Cronaca

Foggia, la Gema non ha il fatturato per la gestione Tributi, Tar respinge


Di:

Comune di Foggia (St)

Bari – DI conseguenza “l’esclusione della Gema, ad un sommario esame proprio della fase cautelare, appare legittima poiché la stessa non possiede un fatturato (inteso quale volume d’affari) pari a quello indicato nel disciplinare (rectius €. 40.000.000,00)“.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia (Sezione Prima) ha respinto l’istanza cautelare relativa al ricorso presentato dalla Gema s.p.a., rappresentata e difesa dall’avv. Michele Perrone, contro il Comune di Foggia, rappresentato e difeso dagli avv. Michele Barbato e Luigi d’Ambrosio e nei confronti di Aipa s.p.a., rappresentata e difesa dagli avv. Lucio Riccardi, Maurizio Zoppolato e Marco Napoli, per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del provvedimento di esclusione (della stessa Gema) di cui alla determinazione dirigenziale n. 291 dell’11.4.2011, notificata con nota 14 aprile 2011 (“Provvedimenti ai sensi dell’articolo 48, comma 1, D. Lgs. N. 163/2006 e S.M.I., nei confronti della società Gema spa, quale seconda classificata nella procedura di gara relativa all’affidamento in concessione del servizio di accertamento, liquidazione e riscossione tributi del Comune di Foggia ”) del provvedimento di aggiudicazione definitiva di cui alla determinazione dirigenziale n. 211 del 2011, notificata con nota del 4 apri 2011 e di tutti gli atti relativi alla gara per l’affidamento del servizio di accertamento, liquidazione e riscossione di tributi ed entrate comunali, di cui al bando pubblicato in G.U.C.E. 26.11.2010 e in G.U.R.I. 3.12.2010, nonché di tutti gli altri atti specificamente indicati in ricorso e nonché per il risarcimento del danno.

Costituzione in giudizio del Comune di Foggia e di Aipa s.p.a con successiva domanda di sospensione dell’esecuzione dei provvedimenti impugnati, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente. Relatore nella camera di consiglio del 4 maggio 2011 il dott. Francesco Cocomile.

Per il Tar ritenuto che, conformemente a quanto sancito nella nota di chiarimenti fornita dalla stazione appaltante (Comune), “l’art. 11 del disciplinare di gara deve essere correttamente interpretato”, relativamente al requisito del fatturato globale d’impresa nel senso di volume d’affari (i.e. gestione degli introiti); che, diversamente da quanto sostenuto da parte ricorrente, il requisito relativo al fatturato globale (€. 40.000.000,00 nell’ultimo triennio) “non può ritenersi soddisfatto dagli introiti gestiti per conto del Comune di Foggia negli anni 2007 – 2008 – 2009 e quindi dal gettito complessivo dei tributi incassati, dovendosi viceversa aver riguardo all’aggio (o compenso del concessionario)”; che conseguentemente l’esclusione della Gema, “ad un sommario esame proprio della fase cautelare, appare legittima poiché la stessa non possiede un fatturato (inteso quale volume d’affari) pari a quello indicato nel disciplinare (rectius €. 40.000.000,00)”.

L’AGENZIA DELL’ENTRATE “SMENTISCE” LA MATURAZIONE DI UN FATTURATO SPECIFICO PER LA GEMA NELL’ULTIMO TRIENNO DI OLTRE 23 MILIONI DI EURO – Sempre secondo i giudici del Tribunale amministrativo regionale di Bari considerato che, quanto alla censura relativa alla asserita sproporzione della clausola del disciplinare di gara in esame (art. 11), la stessa censura è “tardiva” dato che “ha ad oggetto una clausola della lex specialis di gara relativa ad un requisito di partecipazione che andava impugnata nel termine decadenziale decorrente dalla pubblicazione del disciplinare di gara; che comunque la clausola – per il Tar – “non appare sproporzionata se si tiene conto della circostanza che tra le caratteristiche della concessione per cui è causa figura l’obbligo, per il futuro aggiudicatario, di versare alla amministrazione ogni anno ed in ogni caso un minimo garantito non inferiore ad €. 38.000.000,00 al netto dell’aggio”. Inoltre, quanto all’affermazione di GEMA s.p.a. secondo cui la stessa avrebbe maturato nell’ultimo triennio un fatturato specifico pari ad oltre € 23.000.000,00, la stessa affermazione risulta “smentita dalle risultanze dell’Agenzia delle Entrate”. Ritenuto infine che, alla stregua di Cons. Stato, Ad. Plen., 7 aprile 2011, n. 4, una volta accertata la legittimità della esclusione di GEMA s.p.a., “la stessa è priva di legittimazione ad impugnare gli esiti della procedura selettiva e ritenuto conseguentemente che non sussiste il presupposto cautelare del fumus boni iuris necessario per la concessione della misura cautelare richiesta, il Tar ha dunque respinto l’istanza cautelare”.


Redazione Stato, riproduzione riservata

Foggia, la Gema non ha il fatturato per la gestione Tributi, Tar respinge ultima modifica: 2011-05-05T23:17:34+00:00 da Redazione



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