Editoriali

Il giornalismo di opinione

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Giornalismo e scrittura (media.panorama.it)

Attività giornalistica (media.panorama.it)

FARE il giornalista nel pensiero comune significa essere divulgatore di notizie ma anche commentatore delle stesse e specie su temi politici ciò accade secondo parametri di verità e giustizia evidentemente personali, quindi decisamente molto relativi. Accade che nel commento dei giornalisti, o opinionisti di professione, il dichiarato rappresenti la massima gratificazione personale, oltre che a voler assurgere a massima sociale, ma se la notizia presa in considerazione in sé non è corretta, o risulta incompleta, come si può commentare senza alterare ulteriormente quanto di per sé è snaturato?

Oppure accade che i giornalisti riferiscono una legittima opinione in merito ad una notizia divulgata da loro stessi in modo errato. Io auspico che quanto riferito da chi si assume questo arduo compito di formare informando possa sempre basarsi almeno su principi di verità della notizia. Accade che il sindaco di Taranto non riesce a costituire la sua nuova giunta di governo, i consiglieri non proferiscono parola sull’andamento di tutto quanto accade assumendosi anche loro con la loro ignavia nel protestare la responsabilità di non avere un governo della città ancora oggi. Né i consiglieri, né il sindaco evidentemente hanno una idea di progetto per Taranto, ma del resto questo in campagna elettorale era ben chiaro considerata la nebulosità dei loro programmi di governo e visti soprattutto i nomi di chi si è ostinato per carriera a presenziare politicamente agli scranni comunali.

L’unica cosa cui abbiamo assistito in queste settimane è il fatto che vi è stato un accordo a livello romano di finanziamenti previsti per il porto di Taranto, accordo che sembra finalizzato a fornire prospettive di futuro alla Cina e con questo tutti si beano e così vanno avanti. Ammesso che ciò avvenga non sarà possibile ottenere la realizzazione di quanto fino ad ora descritto prima di dieci anni e allora mi chiedo nel frattempo che facciamo? Assistiamo a questo teatrino di tentennamenti tra Stefàno, Pelillo e gente col piattino in mano mentre la cosa pubblica resta immobile con tutti i suoi problemi ed il cittadino resta drammaticamente inerte? È anche vero che quanto accade era stato anticipato durante la campagna elettorale dal sottoscritto così dicasi per lo scenario dall’immobilismo totale di fronte ad una città che avrebbe bisogno di un dinamismo inusitato.

La politica in questo scorcio non è propriamente quella che hanno auspicato i padri della Costituzione né tantomeno quella descritta dai nostri antenati che nel termine ‘politeia’ identificavano il governo in cui a comandare è la massa. Oggi la politica quando va bene soddisfa le esigenze dei partiti e quando va male soddisfa le esigenze personalistiche degli eletti, i loro personali sogni, quindi un esercizio del potere fine a sé stesso, e la cosa più preoccupante è data dal fatto che i personaggi che si mettono in gioco nell’agone politico sono sempre gli stessi, in ogni tornata elettorale per anni e a quanto pare fino a che morte non ci separi.

(Patrizio Mazza è Consigliere regionale de l’Italia dei Valori)



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