Scuola e Giovani
Le ragazze decisero di trascorrere la serata al ”Village”, zona rinomata di New york per le sue feste favolose..

Vittoria Plazzo “Il destino gioca brutti scherzi” (II)

Rubrica “Stato Ragazzi”, laboratorio giornalistico a cura della testata giornalistica www.statoquotidiano.it


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(II, continua). Come d’accordo, le ragazze decisero di trascorrere la serata al ”Village”, zona rinomata di New york per le sue feste favolose. Lucy e Vivian raggiunsero il locale chiamando un taxi, mentre Veronica scriveva il suo discorso .

Vivian, Lucy voi uscite senza di me, vi raggiungo dopo. Devo terminare quest’ultima parte ed ho finito“. “Nei sei sicura ? Non rischi di morire su quei fogli come Giacomo Leopardi ?”.
“Piantala Lucy ! Devo completarlo entro sabato e siamo già a mercoledì appena avrò finito vi raggiungerò”.
“Promesso: ti lascio le chiavi della mia berlina !”
* “Grazie Vivian!”
* “Non stancarti troppo e corri da noi a divertirti “
* “Si lo farò !”

Le ore trascorsero velocemente, la luna rifletteva i suoi raggi sullo schermo del computer dove lei stava scrivendo.

Fu soddisfatta: il discorso venne come desiderava. Perfetto, preciso, ricco e conciso. Aveva parlato a lungo dei bambini malati di cancro. ”I suoi angeli custodi” gli definiva. Trascorreva molto tempo con loro, gli adorava e piangeva quando non stavano bene. Veronica possedeva già i tratti di un ottimo medico, una dote innata.

Aveva promesso alle sue amiche che le avrebbe raggiunte molto presto e, invece, doveva decidere cosa indossare così scelse i suoi pantaloni fucsia e una camicia di pizzo gallese bianca.

Nel frattempo Lily, la gattina grigia, si godeva il sonnellino tranquilla e beata. Veronica tra varie indecisioni uscì di corsa dall’appartamento, prese il cellulare, la borsa e le chiavi dell’auto, Chiamò le ragazze, si scusò del ritardo quando appare di nuovo lo strano ragazzo del pomeriggio. Questa volta in camicia azzurra e cravatta nella sua spider. Lei si sentii subito osservata e nervosa forse quella sera doveva restarsene a casa.

* “Ciao VERONICA!” non rispose e proseguì fino all’ auto.
* “Ti ricordi sono James ? “.
* “Si ! il tizio che mi ha quasi ucciso questo pomeriggio!”.
* “Ma tu guarda che sfiga due volte in un solo giorno ! Sono in ritardo devo andare”.
* “ASPETTA non così in fretta sei davvero bella lo sai ?”
* “Si lo so ! E quindi la vuoi finire con questa messa in scena”. “Ccosa vuoi ?”
* “Uscire con te non ti sembra ovvio ?”
* “Ah ah ah”: rise lei stizzita.
* “Non credo sia il caso razza di idiota ! li conosco i tipi come te sai ?occhi ammaglianti , fondo fiduciario e tutto il resto! Non sei il mio tipo”.
* “Mi piaci quando fai l’altezzosa! Accetta il mio invito e me andrò promesso”.
* “Neanche per idea !”
* “Allora ti seguirò non mi di altra scelta ! Dico sul serio.”
* “D’accordo, ecco il mio biglietto da visita stanne certo che non sarò io a chiamarti”.
* “Controllo, non vorrei che tu mi abbia dato un numero falso !”.
* “Ciao , occhi ammaglianti !”
* “Ho capito bene ? Come mi hai chiamato ?”.
* “Niente, ciao!”

Di nuovo quell’incontro la mandò in tilt come il pomeriggio.

James non era il tipo di ragazzo che di solito frequentava. Detestava i tipi come lui, arroganti e presuntuosi, ma scattò qualcosa che non poteva spiegare nemmeno a se stessa. Tutto sommato James non era poi così male; si convise della cosa si mise in macchina e raggiunse Lucy e Vivian.

Il “Village” quella sera era pienissimo di ragazzi che si divertivano a tempo di musica, agitando bicchieri di cocktail. Un luogo famosissimo per le sue feste stratosferiche che durano fino alle prime luci dell’ alba.

Veronica scorse tra la folla le sue amiche e le raggiunse: “Finalmente sei arrivata ci siamo preoccupate”, risposero le ragazze in coro. Lei sbuffò e scusandosi rispose a sua volta “Ho avuto un incontro con quel strano ragazzo.. come si chiama? Ah sì James. In breve mi ha chiesto di uscire con lui ma io non accetterò non è il caso e ne il momento giusto .”

* “Eh si a te piacciono i dottori calvi e panciuti del tuo ospedale ma no! che ce ne facciamo di un bel ragazzo con gli occhi azzurri ? Scartiamolo !”. La schernì Vivian.
* “Tesoro non ti sembra il caso di voltare pagina. Elliot vorrebbe che tu fossi felice !”.
* “Lucy , Elliot è morto tra le mie braccia al ballo scolastico. Avremmo dovuto sposarci. Io avrei proseguito gli studi da chirurgo e lui in medicina sportiva”. Mentre parlava Veronica aveva già il volto pieno di lacrime. Da quella sera si promise che avrebbe lavorato sodo per se stessa cercando ogni giorno di essere una ragazza migliore. Il tipo di ragazza che da retta solo a se stessa.

* “Hai visto Vivian l’ hai fatta piangere !”.
* “Scusami non volevo e solo che ti voglio bene e non voglio più vederti soffrire vorrei vederti sorridere ogni tanto divertirsi non fa male !”.
* “Ragazze ho davvero bisogno di un drink andiamo a bere !”
* “Si anche due !Posso essere sincera con voi ? Forse James non è così male !”
* “Brava ragazza !”.

Le ragazze unite più che mai ordinarono qualche drink e si divertirono tutta la notte.

James rimase folgorato da quella ragazza. I suoi occhi lo avevano lasciato a bocca aperta. Che ci crediate o no il “colpo di fulmine “ esiste e James ne era la prova vivente. Non fece altro che pensare a lei “la ragazza altezzosa“. Per una volta lui non sapeva come giocarsela, Veronica era davvero la ragazza dei suoi sogni e lui era solo un avvenente giovane avvocato senza nessuna strategia.

Tutto era chiaro per James: Veronica Johnson non era solo un’altra delle sue conquiste, anzi. Era una vera e propria sfida!. Doveva conquistarla ad ogni costo; nello stesso istante in cui i loro occhi si incrociarono. Per lui era finita: innamorato cotto di quella ragazza. Così quella sera di agosto andò a letto presto e l’indomani decise di scriverle un messaggio. (II – continua).

(A cura di Vittoria Plazzo, Manfredonia – Aprile 2017)

(Rubrica “Stato Ragazzi”, laboratorio giornalistico a cura della testata giornalistica www.statoquotidiano.it)

Vittoria Plazzo “Il destino gioca brutti scherzi” (II) ultima modifica: 2017-05-05T23:41:15+00:00 da Redazione



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