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Nota stampa

CR, contributo parrucche donne in chemioterapia

Con l’interrogazione si è voluto porre all’attenzione di tutto il Consiglio uno dei problemi più delicati che riguarda le donne pugliesi sottoposte a trattamenti

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Bari. All’interrogazione presentata dai consiglieri del Gruppo Area Popolare Stea, De Leonardis e Morgante relativa al “Contributo economico per l’acquisto di parrucche per donne affette da patologie tumorali e in chemioterapia”, ha risposto il presidente della Giunta regionale Michele Emiliano.

Con l’interrogazione si è voluto porre all’attenzione di tutto il Consiglio uno dei problemi più delicati che riguarda le donne pugliesi sottoposte a trattamenti di chemioterapia per la cura dei tumori, vivendo un momento di sofferenza per la perdita dei capelli. I consiglieri di AP, oltre all’interrogazione hanno presentato anche una proposta di legge che mira a dare un contributo in base alle fasce di reddito. Il presidente Emiliano nel rispondere a tale richiesta ha rilevato che la questione relativa alla fornitura del contributo per l’acquisto di parrucche ha ovviamente, come ogni altra scelta, una ricaduta sul bilancio regionale che ha una certa consistenza. “Si può prevedere – ha detto il presidente – che uno stanziamento di questo tipo potrebbe provocare un ribaltamento complessivo sul Sistema sanitario regionale di 5.463.900 euro, quindi nella sostanza si tratta di valutare, con riferimento al prossimo bilancio, questa questione assieme a molte altre. In questo caso bisogna intervenire – ha precisato Emiliano – con una decisione che deve sostanzialmente indicare il Consiglio regionale su cosa si intende investire prioritariamente rispetto all’infinita serie delle prestazioni che noi potremmo concedere ai cittadini e non concediamo. Credo di poter dire – ha concluso Emiliano – che il governo è favorevole all’idea della proposta di legge ed è disponibile a discutere con i consiglieri proponenti e più in generale con il Consiglio, una giusta mediazione che consenta di soddisfare l’esigenza più che legittima di cui all’interrogazione”.

Redazione Stato Quotidiano.it



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