Manfredonia
Il ReD può ammontare da un minimo di 200 a un massimo di 600 euro mensili

Manfredonia, “Il fine principale del ReD è l’inclusione sociale”

All’incontro erano presenti cittadini e alcuni piccoli imprenditori locali che hanno espresso le loro perplessità in merito all’accoglienza dei tirocinanti

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Manfredonia. Si è parlato ancora di ReD, reddito di dignità ieri sera al LUC. Emanuele Università, componente della struttura tecnica regionale per l’attuazione del ReD, ha presentato ancora una volta la misura e gli strumenti utili alla sua attuazione. Con lui Romina La Macchia, responsabile dell’Ufficio di Piano. Ricordiamo che dal 26 luglio scorso i cittadini possono inoltrare domanda per accedere al ReD e le imprese, gli enti pubblici, le associazioni culturali e le cooperative possono inviare le loro Manifestazioni di Interesse per rendersi disponibili ad ospitare i tirocini che sono l’altra faccia di questa misura, il cui fine principale, ha ribadito l’assessore Antonella Varrecchia è l’inclusione sociale.

Entrambe le tipologie di domanda si presentano esclusivamente online collegandosi e registrandosi all’apposita piattaforma http://www.sistema.puglia.it/portal/page/portal/SistemaPuglia/red, non è inoltre necessario presentare nessun documento giacchè saranno sufficienti le relative autocertificazioni.

Possono presentare domanda per beneficiare del reddito di dignità tutti i cittadini, italiani e stranieri regolari, residenti in Puglia da almeno 12 mesi e titolari di un ISEE non superiore a 3000 euro annui, disoccupati o comunque soggetti un rapporto di lavoro con un trattamento economico inferiore a 600 euro al mese. Il ReD può ammontare da un minimo di 200 a un massimo di 600 euro mensili. L’entità della somma varia a seconda di altri parametri più specifici come il numero di figli a carico, la presenza di disabili o donne gravide nel nucleo familiare, lo stato di disoccupazione.

Ad ogni nucleo familiare beneficiario deve però corrispondere un tirocinio formativo o professionalizzante, di 12 mesi, per uno dei membri, retribuito con lo stesso ReD e costituito da un monte ore settimanale di 12-18 o 24 ore a seconda dell’ammontare del ReD. Possono offrire i tirocini tutte le imprese, gli enti pubblici e le associazioni culturali che non siano in crisi né in fallimento, che non abbiano pendenze giudiziarie e non abbiano provveduto a tagli del personale per motivi economici nei precedenti 12 mesi. L’azienda può accogliere un tirocinante ogni tre dipendenti (da 1 a 3 dipendenti, un tirocinante, da 4 a 6 due ecc).

All’incontro erano presenti cittadini e alcuni piccoli imprenditori locali che hanno espresso le loro perplessità in merito all’accoglienza dei tirocinanti. In particolare, Francesco Li Bergolis ha chiesto se è possibile per l’imprenditore “scegliere” i tirocinanti più adatti per la propria impresa attraverso dei colloqui preventivi. Emanuele Università ha risposto che ciò non è possibile “Il ReD è una misura di inclusione sociale, non di sostegno per l’occupazione-ha spiegato-l’impresa che accoglie tirocinanti ReD più che scegliendo un dipendente, sta dando un’opportunità al territorio”. Tuttavia nel momento in cui presentano un progetto per l’accoglienza di tirocinanti, le imprese sono chiamate a descrivere la figura professionale che cercano e il numero di ore (12-18-24) per cui ne hanno bisogno e le loro preferenze saranno senza dubbio prese in considerazione. Università invita le imprese a centrare nel progetto che presentano il target a cui si rivolgono e a fidarsi dell’equipe di presa in carico, ricordando che un tirocinante potrebbe essere inserito direttamente nel processo produttivo dell’impresa, ma anche nell’indotto (pulizie, manutenzione, marketing, back office ecc) e che nei casi limite di incompatibilità fra azienda e tirocinante il contratto potrà essere rescisso.

Invece Rossella Ciociola, coordinatrice della cooperativa che effettua assistenza domiciliare per conto del Comune di Manfredonia si dice molto ottimista nei confronti dei tirocinanti ReD essendo già rimasta positivamente colpita dall’esperienza simile dei Cantieri di cittadinanza: “E’ bello vedere nascere fra i tirocinanti amicizia e sana competizione”-ha affermato- e soprattutto vederli crescere dal punto di vista professionale e umano, approfondendo le loro competenze e conoscendone altre che non sapevano di avere. L’abbinamento tirocinante-azienda è infatti chiamato a potenziare le caratteristiche personali e professionali di ognuno.

FOTOGALLERY A CURA DI BENEDETTO MONACO

(A cura di Annapina Rinaldi, Redazione Stato Quotidiano.it)



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Commenti


  • ciro

    red – reddito che si pappano le regioni ma fatemi il piacere non dite scemenze vogliamo il lavoro non assistenzialismo ,no energas


  • Iniziativa povera di partecipazione

    Il fine principale del ReD è l inclusione Sociale? Bella scoperta della Assessora! Complimenti per la manifestazione… Solo una trentina di persone presenti! Che peccato…


  • orzowai

    RED……….RONNY E’ MIGLIORE.. E BASTAAAAA CON L’ILLUSSIONISMO DEMAGOGO. IPOCRITI.


  • THE FOOL ON THE HILL

    INCLUSIONE SOCIALE ATTIVA.
    questa parola mi fa venire l’artetica.
    Riesco a capire cosa vuole dire.
    Ma non so che significato gli vogliono dare i nostri cari legislatori regionali.
    Andrà a finire che questi signori andranno a lavorare mezza giornata per quattro soldi e l’altra mezza giornata a nero per altri quattro soldi.
    Riducendo sempre di più gli spazzi occupazionali per gli altri disoccupati.
    APPROFITTATENE IMPRENDITORI DI MANFREDONIA l’opportunità di avere mano d’opera a buon prezzo è veramente ghiotta.
    Mi swono sfogato ma continuo ad avere l’artetica per la parola INCLUSIONE SOCIALE ATTIVA.
    Speriamo che qualcuno di voi luminari mi sappia spiegare.

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