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Si sono chiusi a San Giovanni Rotondo i festeggiamenti per il 60° anniversario dell'Ospedale

“Con Casa Sollievo e Gruppi di Preghiera, Padre Pio ha tracciato modello di vita cristiana integrale”

Ai nostri giorni sono ancora tanti "gli ammalati che soffrono l'abbandono e la solitudine pur vivendo in contesti cristiani e che subiscono quella che Papa Francesco chiama "la logica dello scarto"

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Foggia. Con la Concelebrazione Eucaristica di giovedì 5 maggio, si sono chiusi a San Giovanni Rotondo i festeggiamenti per il 60° anniversario dell’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza, l’Opera di San Pio da Pietrelcina da lui fortemente voluta e inaugurata nel maggio del 1956. Durante l’omelia, il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento e presidente della Commissione Episcopale per il Servizio della Carità e della Salute della C.E.I, ha più volte sottolineato la particolarità di un ospedale che poggia le sue fondamenta sulla sapienza di Padre Pio. “Un sapienza intesa come esperienza di Dio, che lo ha spinto a realizzare un’opera che in questi 60 anni ha curato tante piaghe e ha dato conforto a centinaia di migliaia di ammalati”. Il Santo di Pietrelcina intuì inoltre “che la cura degli ammalati non avrebbe potuto raggiungere il suo obiettivo senza il supporto della preghiera; così come era certo che la preghiera rischiava di risultare sterile se non sfociava nel bisogno di farsi carico, anche concretamente, delle sofferenze fisiche e morali di tante persone. Con le due realtà, la Casa Sollievo e i Gruppi di Preghiera, Padre Pio ha voluto tracciare un modello di vita cristiana integrale”.

Ai nostri giorni sono ancora tanti “gli ammalati che soffrono l’abbandono e la solitudine pur vivendo in contesti cristiani e che subiscono quella che Papa Francesco chiama “la logica dello scarto”. Sono considerati un peso, un ostacolo al benessere, un fastidio di cui liberarsi”. Ha poi concluso: «Casa Sollievo appare, a distanza di 60 anni, sempre più una profezia e una sfida. In questa giornata, più che sfogliare l’album dei ricordi, dovremmo accendere la fantasia dello spirito per immaginare quanto siamo chiamati a compiere oggi e domani, qui e altrove. É vero che Padre Pio è stato unico, ma è anche vero che noi tutti, grazie al battesimo, siamo chiamati a imitarne l’esempio, facendoci muovere dal fuoco dell’amore di Dio». Dopo la Concelebrazione Eucaristica, prima di ripartire, il Cardinale Montenegro ha visitato l’Unità di Medicina Fisica e Riabilitativa, il nuovo Istituto di Medicina Rigenerativa e l’Onco-Ematologia Pediatrica, dove ha salutato affettuosamente i bambini ricoverati e i loro familiari. In mattinata, prima di celebrare messa, si è recato nella Chiesa di San Pio per un momento di raccoglimento e di preghiera sulla tomba del santo.

Redazione Stato Quotidiano.it



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