricevono massima protezione dal codice della privacy.

Qualche perplessità, invece, scaturisce in merito al concetto di “diffamazione” che, come a tutti noto, consiste nella offesa della altrui reputazione (art 595 cod. pen..). È logico pensare che la reputazione possa essere lesa solo attribuendo a qualcuno una condotta illecita o socialmente non approvata.

In una società, tuttavia, che non discrimina l’omosessualità, non dovrebbe parlarli di “diffamazione” nel momento in cui si attribuiscono a terzi determinate preferenze sessuali piuttosto che altre. Sarebbe come ritenere diffamatorio dire di qualcuno che è buddista piuttosto che cristiano!

(A cura dell’avv. Eugenio Gargiulo )



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Commenti


  • Fabio Trimigno

    Leggo soltanto ora l articolo…
    beh effettivamente non si dovrebbe parlare di diffamazione se continuamente si lotta contro la discriminazione sessuale…è come se io diffamassi qualcuno di essere etero…mi accuserebbero?
    assurdo…
    E comunque conosco religiosi che frequentano battuage gay, e se si fanno vedere nei loro corteggiamenti perchè uno che parla di loro vizi dovrebbe stare zitto?
    I panni sporchi si lavano a casa, se li lavo in pubblica piazza sarà lecito parlare delle macchie altrui…
    Quindi la cassazione si preoccupi piuttosto di cose serie…
    Ciao a tutti, anche ai preti dei battuage gay…

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