Manfredonia
La festa patronale, come le tante manifestazioni ibride religiose/sociali, serve come camera di decompressione (anche) psicologica

Manfredonia, deve essere sempre il tempo del “Santo Patrono”

Vale sia per il sano, sia per il malato, sia per il credente sia per l'ateo, sia per il benestante sia per l'indigente

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Manfredonia. Ogni anno il rituale di fine estate della festa patronale traghetta Manfredonia dai ritmi estivi alle temperature settembrine. Finita la festa finita l’estate per molti. Estate che coincide con vacanza lunga per quanti vivono in una città marittima. In vacanza si pensa a se stessi, a scaricarsi dalle tensioni accumulate durante l’anno, a fare conquiste e uscire dalla quotidianità. Si divaga, si coglie l’occasione per rivedere vecchie conoscenze e spesso si cerca una spensieratezza effimera ma necessaria per l’equilibrio psichico.

La psiche non va mai in vacanza ma può prendersi il tempo per vagliare alternative, soluzioni o semplicemente far scorrere il tempo come lenitivo per le cicatrici, conscia del fatto che con la quotidianità, il lavoro, la scuola e le scadenze assorbiranno nuovamente quasi tutte le risorse che si possiedono.

La festa patronale, come le tante manifestazioni ibride religiose/sociali, serve come camera di decompressione (anche) psicologica

La festa patronale, come le tante manifestazioni ibride religiose/sociali, serve come camera di decompressione (anche) psicologica: ci si riabitua alla frequentazione di tanta gente tutta insieme, il rumore di fondo (scientificamente stressogeno) aumenta, i bambini reclamano maggiori attenzioni per la scuola. In poche parole “gli altri” tornano ad essere presenti e ciò è stressante quando si vive in una società egocentrica come la nostra. Ma sono davvero un problema, gli altri? Pensare in modo solidale è davvero uno svantaggio per l’individuo? No di certo e questo è uno dei motivi per cui religiosità e socialità convivono meglio che in altri momenti dell’anno durante la festa patronale. La storia recente indica come una delle vie percorribili alla sostenibilità
“psicologica” del vivere contemporaneo proprio la condivisione, la comunione delle risorse (anche immateriali) e la compartecipazione alla scrittura di narrazioni collettive ma non omologanti.

Oggi più che mai si sente il bisogno di raccontarsi e di ascoltare il racconto dell’uomo affianco.

Vale sia per il sano, sia per il malato, sia per il credente sia per l’ateo, sia per il benestante sia per l’indigente. I pregiudizi influenzano maggiormente chi li formula piuttosto che chi li subisce.

Manfredonia ha bisogno di dialogo e solidarietà, come se fosse sempre il tempo del santo patrono.

(Testo a cura di Stigmamente aps)



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Commenti


  • Le cene più belle sono quelle con il "botto finale"

    Il mare è la vera ricchezza di Manfredonia e non quello che ci propongono fantomatici avventurieri che si nascondono e agiscono nell’ombra come serpenti.

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