Manfredonia
Come stabilito con recente atto

Manfredonia, imposta di soggiorno: richiesta a MeF

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Manfredonia. “IMPOSTA di soggiorno”: con recente delibera, la Giunta comunale di Manfredonia ha incaricato il Dirigente del Terzo Settore a formulare una richiesta di parere circa l’applicabilità a far data dal 01.01.2016 del Regolamento così come approvato con deliberazione di Consiglio comunale del 22 dicembre 2015 affinché il Ministero dell’Economia e Finanze chiarisca la portata dell’articolo 1 comma 26 della Legge di Stabilità 2016 relativamente all’istituzione di un nuovo tributo; ai sensi della vigente normativa il Dirigente del Terzo Settore provvederà alla nomina del funzionario responsabile.

Si ricorda come il Consiglio Comunale con propria precedente deliberazione n. 47 del 22 dicembre 2015 ha istituito l’Imposta di Soggiorno ed approvato il relativo Regolamento Comunale applicativo;
il citato regolamento comunale, al fine di dare attuazione al principio di gradualità dell’imposta, ha stabilito: la decorrenza ed applicazione dell’imposta di soggiorno nell’ambito del territorio comunale dal 01.01.2016; tipologie di esenzioni dal pagamento dell’imposta; l’ammontare dell’imposta è determinata per persona e per pernottamento e graduata con riferimento alla
tipologia delle strutture ricettive definite dalla normativa vigente in materia, che tiene conto delle caratteristiche e dei servizi offerti dalle medesime.

“Ai sensi dell’art. 42, comma 2, lettera f), del D.Lgs. 267/2000 e successive modificazioni, spetta al Consiglio Comunale l’istituzione e l’ordinamento dei tributi con esclusione della determinazione delle relative aliquote, la cui determinazione rientra, quindi, nella competenza residuale della Giunta”.

“In base al citato art. 4, l’imposta dovrà essere stabilita secondo criteri di gradualità in proporzione al prezzo”. La Giunta ha ritenuto opportuno “nel rispetto del disposto normativo richiamato, graduare le misure dell’imposta commisurandole con riferimento alla classificazione delle strutture ricettive, così come previste, in particolare, dalle normative regionali di settore, che tengono conto delle caratteristiche e dei servizi offerti dalle medesime, nonché del conseguente valore economico/prezzo del pernottamento – soggiorno. Detta classificazione, infatti, evidenzia
caratteristiche qualitative crescenti delle strutture ricettive cui, di regola, é collegato un proporzionale aumento del prezzo di soggiorno”:

“a. per gli esercizi futuri, in assenza di delibera di variazione delle misure di imposta, le medesime si intendono automaticamente confermate, in attuazione al disposto di cui all’art. 1, comma 169 della L. 296/2006;
b. per la gestione dell’imposta e per l’adozione di ogni provvedimento ed attività connessa alla gestione della medesima, occorre nominare un funzionario responsabile dell’imposta di soggiorno;
c. nella legge di stabilità per l’ anno 2016 si prevede che al fine di contenere il livello complessivo della pressione tributaria, in coerenza con gli equilibri generali di finanza pubblica, per l’anno 2016 e’ sospesa l’efficacia delle leggi regionali e delle deliberazioni degli enti locali nella parte in cui prevedono aumenti dei tributi e delle addizionali attribuiti alle regioni e agli enti locali con legge dello Stato rispetto ai livelli di aliquote o tariffe applicabili per l’anno 2015. Sono fatte salve,per il settore sanitario, le disposizioni di cui all’articolo 1,comma 174, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e all’articolo 2, commi 79, 80, 83 e 86, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, nonché la possibilità di effettuare manovre fiscali incrementative ai fini
dell’accesso alle anticipazioni di liquidita’ di cui agli articoli 2e 3 del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, e successivi rifinanziamenti. La sospensione di cui al primo periodo non si applica alla tassa sui rifiuti (TARI) di cui all’articolo 1, comma 639, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, ne’ per gli enti locali che deliberano il predissesto, ai sensi dell’articolo 243-bis del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, o il dissesto, ai sensi degli articoli 246 e seguenti del medesimo testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000”.

Allegato
n285 del 30122015

Redazione Stato Quotidiano.it – RIPRODUZIONE RISERVATA



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