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"Lui è solo quello che a un certo punto sceglie di dire basta"

Bari, 18enne si toglie la vita. Arcigay: “Una sconfitta per tutti”

"Lo Stato è ancora in grado di farsi carico davvero della salute e del benessere dei suoi cittadini?"


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Bologna, 5 maggio 2016 – “Una notizia terribile, un dolore immenso”: Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay, commenta la notizia del 18enne gay che si è tolto la vita a Bari. “Il racconto del contesto in cui è maturata la tragica volontà del giovane – dice Piazzoni – ci pone interrogativi molto seri. Innanzitutto sulla qualità della vita di un ragazzo di 18 anni come lui, in secondo luogo sulle sue disperate e reiterate richieste d’aiuto, esplicite e inconfondibili, che non sono state sufficienti a garantirgli il sostegno necessario. Siamo tutte e tutti interpellati se un adolescente omosessuale decide di togliersi la vita, perché quella vita difficile gliel’hanno cucita addosso gli altri, lui non c’entra. Lui è solo quello che a un certo punto sceglie di dire basta. Contro l’omofobia servirebbe una legge, certo, e ancora non l’abbiamo: giace mal scritta da centinaia di giorni al Senato. Ma contro l’omofobia, il razzismo, la xenofobia, il sessismo servirebbe anche un impegno diffuso, la responsabilizzazione di tutte e tutti. Perché un Paese migliore, in cui a un diciottenne non passi la voglia di vivere, ce lo dobbiamo costruire noi, innanzitutto. Poi però c’è anche un altro aspetto in questa vicenda, molto concreto, che deve interpellare le amministrazioni locali e il Governo: come si può non intercettare queste richieste d’aiuto? Quali lacune gravi ha un sistema di welfare che non riesce a intervenire e a incidere in questa parabola terribile? Lo Stato è ancora in grado di farsi carico davvero della salute e del benessere dei suoi cittadini? Oltre alle domande resta il dolore: di chi apprende questa storia, ma soprattutto di tutte le persone che hanno voluto bene a quel ragazzo e del compagno che lo ha amato: a loro ci stringiamo e mandiamo tutto il nostro affetto”, conclude Piazzoni.

SCALFAROTTO: “A BARI UNA VITTIMA D’ODIO CHE NON SIAMO RIUSCITI A SALVARE”. “Il diciottenne che si è buttato sotto un treno a Bari nella notte fra martedì e mercoledì è l’ennesima vittima della subcultura omofobica; una di quelle vittime che non siamo riusciti a salvare” lo dichiara il sottosegretario Ivan Scalfarotto. “L’imminente approvazione della legge sulle unioni civili” prosegue il sottosegretario “rappresenta un cambio di passo, la caduta di un muro, la legge produrrà finalmente l’infrangersi del pregiudizio davanti alla forza dell’esperienza della vita di ciascuno. Dobbiamo farne la chiave di volta per un ulteriore impegno delle istituzioni, della scuola, della società civile e dell’opinione pubblica che serva anche a salvare delle vite, a interrompere questa atroce scia di dolore e di lutti.” “Chi per fanatismo o pregiudizio si scaglia contro i programmi di educazione al rispetto nelle scuole” prosegue l’esponente Pd “chi spaccia per provvedimenti liberticidi le leggi tese a combattere i crimini d’odio e il loro humus, rifletta e consideri il prezzo altissimo che ancora sono costretti a pagare quanti non chiedono altro che vivere la propria vita e perseguire la propria felicità con serenità ed alla luce del sole.” “Per questo dobbiamo assolutamente riprendere il filo della legge contro l’omofobia, una legge che ha fini educativi prima ancora che di repressione. Ogni vita spezzata dall’ignoranza e dal pregiudizio” conclude Scalfarotto “diminuisce ciascuno di noi. Ed è forse ancora più amara in quella che sappiamo essere una vigilia di libertà”

Bari, 18enne si toglie la vita. Arcigay: “Una sconfitta per tutti” ultima modifica: 2016-05-05T13:39:55+00:00 da Redazione



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Commenti


  • vittoria gentile

    Educazione affettiva e sessuale nelle scuole già dall’infanzia curriculare, e non progettuale. E poi informazione, conoscenza e competenza per tutti; a partire dalla nozione base che l’omosessualità è una variante normale del comportamento sessuale umano. Salute e tutto ciò fa parte della salute delle persone, rimane, soprattutto prevenzione e informazione.


  • Pasquale

    Insieme all’altro problema del BULLISMO molto diffuso sin dalla prima infanzia, oltre alla prevenzione e informazione, ci vogliono delle condanneREPRESSIVE pesanti da poter far passare l’idea di essere ” superiore” all’altro, senza sapere che con tali comportamenti possono definirsi dei PERFETTI IMBECILLI da raddrizzare anche con metodi mazzate in testa.
    Questo e’ l’unico modo di difesa ed essere lasciato in pace e non essere sottomesso da semplici dementi che nella società non valgono e contano NULLA.


  • vittoria gentile

    L’intervento repressivo, secondo termini di legge, è utile ma conta molto di più il lavoro e il confronto faticoso, non strillato, quotidiano e costante con la lesta, il cuore e i comportamenti delle persone, sin dalla prima infanzia (cosa che tra l’altro aiuta a sentirsi davvero liberi). E questo rimane un punto fermo

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