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Le storie dei condomìni italiani meriterebbero di essere inserite in un annuario, o pubblicate sui libri

La situazione dei senzatetto a Manfredonia può aprire agli abusivi?

Per anni, i senzatetto di Roma, dichiarando di abitare in questa strada, sottintendevano una cruda realtà: quella di non avere una residenza

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Manfredonia. Le storie dei condomìni italiani meriterebbero di essere inserite in un annuario, o pubblicate sui libri. Ma tra le convivenze più eterogenee di questa nazione ce n’è sicuramente una: la convivenza nel condominio che non c’è.

Ed era molto affollato, il condominio di Via Modesta Valenti. Per anni, infatti, i senzatetto di Roma, dichiarando di abitare in questa strada, sottintendevano una cruda realtà: quella di non avere una residenza.

Chi è Modesta Valenti

Barbona passata alla storia, Modesta aveva 71 anni quando morì alla stazione Termini di Roma, dove cercava spesso rifugio, come fanno tanti altri tutt’oggi. “Modesta si sentì male proprio alla stazione. Qualcuno chiamò l’ambulanza che accorse dopo poco tempo. Al loro arrivo Modesta era ancora viva. Forse poteva essere salvata se gli infermieri si fossero occupati della povera donna. Ma non lo fecero. La signora, proprio per le condizioni in cui viveva, era sporca, aveva i pidocchi, quindi gli infermieri decisero di non prenderla, di non toccarla. Modesta morì poche ore dopo, tra tante sofferenze. Nessuno si preoccupò di prestarle soccorso.”

La signora non riuscì a farsi soccorrere, morendo per mancanza di cure, ma non fu facile nemmeno autorizzarne il funerale: la Comunità di Sant’Egidio, che la conosceva e che continua a coltivarne la memoria a distanza di 30 anni, chiarì l’equivoco che si era creato circa la sua identità e riuscì a provvedere alla sepoltura soltanto 11 mesi dopo. Cambiare la condizione di chi soffre, come le migliaia di fantasmi che popolano le strade e le campagne delle nostre città, è diventato il desiderio di chi la ricorda.

Se la sua morte…

Nel 2002 il Comune di Roma decise di costituire una via fittizia, con la quale i senzatetto potessero dichiararsi, nel tentativo e con lo scopo di reinserirsi socialmente: “La posizione anagrafica di via Modesta Valenti consente il pieno godimento di alcuni diritti che la condizione di senza fissa dimora preclude: esercitare il diritto di voto, ottenere i documenti d’identità e le relative certificazioni, ottenere ogni tipo di contributo o prestazioni e accedere ai servizi. L’attivazione del servizio prevede da parte del soggetto l’accettazione di alcune norme di comportamento, tra cui il mantenimento di contatti periodici con il servizio sociale; il mancato contatto può determinare la perdita del servizio” (ph. comune di roma)

(FONTE: Modesta Valenti: se una senzatetto offre una casa – WWW.STATODONNA.IT – A cura di Antonella Attanasio)



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Commenti


  • svolta

    Le mani sulla città….. tutto il cemento possibile…. senza un’area a verde. Sembra un caseggiato e non una città, il verde pubblico dov’è…..? Ecco dimostrato in mano a chi sta Manfredonia…. ai palazzinari ed amici e compari….

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