Cinema

ESP – The Vicious Brothers, 2011

Di:

The Vicious Brothers (copyright: zimbio.com)

Nota propedeutica alla lettura: nel rispetto del lettore vergine della visione del film verranno isolate, nell’arco della recensione, eventuali rivelazioni critiche di trama (spoiler) su note a piè pagina, oltre a essere proposto, a fine articolo, un indice della presenza di punti sensibili nell’opera il cui svelamento possa incidere su una sua corretta fruizione.

Titolo originale: Grave Encounters
Nazione: Canada
Genere: horror

DOPO più di un trentennio dal Cannibal Holocaust di Ruggero Deodato, il false found footage (letteralmente finto registrato ritrovato) è ufficialmente divenuto una sotto-categoria cinematografica, teoricamente trasversale ai generi, nella realtà applicata quasi esclusivamente a quello horror. L’impronta di base è la stessa: il film è la proiezione di un nastro recuperato in un luogo dove sono accaduti eventi terribili, i quali vengono svelati dalle riprese che uno o più protagonisti ha, per qualche ragione, effettuato e abbandonato sul campo (solitamente perché vittima).
Nel 2011 la distribuzione italiana, seguendo l’onda vincente dei fenomeni paranormali dei due Paranormal Activity, decide di lasciar passare nelle sale questo primo lavoro dei The Vicious Brothers, preceduto nelle settimane appena trascorse da un trailer spaventoso che ne lasciava intendere trama e obiettivi – soprattutto quello esteso proiettato nei cinema.
Sinossi: un gruppo di ragazzi è troupe esecutrice di un programma televisivo sui fenomeni ESP (Extra-Sensory Perception), giunto alla quinta puntata. Per la sesta, i valorosi indagatori decidono di monitorare possibili presenze in un noto manicomio americano abbandonato da anni, il Collingwood Psychiatric Hospital, facendosi rinchiudere per una notte, armati solo di attrezzature cinematografiche e pochi viveri. La puntata la vedremo soltanto attraverso i nastri recuperati e concessi dal produttore dell’emittente televisiva dopo gli immaginabili eventi tragici.

Se ad oggi le numerose pellicole della categoria giunte nelle sale italiane o nel circuito home-video, pur senza mai toccare vertici davvero memorabili, avevano mantenuto una firma almeno personale sulla linea, restando quantomeno godibili per l’appassionato, altrettanto non si può dire per questo primo lavoro dilettantesco dei fratelli Vicious.
La prima parte del film, poco meno di mezzora, è, nelle intenzioni registiche, lo svelamento della natura poco professionale del programma televisivo, ricco di dietro le quinte da mancato montaggio: […]1. Anche il tono della puntata è palesemente ridicolo, sulla linea dell’infimo Mistero trasmesso dalla nostra emittente Italia 1 ma con sfumature ancor più grottesche – il […]2 medium assoldato è un incrocio fra il peggior interprete di film di kung-fu e Chuck Norris. La qualità del programma è, naturalmente, diegetica al film, è parte di sceneggiatura; assodate, pertanto, le intenzioni e perdonata con un po’ d’indulgenza la proposizione – la rappresentazione realistica del brutto dev’essere brutta? -, si passa alle fasi salienti della pellicola, quelle nelle quali i ragazzi riprendono senza obiettivi immediati di montaggio, e dove, dunque, l’impianto registico diventa essenziale, giudicabile e non più perdonabile. Purtroppo le speranze di una risalita, di una cura dei dettagli, di una qualche invenzione visiva, terrifica o semplicemente di trama vengono presto affossate senza possibilità di appello.
Si attraversa tutto il carnet di difetti immaginabili: dialoghi sciatti, recitazione mediocre a tratti involontariamente ridicola, trama zeppa di banalità, effetti spaventosi mal realizzati, incuria dei tempi, ripresa da mal di mare e assenza di qualunque forma di originalità.
Sul fronte orrorifico si parte gradualmente, come da copione, con rumori e lievi spostamenti autonomi degli oggetti, distribuiti a fasi alterne, che appaiono mal sfruttati e non innescano la tensione da carico d’attesa. Non altrettanto gradualmente la sceneggiatura decide, nella seconda parte, di mostrare anziché continuare a suggerire, nota arma a doppio taglio in cui a fronte della perdita d’immaginazione è richiesta compensazione su altri versanti. Le ormai comprese disabilità dei registi non deludono e gli esiti sono noiosi, talvolta ai limiti del demenziale, senza neanche l’accortezza di costruire qualcosa che non sia già stato visto mille volte in un qualunque horror orientale di serie B sui fantasmi; finanche gli effetti digitali lasciano molto a desiderare, aggiungendo irritazione alla delusione.

ESP – Fenomeni paranormali rientra, piuttosto che nella categoria del false found footage, perfettamente in quella dei film il cui il trailer è esaustivo e sostituibile alla pellicola integrale, costruito con fatica usando, gioco forza, a mo’ d’esca i pochi momenti di rilievo della trama fino ad esaurimento scorte.
Ci si chiede davvero, alla fine, se siano utili prodotti del genere, e la risposta, nonostante tutto, è affermativa ma per effetti indiretti. Si ripensa ai due incerti Paranormal Activity senza rivalutazione relativistica ma con una consapevolezza rafforzata, una rinnovata valutazione delle dinamiche di paura del cinema sul paranormale, un comprensione (non compassionevole) delle difficoltà e, forse, una più corretta analisi dei risultati e dell’onestà artigianale (ove ve ne sia).

Valutazione: 3/10
Spoiler: 8/10

AltreVisioni

Triangle, C. Smith (2009) – insolito thriller fantastico a nastro di Moebius, imperfetto ma da recuperare * 6

In Stato d’osservazione

6 giorni sulla terra, V. Venturi (2011) – fantascienza italiana? Incredibile * 10giu
London Boulevard, W. Monahan (2010) – thriller con Colin Farrell. Stile Guy Ritchie? * 10giu


[…]1 gli indagatori sono tutt’altro che convinti delle loro azioni, non risparmiano acquisti di false testimonianze e calcano la mano su qualunque indizio privo di significato
[…]2 falso

ESP – The Vicious Brothers, 2011 ultima modifica: 2011-06-05T23:04:35+00:00 da Alessandro Cellamare



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