Cronaca

Affidamento incarichi di vertice, Damone: monito sentenza Cassazione


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Damone (Ppdt)

Il consigliere F.Damone (immagine d'archivio - IlGrecale)

Foggia – “L’ATTRIBUIZIONE di incarichi di direzione di strutture di vertice o di ufficio ai dirigenti regionali viene decisa in base alla più bieca e disinvolta clientela, non a caso, infatti, le strutture dirigenziali di servizio sono dirette per lo più da dirigenti (di nuova nomina) “sponsorizzati” da esponenti politici della Giunta Vendola”. Così in una nota il capogruppo della Puglia prima di tutto, Francesco Damone ha rilasciato la seguente dichiarazione.

“Si assiste ad una indecorosa e volgare farsa allorquando, con fittizie sembianze di trasparenza, appare sul sito istituzionale “prima noi” l’ avviso di candidature rivolto a personale dirigenziale regionale , per la copertura di strutture dirigenziali di servizio che si rendono vacanti.
Illudendo i dirigenti, che nel presentare la propria candidatura pensano di partecipare ad una selezione in base alle competenze professionali ed ai curricula, si assiste, invece, a sistematici atti di clientela e di immoralità poiché prima ancora che venga pubblicato l’avviso di candidatura, giàquell’incarico è stato destinato aldirigente Tizio o Caio, amico, parente o simpatizzante del politico di turno. La totale assenza di trasparenza e di correttezza nell’operato di questa Giunta Regionale è un dato acquisito che trova sistematicamente conferma anche nel caso in cui si verifica la necessità di conferire un incarico dirigenziale di vertice. Il malcostume, nella fattispecie, non si limita all’assegnazione dell’incarico al dirigente amico, parente o simpatizzante, ma l’immoralità e la scorrettezza hanno un seguito quando subentra un’altra solerte pedina che si concretizza nel Nucleo di Valutazione dei dirigenti.

Detto nucleo composto da “3 esimi esperti “svolge la sua attività, lautamente compensata, a seguito di nomina e riconferma da parte della Giunta e quindi di essa diretta espressione politica. Il nucleo che non può smentire l’orientamento e le scelte politiche del proprio “datore di lavoro”, attraverso il giudizio di valutazione, conferma l’eccellenza di tali dirigenti, che essendo espressione della volontà politica, annualmente si vedono assegnare il massimo dei punteggi, secondo un criterio metodologico sibillino e non trasparente.

Infatti, a conclusione dell’attività di valutazione, il nucleo non esprime giudizi di merito, ma si limita ad assegnare punteggi (come pagelle scolastiche) che sviluppati in cifre, si trasformano in compensi accessori economici che costituiscono l’indennità di risultato dei dirigenti, esorbitanti per alcuni, sempre i soliti guardacaso (si arriva a superare la cifra di 30.000,00 Euro) e mortificanti per altri che per quanto si adoperino a raggiungere risultati non saranno mai gratificati e giustamente valutati, perché il giudizio non deve essere funzionale a convalidare e giustificare ulteriormente la scelta politica.

Senza che venga operata una seria ed onesta comparazione di merito tra tutti i dirigenti in servizio e senza che venga fornita la giusta conoscenza dell’esito della selezione, attraverso mezzi idonei e trasparenti, quei dirigenti fortemente politicizzati sono incaricati di dirigere strutture di vertice “importanti” perché devono essere funzionali al potere politico, e successivamente godono di ulteriori privilegi economici legati al risultato, tutto per essere conseguenti e coerenti con le scelte dei politici della Giunta Vendola. E’ opportuno, inoltre, rendere note alcune gravi circostanze che riguardano la “terzieta” dei componenti del nucleo di valutazione, poiché e’ dato di sapere che uno dei componenti è stato candidato in una recente competizione politica nel partito SEL di Vendola, mentre l’altro è stato nominato membro di commissione d’esame dell’ultimo concorso regionale per dirigenti! Tali notizie si commentano da sole e sono un macroscopico esempio di come viene inteso il concetto di imparzialità. L’auspicio e l’invito che si rivolge all’Assessore al Personale, nel raccogliere il giusto malumore ed il senso di frustrazione che anima tanti seri ed efficienti dirigenti regionali, è che – dice Damone – si adoperi affinché sia messo un limite al malcostume ormai radicato in ordine all’assegnazione degli incarichi di dirigente di vertice solo ed esclusivamente a coloro che sono sostenuti da uno “sponsor” politico; si pensi di rivedere la designazione dei membri del nucleo di valutazione nella speranza che in futuro si possa verificare una migliore e maggiore obiettività nel valutare seriamente le competenze organizzative, la performances ed i risultati conseguiti dai dirigenti, che rivendicano giudizi sereni ed obiettivi ed una maggiore conoscenza delle strutture che dirigono sia al centro che nelle sedi periferiche della Regione.
D’altra parte si riporta qui di seguito la sentenza della Suprema Corte di Cassazione, che indica la procedura ed il metodo di attribuzione della valutazione stabilendo criteri obiettivi tutti elusi dal Comitato di Valutazione: “La Suprema Corte di Cassazione con sentenza n. 9814 del 14/4/2008 ha specificato che le norme di cui all’art.19 del Dlgs n.165/01, obbligano la P.A. a valutazioni anche comparative all’adozione di adeguate norme di partecipazione ai processi decisionali e ad esternare le ragioni giustificatrici delle scelte, alla luce anche delle clausole generali di correttezza e buona fede nonchè ai principi di imparzialità e di buon andamento di cui all’art. 97 della Costituzione”.

La richiamata pronuncia ha poi concluso che, “nel caso in cui l’amministrazione non abbia fornito alcun elemento circa i criteri e le motivazioni seguiti nella scelta dei dirigenti ritenuti maggiormente idonei agli incarichi da conferire, è configurabile inadempimento contrattuale, suscettibile di produrre danno risarcibile”. La sentenza ha poi concluso che, nel caso in cui l’amministrazione non abbia fornito alcun elemento circa i criteri e le motivazioni seguiti nella scelta dei dirigenti ritenuti maggiormente idonei agli incarichi da conferire, è configurabile inadempimento contrattuale, suscettibile di produrre danno risarcibile.
Speriamo che tali indicazioni forniscano elementi di riflessione alla Giunta Regionale, tali da adeguarsi al dispositivo del provvedimento della Cassazione”, termina il consigliere regionale.


Redazione Stato

Affidamento incarichi di vertice, Damone: monito sentenza Cassazione ultima modifica: 2011-05-05T15:17:04+00:00 da Redazione



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