Manfredonia
Grande affluenza di pubblico ieri a Palazzo Celestini per gli aggiornamenti sul progetto Energas

Conferenza No Energas Caons, Cripezzi “Sensibilizzarsi può significare vincere” (VD)

Arrivati a quest’ora, però, il punto non dovrebbe essere l’attenzione del pubblico, ma il livello di una qualsivoglia ipotetica contaminazione della città

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Manfredonia. Un pubblico tardivo ma appassionato, e soprattutto numerosissimo, quello che ha assistito alla Conferenza No Energas a Palazzo Celestini, ieri, a cui si era recato per avere risposta al quesito principale: a che punto siamo con la ‘faccenda’ Energas?

La conferenza, organizzata in tempi ristretti dal CAONS e strutturata come una tavola rotonda, prevedeva l’esposizione di una serie di foto, mappe e dettagli dell’area di Santo Spiriticchio, interessata dal progetto, e diversi interventi a difesa dei valori che il progetto del deposito gpl comprometterebbe. Un incontro che ha visto una ‘tirata di somme’ per tutti i cittadini che, ancora non del tutto o non sufficientemente informati, volessero capire cos’è Energas e cosa il progetto potrebbe ipoteticamente in definitiva minacciare.

Gli interventi dell’ingegnere Matteo Starace, rappresentante del CAONS, dell’Architetto Ercole Guerra, del professor Tommaso Prencipe (che ha sostituito il Dottor Paolucci, impossibilitato a presenziare) sono stati organizzati in modo puntuale, tanto da riportare alla ribalta la questione davanti ad una sala ‘calda’. Sotto accusa, come già comunicato, la grandezza del deposito di gpl proposto: capacità complessiva di 60.000 mcper 12 serbatoi di 102 m di lunghezza totale e 8 m di altezza. Poi, l’apparato ausiliario di cui necessiterà: 5 km di gasdotto sul fondo del mare e ulteriori 5 km sottoterra. Il parcheggio delle navi gasiere, nella quantità di 4 o 5 al mese almeno. La distanza di sicurezza da rispettare da parte di natanti e altre imbarcazioni. La compromissione della pesca, soprattutto del bianchetto, che “ha fatto la fortuna della città”. Il rischio di ‘sollevare’ qualcosa di indefinito dal fondale, che in ogni caso “è meglio resti dov’è”. Il rischio che la natura “si riprenda ciò che era suo” al momento meno opportuno, e ancora: “il rischio sismico, il rischio di alluvioni, il rischio di incidenti”. E, romanticherie e mollezze a parte, il rischio tangibile per chi ama la città: non vedere mai più il golfo per com’è ora.

Ad essere difesi, i valori archeologici, paesaggistici, naturalistici dell’area in questione. I ritrovamenti archeologici, databili al Neolitico. La presenza di Cymodocea nodosa, protetta da una Convenzione. Le specie di flora e fauna anch’esse protette, facenti parte, non a caso, di un’area del Parco Nazionale del Gargano, prima che un cerchio a matita sulla mappa la escludesse inspiegabilmente. Valori al momento sottovalutati dalla cittadinanza, un gap che con la necessità e l’invito ad avvicinarsi, il CAONS e tutte le altre associazioni sperano di colmare.
A supporto, la direttiva Seveso II- d. lgs 334/99 sulle attività a rischio di incidente rilevante, sulla base della quale il Comune già fece opposizione, in quanto la località Santo Spiriticchio giace su un declivio classificato come D3-E, a ridosso della SS89. Un pericolo abbastanza grande, quindi.

Di notevole impatto l’intervento di Enzo Cripezzi, Presidente della Lipu, che ha deciso di presentarsi in maniera originale: “Ho la qualifica di Dottore (spero che Menale non se la prenda, non ho nemmeno lo yacht…) e parlo di fantasmi e di un Professore!”. Cripezzi racconta una storia: quella di un grande piano di lottizzazione edilizia a Taranto, in zona SIC, a ridosso di una pineta e di zone naturalisticamente rilevanti. “Nel corso del progetto, emersero le prima criticità ambientali, ma diversi interventi cercarono di svalutare l’importanza naturalistica dell’area tarantina. Esponemmo le nostre considerazioni e controdeduzioni alla Regione Puglia in quanto l’area era soggetta a inondazione. Arrivammo ai ferri corti, diffidando le amministrazioni comunali, finché la Regione diede il suo parere negativo” Fatti i dovuti collegamenti, Cripezzi ha proseguito: “Energas si è scomodata a Bari a commissionare lo studio ambientale all’esimio professor Matarrese, che ritroviamo oggi dato che era lo stesso professore ad aver fatto l’analisi ambientale per dimostrare che la lottizzazione nel tarantino si potesse fare. Matarrese ha redatto lo studio di impatto ambientale presentandolo al ministero con una serie di strafalcioni. Io mi rifiuto di credere che un professore di grosso calibro faccia errori o non sappia l’importanza di certe cose, al di là della tipologia del progetto!”. Cripezzi discute poi dell’urbanizzazione selvaggia in Pianura Padana e dei tentativi di tornare indietro, su proposta degli agricoltori: “Il mondo va in un’altra direzione, quella di salvare il salvabile”. E per farlo è necessario rispettare la vocazione di un territorio, anche se “il sogno che l’Enichem rappresentava per Manfredonia ha trasformato in industriali le aspettative dei giovani, allontanandoli da pesca e agricoltura.”

“Non bisogna permettere che una sola zolla di terreno libero venga sacrificato inutilmente. Energas andrà a distruggere un’area grande, condizionare un’area molto più grande. Cosa succede se non realizziamo il progetto? Niente. Assolutamente niente. Cambierebbe l’introito della tasche della società e di chi c’è dietro, perché la compagine è quella della Kuwait, madre di Energas che ha risposto in maniera interdetta” e ha proseguito giustificando il velo di silenzio degli ultimi mesi: “Abbiamo cercato di muoverci in sede comunitaria e anche in sede amministrativa. Energas ha fatto lo stesso, facendo ricorso contro gli atti comunali, quando decise di minacciare i consiglieri”. Nessun margine di trattativa è considerabile, secondo Cripezzi: “Che razza di personaggi sono questi, che credono di aprire un ufficio sul corso per mettere la lenza e far abboccare qualcuno-che in verità ha abboccato ed è stato fermato- e quando si tratta di avere rispetto per la popolazione fa scrivere agli avvocati? Se lasciate la porta semiaperta la spalancheranno col piede”. Poi, conclude facendo notare che i giovani, pur pagando maggiormente il prezzo della disoccupazione, non si sono sottratti dal manifestare. “Un insegnamento di spessore per gli adulti”.

Mentre Starace ha ricordato la raccolta firme ancora attiva e la vertenza ex-Bontempi, dieci interventi da parte del pubblico hanno contribuito a integrare le visioni già espresse in precedenza: finalmente, diverse proposte sono state avanzate, con buona pace di chi non comprende quale alternativa offrire a un territorio minacciato (si rimanda al video della conferenza).

A questo punto, a sensibilizzazione in corso, avvenuta e ancora da farsi, servirebbe chiedersi: cos’altro serve per dire no? Un pubblico interessato, folto, ha assistito alla conferenza di ieri, probabilmente, sensibilizzandosi per davvero. Era ora, e tanto meglio così.

Arrivati a quest’ora, però, il punto non dovrebbe essere l’attenzione del pubblico, ma il livello di una qualsivoglia ipotetica contaminazione della città, la stessa contaminazione che nella storia dell’Italia ha provveduto a mettere al loro posto amministratori, tecnici e politici disposti a sacrificare un territorio per interessi che non verranno neanche condivisi con la popolazione, la stessa che ha reso possibile l’avanzamento di proposte come questa. Una parte di popolazione che era forse presente in sala ieri sera, o almeno alle altre manifestazioni: Energas avanza, mentre la popolazione si ‘sensibilizza’.

Con tutto il rispetto per le altre 1000 diapositive che vedremo sulla gallina prataiola e il gufo garganico (se esiste) sarebbe bellissimo, a questo punto, sapere chi potrebbe aver mentito. Chi ne è a conoscenza? Chi, nel dirlo, se ne assumerebbe i rischi e le responsabilità?

(A cura di Antonella Attanasio, antonellattanasio84@gmail.com)



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Commenti


  • Manfredoniano

    NON VOGLIAMO QUESTO MOSTRO!


  • ezio

    Purtroppo l’energia serve, visto che nessuno vuol rinunciare al benessere, il parco marino Eolico Offshore sarebbe stata un’ottima soluzione più ecosostenibile, ma gli ambientalisti (che hanno uno stile di vita uguale agli altri, non mi risulta che vivano come gli Amish in America) la hanno ostacolata.


  • Giovanni di Bari

    E dove erano le 5 stelle di Manfredonia? Si muovono solo con i big?


  • Indignato speciale

    Vorrei capire perché il prof. Magno, i 5 Stelle, la cosiddetta opposizione in consiglio comunale non fa chiarezza su cosa è accaduto e accade sulla questione dei comparti. Perché fino ad oggi nessuno ha detto niente delle centinaia di famiglie che non sanno che fine hanno fatto i propri soldi per costruire delle case? Perché tutti lo sanno e nessuno dice niente? Perché lo stesso Romani che invece di indignarsi partecipa a cene e cenette con chi dovrebbe essere oggetto di questa analisi? Perché il Sindaco non dice nulla? Io sono indignato che certa gente sieda nei banchi del consiglio comunale e nessuno dica niente. – Spero tanto che qualcuno abbia il coraggio di far uscire pubblicamente queste incongruenze e aiuti davvero le famiglie che fino ad oggi vivono nella disperazione di aver perso tutti i propri risparmi. Altro che Energas e trivelle, giornalisti e politici onesti dove siete?


  • pulcinella

    dalle foto allegate non mi sembra vi fosse molta FOLLA
    salvo che 60 persone possano definirsi tale
    se CAONS è la sigla che racchiude 23 associazioni, vuol dire che ogni associazione è composta mediamente da tre persone.
    ovviamente STATO QUOTIDIANO su questo argomento è molto ATTENTO
    la prossima volta per la manifestazione utilizzeranno una Multipla (SATIRA)


  • Ze Peppe

    Ormai la gente è informata..in giro c’è tranquillità in quanto si sentono tranquilli dalle notizie che il Comune ha detto di no..ma al minimo segnale sarà sicuramente rivolta popolare altro che chiacchere! Manfredonia ha già dato!! Il vostro deposito fatelo nella città di Pulcinella e non qui.


  • gianni

    Grazie per quello che fate per Manfredonia. Certi cittadini hanno la memoria corta o forse erano fuori nel periodo dell’ Enichem e non hanno visto e seguito quello che è successo.
    Per scelte sbagliate di alcuni politici la città ha pagato un prezzo altissimo di disastri ambientali, vite umane, tempo ecc. ecc..
    Oggi non possiamo più ripetere
    gli stessi errori, dobbiamo lottare e dire
    BASTA!
    La nostra Manfredonia ha bisogno
    d’altro. ..IL MEGLIO!


  • Cittadino no gpl

    Provate ad intervistare tutti i Manfredoniani: il 99% è contrario! Non si deve fare!


  • bulbo

    Parole parole Anic, Eniche, Ginomoto ,Manfredonia vetro, e altro, cosa hanno portato in questo paese vi sete mai domandati? le proposte alternative lo dovete kiedere al chi vi ha promesso tante illusione se non si creano delle idee per un sviluppo sano non idee fasulle!!

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