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Riscrivere la IUC tenendo conto delle famiglie in difficoltà economica


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Foggia – ALLA prima prova di governo della città la nuova maggioranza, come la maggioranza uscita sconfitta dalle elezioni comunali, si arrende di fronte alla drammaticità dei conti comunali e “pur valutando positivamente la ricerca della diminuzione del carico fiscale, ritengono indispensabile garantire prioritariamente la salvaguardia degli equilibri di bilancio”, il che vuol dire che con la IUC non ci saranno le promesse riduzioni delle tasse comunali per evitare “ulteriori squilibri finanziari assolutamente non compatibili con le condizioni generali dell’Ente”.

Eppure era ben chiaro al Sindaco Landella, e alla sua maggioranza, che l’ammontare dei “debiti fuori bilancio”, l’evasione diffusa dei tributi comunali e l’incertezza degli incassi per le alienazioni di case e terreni comunali non permettevano sogni tranquilli nonostante l’adesione al “salva enti”. Anche in questo, come nell’affrontare la continua emergenza buche stradali, questa maggioranza non si discosta granché da quella uscente, protesa a mettere delle pezze a strade che si sgretolano e a cercare di coprire buchi di bilancio mantenendo alta, troppo alta, la pressione fiscale, soprattutto per le fasce più esposte agli effetti della crisi economica.

Non riusciamo a capire perché, in sede di scrittura del “regolamento per la IUC”, non si vogliano introdurre riduzioni ed esenzioni dell’imposta che tengano conto della capacità contributiva delle famiglie (commi 679 e 682 della legge 147/2013). Ignorare la possibilità di ridurre il carico fiscale alle famiglie in difficoltà economica vuol dire ignorare che queste famiglie sono nell’impossibilità di pagare la tassa comunale e, quindi, vuol dire anche mettere a bilancio delle entrate difficilmente esigibili.

In fase di stesura del regolamento si possono poi ridisegnare le aliquote in base alla fruizione dei servizi, resi in maniera ottimale nelle vie centrali della città ma in maniera totalmente insoddisfacente nelle aree periferiche e nei quartieri popolari del centro. Per rendersene conto basta abbandonare le “vie dello shopping” e avventurarsi nei quartieri settecenteschi per rendersi conto dello stato di abbandono delle rare aree verdi, dello stato drammatico del manto stradale con buche mai rattoppate. Situazione analoga, se non peggiore, è quella che si può riscontrare nelle aree popolari delle periferie dove è sempre più raro trovare un esercizio commerciale aperto, dove si può parlare di “desertificazione commerciale”.

Stesso discorso di “perequazione fiscale”, si può fare rimodulando la tassa anche per gli esercizi commerciali, prevedendo una progressività dell’aliquota in base alla superficie commerciale e aliquote più basse per i pochi piccoli esercizi di prossimità rimasti nelle zone periferiche.
Ignorare queste possibilità di perequazione, come da dichiarazioni rese da esponenti della maggioranza, vuol dire amministrare la città senza riuscire a capirne le difficoltà e rinunciando a rendere più equa una tassa odiosa che copre i costi dei servizi indispensabili alla comunità sulla base della superficie della casa in uso e non, con la fiscalità generale, sulla base dei redditi disponibili.
A fronte di questa chiusura mentale verso chi vive nell’emergenza economica non resta che fare appello all’unità delle forze della sinistra, e del centrosinistra, di opposizione presente in città per ritrovare l’unità persa in campagna elettorale coinvolgendo la popolazione e le associazioni impegnate nel sociale per riscrivere il regolamento della IUC tenendo conto della situazione economica delle famiglie e della capacità contributiva degli esercizi commerciali.

(A cura del segretario del circolo “CheGuevara” – Foggia – Fiorenzo Giorgio Cislaghi)

Riscrivere la IUC tenendo conto delle famiglie in difficoltà economica ultima modifica: 2014-09-05T12:45:42+00:00 da Redazione



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