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Principale obiettivo del festival è quello di "promuovere, diffondere e far apprezzare il miglior cinema italiano e internazionale"

Curiosità sul Bif&st, il paradiso dei cinefili

Sono passati pochi giorni dalla fine dell’evento e l’enorme mole di fan non smette di lasciare feedback positivi

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Manfredonia, 5 maggio 2017. Il Bari International Film Festival Bif&st – nasce nel 2009 da un’idea di Felice Laudadio, che ne è il direttore artistico. E’ una delle più grandi manifestazioni internazionali cinematografiche e delle culture audiovisive, giunto quest’anno alla sua VIII edizione “e mezza” (considera edizione pilota 2009), terminata il 29 Aprile del 2017.

Gli obiettivi

Principale obiettivo del festival è quello di “promuovere, diffondere e far apprezzare il miglior cinema italiano e internazionale“.

Nell’ultima edizione i risultati sono stati soddisfacenti, come detto da giornalisti, addetti ai lavori e spettatori giunti in 75mila per tutte le proiezioni, i dibattiti, i focus, gli incontri con gli autori, attori e i produttori italiani e stranieri che si sono succeduti nel periodo dell’evento.

Nel corso della conferenza stampa di chiusura, il presidente Emiliano ha dichiarato che “Ora ci sono tutti i presupposti per consolidare in futuro la manifestazione”, pur nel “rispetto di quella sobrietà e senso della misura che sono propri di noi pugliesi”.

Le “menzioni” d’autore

Al celebre regista tedesco Volker Schlöndorff il Bif&st ricorda “l’atmosfera di Cannes degli anni d’oro“, dove “ci si sentiva tutti una grande famiglia”. In effetti il Bifestival ha deliziato spesso i presenti, nelle passate edizioni, con anteprime internazionali di film spettacolari tra i quali, nel 2010: Nine di Rob Marshall, Amabili resti di Peter Jackson, American Life di Sam Mendes; Ex Machina di Alex Garland, Zona d’ombra di Peter Landesman. Fra gli ospiti presenti anche Claudia Cardinale, Sergio Castellitto, Jean-Jacques Annaud, Alan Parker, Michael Radford che hanno tenuto numerosi master class per tutti i cinefili che affollavano lo splendido teatro Petruzzelli.

Incontri, proiezioni, anteprime, master class, laboratori ma soprattutto tanta, tantissima innovazione.

Le opere

Quest’anno sono state presentate le anteprime di film promettenti come “La tenerezza”di Gianni Amelio, “Miss Sloane” di John Madden , “Insospettabili Sospetti” di Zach Braff , “Gifted” di Mark Webb e altri. Importante nell’edizione 2017 l’interazione offerta tra cinema e scienza dove si è potuto riflettere sulle grandi minacce del riscaldamento climatico, in particolare grazie ai vari documentari di prestigio come quelli di Jacques Perrin che ammette:“I miei film sulla natura sono film politici perché ci rendono più attenti e responsabili su ciò che è attorno a noi e da cui dipende la nostra stessa sopravvivenza. Donald Trump, con la sua politica antiambientalista, sta minacciando la vita di tutti noi”.

Jacques Perrin ha avuto anche il merito di coinvolgere la storia con la proiezione del documentario “L’empire du milieu du sud” dove si racconta della storia del Vietnam che a giudizio del produttore francese ha toccato il cuore di tante persone per la sua sanguinosa storia.

Si è ritenuto opportuno presentare un fuori programma purtroppo di estrema attualità; “Nove giorni al Cairo” di Carlo Bonini e Giuliano Foschini, giornalisti di Repubblica, vuole incentivare tutti alla continua ricerca di verità e giustizia sul caso del giovane italiano Giulio Regeni, ritrovato senza vita il 3 Febbraio 2016 in quartiere di Cairo.

http://www.gazzettadaltacco.it

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La ‘diatriba’ pubblico – attori

Curioso un episodio con Riccardo Scamarcio protagonista. Durante un meeting, l’attore pugliese ha ‘polemizzato’ indirettamente con il pubblico dei teatri ritenendolo “impertinente ed estremamente voglioso di essere chiamato in causa quando invece “dovrebbe essere solo lo spettacolo a parlare, con la dovuta educazione degli spettatori”. Scamarcio, anche se in forma non totalmente consona, ha esternato dunque un malessere originato dai ‘fruitori’ dell’arte, e dalla loro partecipazione a volte stucchevolmente calorosa.

Ma la ‘diatriba’ pubblico – artista non riguarda solo Scamarcio.

Come non ricordare i racconti di Gigi Proietti, “di un pubblico che commentava ad alta voce” le sue esibizioni, distraendo l’attore. O ancora: Enrico Brignano e il “muso lungo delle signore in prima fila per niente incoraggianti”, ma, al contrario, “divertite e strepitanti” a fine spettacolo. Un episodio, quest’ultimo, emblema di un malcontento che gli artisti vorrebbero evitare.

I risultati

Il Bif&stè stato in grado di offrire un’interazione universale, non solo cinematografica, incentivando dunque la cultura del nostro paese, invogliando al contempo a leggere di più, ad informarsi, a dialogare e discutere opinioni diverse.

La Puglia sembra averne guadagnato, grazie all’occupazione originata – seppur temporanea – grazie all’utilizzo di fondi pubblici e privati, grazie soprattutto alla notevole campagna di sensibilizzazione nei confronti della cultura che può “allontanare ogni tipo di fantasma dalla nostra regione”.

Sono passati pochi giorni dalla fine dell’evento e l’enorme mole di fan non smette di pubblicare feedback positivi, sinonimo di un grande lavoro da parte di uno staff serio e professionale che, contando sul continua affluenza di appassionati, potrà solo migliorarsi e garantire alla Puglia e all’Italia un grande riconoscimento.

(A cura di Pietro Giordano, Manfredonia 25 aprile 2017)

(Rubrica “Stato Ragazzi”, laboratorio giornalistico a cura della testata giornalistica www.statoquotidiano.it)

Curiosità sul Bif&st, il paradiso dei cinefili ultima modifica: 2017-05-05T11:22:18+00:00 da Redazione



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