Economia
Ripartire dal Lavoro e dalla redistribuzione dei redditi per aprire una nuova fase di crescita

PIL: segnali incoraggianti, ma ancora troppo fragili

Segnali incoraggianti, ma ancora troppo fragili e discontinui per poter costituire i presupposti di una vera e stabile ripresa

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Roma. L’Istat diffonde oggi dati timidamente incoraggianti relativamente al PIL italiano: “rimane positivo, ma evidenzia una decelerazione.”

Nel dettaglio, dalla nota dell’Istituto Nazionale di Ricerca, emerge che nella media del trimestre dicembre-febbraio la produzione industriale è aumentata dello 0,7%.

Segnali incoraggianti, ma ancora troppo fragili e discontinui per poter costituire i presupposti di una vera e stabile ripresa.

Le famiglie, infatti, continuano ad essere in affanno, soprattutto alla luce dell’incremento dei prezzi che avviene non per effetto di una crescita della domanda interna, bensì a causa dell’aumento delle tariffe. Ad aggravare la situazione contribuisce l’andamento occupazionale, che si mantiene su livelli elevati e che ha segnato un’allarmante crescita della disoccupazione over 50.

“È indispensabile che il Governo prenda atto di questa situazione ed adotti interventi incisivi in grado di attuare una svolta verso la crescita e lo sviluppo.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef.

In tal senso è urgente mettere in atto concrete politiche per la ripresa occupazionale, che rappresentano il primo passo teso ad innescare un ciclo virtuoso nel nostro sistema economico: con la ripresa dell’occupazione, infatti, si conoscerebbe una crescita della domanda interna che, a sua volta, determinerebbe un incremento della produzione ed una ulteriore aumento della domanda occupazionale.

Secondo le stime dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, se la disoccupazione tornasse a livelli pre-crisi (vale a dire a circa il 6%, livello ancora elevato a nostro avviso), il potere di acquisto della famiglie aumenterebbe di 40 miliardi di Euro l’anno. Al Governo chiediamo un atto coraggioso e determinato, che proietti il Paese fuori dalla crisi che ne attanaglia, da anni, economia e prospettive.



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