Dov’è l’opera lirica “Rosanna”?

Manfredonia, busto di Michele Bellucci (fonte: luigialtervista.org)

Manfredonia – LA passione, l’amore per la musica, sono doni straordinari. Ha affermato il soprano Fiorenza Cedolin che “solo nella natura, oltre che nella musica, Dio si manifesta direttamente, senza intermediazioni o sovrastrutture intellettuali. Proprio per questo la musica di valore viene percepita da tutti come qualcosa di emozionante, perché è la sua bellezza estrinseca”.

La strada che porta alla passione musicale non è soltanto percorsa da grandi musicisti, diplomati, docenti presso i conservatori, grandi artisti; ma anche da quanti trovano nella musica (ascoltata o praticata) la vera e grande uscita di sicurezza dalla quotidianità. Ho pensato, leggendo a suo tempo del rinvenimento di alcune opere di Michele Bellucci (Manfredonia 1849 – Roma 1944), anche a mio nonno, Vincenzo D’Onofrio, industriale della molitura e della pastificazione, che per quasi mezzo secolo operò in Manfredonia.

La sua grande passione, appunto, la musica! Numerose le sue composizioni, alcune affidate a “I Solisti Dauni” dell’egr. M° Domenico Lo Savio (Barcarole, Angelus), ma la più importante realizzazione è un’opera lirica, dal titolo “Rosanna”, che ebbi a consegnare, tanti, ma tanti, anni orsono, nell’edizione manoscritta originale (quindi non una copia), ad alcuni conoscenti, frequentanti il Conservatorio di Foggia, per un esame e per una valutazione; ma tale opera, purtroppo, non mi è stata mai restituita.

Né sono mai riuscito a ricordare a chi ebbi ad affidarla (grave leggerezza, che non potrò mai perdonarmi), considerato che nella mia lunga militanza nel settore pubblico del turismo (alla direzione di Aziende Autonome di Soggiorno e Turismo ed Enti Turistici), ebbi a frequentare e ad ospitare centinaia di musicisti, di énsemble, ecc.., chiamati per concerti.

Le ricerche presso il Conservatorio di Foggia avrebbero dato esito negativo, per cui tento oggi di far leva oggi sugli Amici e sugli Organi dei Stampa e di Informazione, per diffondere questo appello soprattutto tra musicisti diplomati, docenti di conservatori, ecc.: che qualcuno si adoperi per ricercarla, per trovarla, per restituire l’originale alla mia famiglia.
(A cura del dr. Vincenzo D’Onofrio)

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