Eventi

La Santificazione di Padre Pio un record per papa Wojtyla


Di:

Nuova chiesa San Giovanni Rotondo (fonte: sanremobuonenotizie.it)

Foggia – PROBABILMENTE papa Benedetto batterà di gran lunga il record, dichiarando Santo papa Wojtyla a pochi anni dalla morte, il 2 aprile 2005, ma intanto, santificando Padre Pio, papa Giovanni Paolo II segnò un primato per il suo pontificato nella storia della Chiesa. Prima del 16 giugno 2002, quando proclamò frate Forgione San Pio, nessuno negli ultimi secoli era salito agli altari a così poca distanza dalla morte (settembre 1968). “Ad onore della Santissima Trinità, per esaltazione della fede e l’incremento della vita cristiana, con l’autorità di Nostro Signore Gesù Cristo, dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e Nostra, dopo aver lungamente riflettuto, invocato più volte l’aiuto divino e ascoltato il parere di molti Nostri Fratelli nell’Episcopato, dichiariamo e definiamo Santo il Beato Padre Pio da Pietrelcina e lo iscriviamo nell’albo dei Santi e stabiliamo che in tutta la Chiesa egli sia devotamente onorato tra i Santi”. Erano le 10.25 della domenica di metà giugno e il Santo Padre officiava una celebrazione solenne davanti a centinaia di migliaia di devoti di Padre Pio da tutto il mondo, che affollavano piazza San Pietro e via della Conciliazione.

Per la verità, Wojtyla si sarebbe superato pochi mesi dopo, facendo santo Escrivà de Balaguer, fondatore dell’Opus Dei, morto appena nel 1975, ma questo non toglie il significato della riconosciuta santità del cappuccino di Pietrelcina e San Giovanni Rotondo. Le canonizzazioni sono state rilanciate da Pio XI, papa Ratti, che fissando pur sempre delle regole rigorose per il riconoscimento della santità, tra il 1922 e il 1929 ha proclamato 34 santi, contro i 3-4 dei due papi che lo avevano preceduto nel Novecento.

Tornando alla canonizzazione di San Pio, quel caldissimo 16 giugno del 2002 il Papa si rivolgeva direttamente al nuovo santo, nel corso della celebrazione, invocando aiuto nella preghiera e, profeticamente, chiedendo di “accompagnarci ‘nel pellegrinaggio terreno verso la Patria beata, dove speriamo di giungere anche noi”. Ma cos’è il Paradiso? Dai microfoni di Radio Maria e per i tipi delle Edizioni Ares, il direttore Livio Fanzaga lo presenta così – “Il Paradiso” è il titolo di un volume, (192 pp. 16 €) – si tratta di “un tema fondamentale della fede cristiana, principio e termine della storia della salvezza: la cacciata dall’Eden contrassegna la fase dell’umanità soggetta all’impero delle tenebre, nessuno è mai potuto andare in Paradiso prima che Gesù redimesse il mondo”. Il ladro pentito è entrato con la schiera degli uomini giusti, che avevano atteso dalla creazione. “Cristo ha riacquistato il Paradiso perduto versando il suo sangue”, ricorda padre Livio. Ma come parlare di beatitudine, se oggi è in difficoltà perfino il nucleo base? È “La famiglia imperfetta”, Ares 160 pp. 12 euro, come la chiama la neuropsichiatra infantile Mariolina Ceriotti Migliarese, ma suggerisce come “trasformare ansie e problemi in sfide appassionanti”. Vanno riscoperti l’affettività e il sorriso, il rispetto tra le generazioni, la comprensione fra genitori e figli. E non c’è una famiglia senza una casa. Maria Ajroldi (“Dimensione casa”, 200 pp. 12 €) riconosce alle donne la titolarità di “quella cultura della cura” alla quale deve restare affidato il “senso più profondo dell’esistenza e dei rapporti sociali”. La casa è “il centro del mondo” e la donna è “il centro di questo centro”, il perno dal quale fioriscono “la collaborazione, la condivisione, l’impegno disinteressato, la libertà partecipata, il senso della vita”.


Redazione Stato

La Santificazione di Padre Pio un record per papa Wojtyla ultima modifica: 2011-05-05T13:08:09+00:00 da Redazione



Vota questo articolo:
1

Commenti


  • Avv. F.Traversi (Ass.Pro Padre Pio)

    L’Avvocato Francesco TRAVERSI, nella qualità di presidente dell’Associazione Pro Padre Pio – L’ Uomo della Sofferenza, veniva contattato dalla S.R.L. TELEMACO, con sede in Roma, che gli chiedeva la disponibilità ad essere intervistato sul tema della riesumazione di Padre Pio e sul business dei Frati di San Giovanni Rotondo.
    Veniva concordata la data delle riprese dell’intervista ed, espletata l’ inchiesta, veniva posto in vendita il D.V.D., a decorrere dal giorno 16 giugno 2011, per l’occasione dell’anniversario del nono anno dell’avvenuta canonizzazione di Padre Pio, che aveva offerto la vita al servizio degli ultimi, dei diseredati ed è stato sollievo della sofferenza dell’umanità, per speciale permissione di Dio e Dio lo ha glorificato.

    Dalla visione del D.V.D. emerge, che il tema trattato non è pertinente a quello enunciato all’Avvocato Francesco TRAVERSI, nel quale emergono affermazioni riconducibili ad alcuni intervistati, in particolare tali Piergiorgio ODIFREDDI, Marco D’ERAMO, Armando DE VICENTIS, Orazio LA ROCCA, Giovanni Maria BELLU, Gianluigi LUZZI i quali hanno colto l’occasione per calunniare Padre Pio, attribuendogli condotte totalmente mistificatorie, false, diffamanti e calunniose.

    In particolare, i predetti soggetti hanno falsamente dichiarato che Padre Pio si serviva dell’acido fenico per procurarsi le stimmate alle mani.
    Detti soggetti hanno dato aria alle loro frustrazioni, avendo scientemente ignorato che, dal giorno 14 al 21 giugno 1921, l’inquisitore del Vaticano, Mons. Raffaello Carlo ROSSI si recava a San Giovanni Rotondo, espletava indagine su Padre Pio, interrogando una cinquantina di persone, ed accertava che “il divino si manifestava davvero nel frate Padre Pio di Pietrelcina o almeno nelle sue mani”, “le stigmate erano un fatto reale, impossibile negarlo”; pertanto escludeva ogni intervento diabolico ed ogni frode umana.

    Il Vaticano aveva promosso l’indagine apostolica in base alle falsità, accertate, riconducibili al Vescovo di Manfredonia Mons. Pasquale GAGLIARI e ad alcuni religiosi di San Giovanni Rotondo a causa della loro vile meschinità.
    Inoltre, i soggetti intervistati hanno sostenuto che Padre Pio approfittasse della disponibilità di numerose pie donne a soddisfare i suoi appetiti sessuali”.

    E’ una grave calunnia:
    Padre Pio aveva un unico obiettivo, di riportare le anime a Cristo, allo stesso modo in cui Gesù si mostrava accogliente nei confronti dei soldati romani, degli Zeloti Ebraici, facoltosi pubblicani, miseri straccioni, membri del Sinedrio e prostitute”.
    “Padre Pio, nelle sue funzioni sacerdotali, era retto, semplice, delicato, intento a svolgere un gravoso e prezioso lavoro spirituale. Tutto si svolgeva con ordine, pace e piena soddisfazione, sia dei compaesani di Pietrelcina, degli abitanti di San Giovanni Rotondo e dei fedeli di ogni luogo del mondo.”
    Padre Pio, non ha mai approfittato di nulla, tantomeno delle figlie spirituali, ne divenne guida, educandole ed indirizzandole verso i valori e la realtà spirituale in cui credeva.
    Dette figlie diventarono persone straordinarie agli occhi del mondo, con il loro donarsi senza chiedere alcun corrispettivo, per la profusione del loro impegno giornaliero e per l’assistenza e la cura degli ultimi.
    Padre Pio con le figlie spirituali aveva sentimenti paterni, egli le amava con grande tenerezza; l’amore, nella sua eccezione suprema che era solo dono.
    Partecipazione assoluta, gratuita, all’altro, per il bene dell’altro.
    Padre Pio, senza fare alcuna distinzione, aveva costituito un legame speciale con MORCALDI Cleonice, CAMPANILE Vittoria e la sorella Nina, PYLE Mary, POMPILIO Maria, GIOVANNI Carolina, BELLONI Tina, IECI Olga, la contessa Caterina TELFENER, BRENNA Paola e con ogni persona che si avvicinava a lui.
    Don Umberto TERENZI, a causa del rifiuto di Padre Pio di concedergli delle somme per la costruzione di una basilica a Roma, corrompeva economicamente una psicopatica di San Giovanni Rotondo (tale SERRITELLI Elvira), gravemente frustrata dalla gelosia nei confronti delle figlie spirituali di Padre Pio, la quale veniva indotta a sottoscrivere una dichiarazione, con la quale affermava di aver avuto due o tre volte alla settimana rapporti sessuali continui con Padre Pio, dal 1920 al 1931 (nel mese di Settembre 1960, interrogata dall’Inquisitore apostolico don Carlo MACCARI ritrattava e confessava di essere stata indotta da Don Umberto TERENZI a sottoscrivere detta falsità).
    Si osserva, infine, per quanto concerne alle presunte ricchezze di Padre Pio, che tutte le offerte che pervenivano al Convento di Santa Maria delle Grazie, erano gestite dal Padre Guardiano, unitamente a Padre Pio, ed esse venivano destinate ad opere di carità, in particolare:

    1) Padre Pio finanziò l’apertura di una scuola di Arti e Mestieri in San Giovanni Rotondo, attualmente ancora attiva;

    2) Padre Pio, nel corso dell’anno 1922 -1923, faceva versare la somma di Lire 90.000 alla Congrega della Carità per l’asilo di mendicità;

    3) Padre Pio, nel corso dell’anno 1922 -1923, faceva versare la somma di Lire 40.000, per la riattivazione del locale del Monte;

    4) Padre Pio, dal 1919, faceva versare continui sussidi al ricreativo degli orfani di guerra;

    5) Padre Pio, continuamente, faceva fornire di aiuto materiale, medicine, vitto, vestiario, fitto di case, tutti i poveri e bisognosi della locale città di San Giovanni Rotondo;

    6) Padre Pio faceva erogare aiuti economici ai Conventi di altre Province;

    7) Padre Pio si attivava al collocamento in Istituti Religiosi di giovani donne povere, sole, abbandonate, facendo fornire a loro i corredi, nonché si attivava per il collocamento di giovani disoccupati e nulla facenti;

    8) Il Comune di San Giovanni Rotondo, dall’anno 1863, era privo dell’Ospedale Civile e/o di pronto soccorso, per l’assistenza degli ammalati, i quali per l’eventuali necessità di ricovero dovevano essere trasportati presso l’ Ospedale Civile di Foggia. Padre Pio, con le offerte ricevute dai fedeli, fece finanziare la costruzione di un piccolo Ospedale, successivamente denominato Ospedaletto Civile San Francesco, che venne inaugurato nel mese di Gennaio 1925.

    9) La “ Casa Sollievo della Sofferenza”, inaugurata il 5 maggio 1956, in cui prestano attività lavorativa circa duemila persone ed è nota in tutto il mondo per la sua eccellenza, in quanto i degenti vengono assistiti “tutti” con la massima attenzione, con l’opportuna presenza di suore e religiosi. 10) Padre Pio fece edificare la Basilica di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Rotondo, annessa al Convento, inaugurata il 1 luglio 1959, nella cui cripta venne edificato il luogo della sepoltura di Padre Pio.

    Si coglie l’opportunità per rilevare, che, nell’anno 1923, FORGIONE Grazio, padre di Padre Pio, partì da Pietrelcina e si recò a San Giovanni Rotondo per chiedere al figlio un po’ di soldi. Padre Pio gli replicò che aveva fatto voto di povertà e che ogni offerta fatta dai fedeli non era per sé ma per compiere opere di carità. Forgione Grazio riuscì ad ottenere dai confratelli di Padre Pio il corrispettivo del costo del biglietto della corriera per far ritorno al paesello.

    Inoltre, la Signora DI NUNZIO Giuseppa Maria in FORGIONE, detta mamma Peppa, madre di Padre Pio, per l’occasione delle feste del Santo Natale, il giorno 23 dicembre 1928, si recò a San Giovanni Rotondo, venne ospitata dalla terziaria francescana, Mary PYLE, l’americana, alla quale si presentò con uno scialle, che le serviva per coprirsi (unica sua ricchezza). L’americana tentò di donarle un cappotto che mamma Peppa rifiutò.

    La sig.ra Giuseppa Maria Di Nunzio, nella notte del 29 dicembre 1928, si ammalò di polmonite, in quanto non aveva indumenti e/o abiti per contrastare il freddo e il giorno 3 gennaio 1929 decedette; venne sepolta nel Cimitero di San Giovanni Rotondo. Padre Pio, per tutta la sua vita sacerdotale, non ha mai fatto sfoggio di alcun benessere economico ed ebbe ad indossare tre Saio.

    Per quanto attiene alla sua ricchezza materiale, ogni bene, mobile ed immobile riconducibile alla persona di Padre Pio è stato acquisito dal Vaticano, in persona del Santo Padre del tempo (Papa Giovanni XXIII, il carceriere di Padre Pio, che dispose la persecuzione di Padre Pio), con un primo testamento olografo del 4 ottobre 1960, su espresso ordine di mons. Carlo MACCARI, l’inquisitore apostolico.

    Successivamente, su espressa richiesta del Vaticano, vennero portati a Padre Pio due ulteriori testamenti olografi, che Padre Pio sottoscrisse entrambi in data 11 maggio 1964; con tali testamenti, ogni suo bene veniva rimesso nella disponibilità del pontefice Paolo VI.

    L’associazione Pro Padre Pio – L’Uomo della Sofferenza, anche a nome di MASONE Pio, nella sua qualità di pronipote di Padre Pio, si riserva ogni azione giudiziaria per la tutela del buon nome di Padre Pio, gravemente diffamato dai soggetti sopra specificati.

    Avvocato Francesco TRAVERSI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Share This