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Foggia, partiti i saldi: “calo vendite, 50% su tutta la merce”

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Foggia, sabato 4 gennaio – PARTITI anche a Foggia i saldi in numerosi punti vendita. Quest’anno le statistiche prevedono un ribasso delle vendite del 12,5%, con solo il 35% delle famiglie italiane intenzionate ad usufruire dello sconto per gli acquisti (meno 5% rispetto al 2013).

Il dato emerso principalmente a Foggia è di una riduzione delle vendite da parte dei commercianti anche a causa di ‘concorrenza sleale‘ di qualche azienda che non rispetterebbe le norme previste dal Codacons (associazione che tutela i diritti dell’ambiente e dei consumatori).

“Si ho riscontrato il calo delle vendite prima che iniziassero i saldi – dice a Stato la commerciante di Manhattan – sebbene con gli sconti siamo partiti bene. Non posso fare un confronto con l’anno scorso – è ancora troppo presto per i bilanci – ma sono del parere che bisogna continuare a praticare i saldi. Le persone spendono poco per i beni di seconda necessità come i capi di abbigliamento anche a causa della disoccupazione. Per questo motivo siamo stati costretti a mettere subito il 50% su tutta la merce rispetto agli anni precedenti in cui la percentuale applicata era minore. Addirittura delle aziende adottano prima del previsto i saldi poiché è l’unico modo per vendere”.

Opinioni condivise dalla titolare di Sarah Chole: “Si, ho avuto minori vendite rispetto agli anni precedenti. Questo anche per un timore implicito negli acquisti, per il clima corrente di crisi. L’affluenza c’è stata, ma la gente aspira sempre all’affare a tutti i costi (non cerca il 20% o il 30%); perciò, come azienda siamo stati obbligati a mettere il 50% e talvolta mettiamo delle promozioni su determinati prodotti, oltre ad essere danneggiati da altre attività che non rispettano le regole vigenti”. Infine: “Speriamo di fare le vendite che non abbiamo fatto a stagione piena”.

Nonostante tutto, non mancano i segnali positivi, come affermato dal responsabile dell’azienda di abbigliamento Halfon: “Sono ottimista riguardo agli acquisti; personalmente c’è stato un incremento e mi aspetto un 20% in più rispetto al 2013. Di certo ci vuole maggiore di legalità in quanto molti mettono gli sconti ancor prima della data effettiva di inizio saldi. Noi come marchio rispettiamo le leggi previste, ma veniamo comunque penalizzati a causa del fatto che molti esercizi (soprattutto quelli minori) non le rispettino”.

Le persone certamente sono invogliate a comprare con un buon rapporto qualità-prezzo, sebbene diano, ovviamente, priorità ai beni di prima necessità; pare che il fattore scatenante sia la crisi, negativa non solo per chi compera, ma anche per chi vende. E i negozianti cosa possono fare? Non far altro che approfittare dei saldi di fine stagione per un aumento delle
economie interne.

A cura di Sonia Scarpiello-soniafg@hotmail.it)

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Commenti

  • In realtà molte attività commerciali avevano iniziato la stagione invernale con sconti già del 40%.
    Il fattore aggravante della crisi e relativo al non rispetto delle regole minime comuni si rende evidente:
    se le regole non le rispettano tutti in egual modo e non vengono fatte rispettare, il mercato commerciale si trasforma in una zuffa quotidiana.
    La libera concorrenza deve essere basata su comportamenti condivisi.
    Altrimenti è bagarre da saltimbanchi in cui a perdere, sono i più onesti, come al solito.
    E non c’è disperazione più grave che possa impadronirsi di una società del dubbio che vivere onestamente sia inutile (Corrado Alvaro).
    O addirittura, dannoso ed autolesionista.
    Gustavo Gesualdo

  • e la camera di commercio, a chi, a cosa e a che serve?
    chiudiamola

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