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CR, bando NIDI: Capone risponde a Zullo

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All’interrogazione del consigliere Zullo riguardante l’ammissibilità dei soggetti ai finanziamenti per i progetti NIDI (Nuove Iniziative Di Impresa), ha risposto l’assessore allo Sviluppo economico, Loredana Capone. Il capogruppo di CoR pone la questione relativa al fatto che al bando si possa accedere esclusivamente in forma di associazioni tra professionisti o società ove tutti i soci abbiano qualifiche idonee a svolgere un’attività professionale e sia dimostrata l’iscrizione dei soci o associati ai relativi ordini professionali ove richiesta. Questo nonostante la legge di stabilità del 2016 stabilisca al comma 821 che “I Piani operativi POR e PON del Fondo sociale europeo e del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) rientranti nella programmazione dei fondi strutturali europei 2014-2010 si intendono estesi anche ai liberi professionisti in quanto equiparati alle piccole e medie imprese come esercenti attività economica”. Zullo chiede pertanto se la Regione, alla luce di quanto stabilito dalla legge di stabilità per il 2016, intenda applicare il comma 821 al bando NIDI ampliando l’accesso anche ai singoli professionisti.

L’assessore Capone ha spiegato che la possibilità di estendere gli incentivi europei ai liberi professionisti deriva da una direttiva comunitaria, utilizzata dalla Regione nella propria programmazione già da giugno 2015, con la scelta di finanziare singolarmente i liberi professionisti con il micro credito d’impresa e gli studi associati con il bando NIDI. Una decisione presa guardando alla realtà economica e sollecitata dalle stesse associazioni professionali che chiedono interventi a sostegno degli studi associati perché non ci sia una frammentazione di piccolissime realtà che non riescono ad affrontare il mercato. L’indirizzo della Regione è quello di fornire un consiglio, un suggerimento, un indirizzo a cogliere un’opportunità del mercato che viene per rafforzare l’economia di questi giovani professionisti che intendono aprire uno studio. L’obiettivo dell’incentivo pubblico deve consistere nell’evitare di aiutare a nascere studi che poi non ce la possono fare, e nel sostenere, invece, quegli accorpamenti che possono farcela. Pensiamo che oggi gli incentivi di NIDI vadano ancor più rafforzati per aiutare questi giovani a stare meglio nel mercato.

Redazione Stato Quotidiano.it



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