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Nota del capogruppo dei Popolari

Cera: “Burocrazia 0 con il Distretto turistico del Gargano”

In quest’ottica il territorio è visto come una sommatoria di fattori che messi in rete possono garantire occasioni di sviluppo turistico

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Bari. Una nota del capogruppo dei Popolari Napoleone Cera. “Il distretto turistico del Gargano è realtà. Il ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, ha firmato il decreto istitutivo del distretto turistico, dando piena rappresentanza all’unione di intenti e programmazione di 18 comuni garganici (Apricena, Cagnano Varano, Carpino, Chieuti, Ischitella, Isole Tremiti, Lesina, Manfredonia, Mattinata, Monte Sant’Angelo, Peschici, Rignano Garganico, Rodi Garganico, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, San Nicandro Garganico, Serracapriola e Vico del Gargano). La costituzione del distretto, avviata nel maggio scorso, permetterà di organizzare processi di semplificazione amministrativa ma anche di agevolare nuovi regimi fiscali e incentivi economici per offrire rinnovate opportunità di crescita dell’area garganica.

In quest’ottica il territorio è visto come una sommatoria di fattori che messi in rete possono garantire occasioni di sviluppo turistico, favorendo la destagionalizzazione, la qualità dell’offerta e la maggiore formazione degli operatori del settore. Si tratta di una nuova filosofia organizzativa che intende mettere a sistema le peculiarità del territorio garganico, con i Comuni chiamati a farsi punto di riferimento nelle politiche di gestione ‘turistica’ di un territorio che supera i confini comunali. Il Distretto turistico del Gargano permetterà anche di individuare segmenti territoriali non conosciuti e, quindi, non adeguatamente promossi all’interno di una visione turistica di più ampio respiro. Occorre adesso fare veramente sistema, creando occasioni per aumentare l’attrattività del Gargano. Bisogna evitare localismi e lavorare per promuovere il brand Gargano in modo più strutturato ed efficace, evitando gli errori del passato, ma soprattutto mettendo da parte attriti e rivalità che hanno bloccato lo sviluppo del territorio e non hanno consentito di elaborare una programmazione unitaria e di sistema”.



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