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Bridgestone, Tatarella interroga Commissione Europea

Bridgestone, Tatarella interroga Commissione Europea
05 marzo
18:10 2013
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Salvatore Tatarella al PE (ST)

Bari – “SUL caso Bridgestone intervenga anche la Commissione europea”. Lo ha chiesto con una interrogazione urgente il parlamentare europeo Salvatore Tatarella (Fli). In particolare il deputato ha chiesto alla Commissione di conoscere quali iniziative intenda assumere, di concerto con le autorità nazionali, per garantire i livelli occupazionali minacciati dalla improvvida decisione della Bridgestone di chiudere lo stabilimento di Bari, licenziando tutti i 950 occupati.

L’interrogante, dopo aver rilevato che la Bridgestone ha recentemente inaugurato un nuovo stabilimento in India e intende aprirne uno nuovo in Cina, chiede anche di conoscere quali iniziative la Commissione intenda assumere per impedire il progressivo impoverimento del sistema produttivo europeo a causa dei sempre più frequenti processi di delocalizzazione
in aree extraeuropee, spesso neppure giustificati da una reale situazione di crisi delle aziende coinvolte. “È il caso della Bridgestone – accusa l’europarlamentare – che nel 2012
ha raddoppiato i suoi profitti e oggi non ritiene utile riconvertire lo stabilimento di Bari”. Tatarella chiede anche di sapere se sono state rispettate le direttive 2002/14 CE del 2002
sulla informazione e consultazione dei lavoratori e 98/59 CE del 1998 sul riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di licenziamenti collettivi e, infine, se la Commissione Europea intenda attivare il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione ( Feg ) a sostegno dei lavoratori della Bridgestone.


FOCUS CRISI.
950 posti persi. Bridgestone Europe, società con sede a Zaventem in Belgio, ha annunciato oggi la decisione di avviare le procedure per la chiusura dello stabilimento di pneumatici per autovetture di Modugno (Bari), un impianto sorto nel 1962 e diventato Bridgestone nel 1988.


La fabbrica di Bari, che conta circa 950 dipendenti, è uno degli 8 impianti di pneumatici del gruppo in Europa, che produce anche in Spagna, Francia, Polonia e Ungheria ma, come si precisa in una nota aziendale, la decisione non ha alcuna conseguenza sulle altre strutture del gruppo presenti in Italia, uno dei mercati chiave in Europa, quali il Centro Europeo di Ricerca & Sviluppo di Roma e la struttura commerciale di Agrate Brianza (Monza).


Redazione Stato

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1 Commento

  1. avv. Gegè Gargiulo
    avv. Gegè Gargiulo marzo 05, 19:18

    Da: avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali.it)

    Ogni lavoratore ha il diritto di visionare le “carte” relative alla promozione del “collega”!

    Il Consiglio di Stato ha recentemente affermato che ogni lavoratore ha il libero accesso agli atti dell’iter amministrativo che ha portato alla promozione di un dipendente e collega nella stessa azienda. ( così Cons. Stato sent. n. 892/2013)

    Se il datore di lavoro è una pubblica amministrazione, qualora vi sia un procedimento per assegnare un posto più alto in carriera, ogni dipendente “scartato” può chiedere di accedere agli atti amministrativi e verificare i criteri di valutazione che hanno portato alla promozione del collega concorrente.

    L’amministrazione può negare tali documenti solo se dimostra di non esserne più in possesso. Si tratta però di una prova che va offerta in modo preciso e deve riferirsi a fatti specifici; non può quindi l’ente giustificarsi col fatto che, ormai, è decorso molto tempo o che i documenti sono stati spostati altrove.

    Questi sono i principi stabiliti dal Consiglio di Stato nella propria sopra richiamata sentenza. Il dipendente pubblico che ritiene di essere stato valutato male e superato ingiustamente dal collega, nell’ambito di una procedura di promozione, è quindi libero di verificare – e deve essere messo nelle condizioni di farlo – se il concorrente aveva tutte le carte in regola.
    Foggia, 5 marzo 2013 Avv. Eugenio Gargiulo

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