Capitanata

Gdf, addio con ‘lacrima’ di Brandizzi: “In tre anni Foggia impoverita e depressa”


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Il vecchio e il nuovo. A destra, Riccardo Brandizzi; a sinistra, Giuseppe Lubrano (St)

Foggia – FIATO CORTO, spessi sospiri, frequenti pause, l’occhio lucido. Il colonnello Riccardo Brandizzi, comandante della Guardia di Finanza di Foggia, dopo tre anni e tre giorni, lascia l’incarico. “Lo Stato – ha scherzato questa mattina con i giornalisti prima, durante e dopo la conferenza stampa di commiato convocata dalle Fiamme Gialle – mi ha mandato a Roma”. Farà parte dell’Antitrust capitolina, con l’incarico specifico di monitorare e salvaguardiare il corretto funzionamento del sistema economico ed evitare le frodi.

GLI OBIETTIVI DI LUBRANO – Brandizzi affida il testimone a Giuseppe Lubrano, proveniente dal settore tributario campano, con un passato a Benevento, Salerno e Napoli, ex capo ufficio operazioni comando interregionale per l’Italia Meridionale della Guardia di finanza. Un uomo di fiuto che, in virtù del precedente incarico, ha già avuto modo di acquisire tutte le informazioni del caso sulla Capitanata. Lubrano e Brandizzi sono accomunati dal passado d’Accademia. Entrambi in Gdf da trent’anni esatti (5 ottobre 1981), entrambi con occhio specifico sulle infiltrazioni ‘pericolose’ nel settore finanziario. Entrambi, grandi cultori della legalità. Lubrano, rispezzo a Brandizzi, è più pacato, meno espansivo, ma, come il suo predecessore, promette a piene mani una sana dose di realismo. E, dopo il passaggio di consegne, consumato alla presenza del comandante regionale degli uomini in grigio, Franco Patroni, ha parlato alla stampa con moderazione: “La mia assunzione del ruolo sarà in perfetta continuità con la gestione precedente”. Quindi, consolidando il concetto secondo cui “per far le cose per bene occorre tempo”, esplicato gli obiettivi di base: “Contrasteremo senza pietà l’elusione e l’evasione fiscale; aggrediremo i patrimoni illecitamente accumulati; combattermo contro il sommerso e la criminalità organizzata”.

LA VISUALE DI BRANDIZZI – Anche perchè, a tirare le somme, c’ha pensato Brandizzi. la sua ultima apprizione foggiana, non è una passerella, ma un ricordo a tratti commosso a tratti impietoso. Ha ringraziato la stampa, esaltato il ruolo e lanciato un monito: “C’è bisogno di dare messaggi forti all’opinione pubblica”. Lui stesso ne ha lasciati in eredità quattro. Primo, che “l’illegalità non conviene. Prima o poi, noi, la scopriamo”. Secondo, che “l’essere furbi non è un pregio, ma un attegiamento che sfocia nel reato”. Terzo, che “la vita va affrontata senza aiutini”. Infine, ha ricordato che “l’illegalità drena le risorse che lo Stato destina a chi è in difficoltà, impoverendo le casse e limitando gli ammortizzatori sociali”.

“FOGGIA CITTA’ IMPOVERITA, ABBRUTTITA, DEPRESSA” – Ma Brandizzi ha anche tracciato un profilo della Foggia che ha ammesso di aver visto involvere. “Tre anni fa – confessa con un pizzico s’amarezza – Foggia era una città migliore”. Economicamente, dato che “oggi la trovo impoverita, con troppi esercizi e imprese in liquidazione”. E poi moralmente, fiaccata nello spirito, malgrado “ci sia chi crede che sia dalla fatica e dal sacrificio che viene la soddisfazione”. Brandizzi l’ha dipinta con soli tre aggettivi che, messi in fila, rendono bene l’idea dell’oggi: “impoverita, abbruttita, depressa”. Fermo restando le positività. Una su tutti, la vendemmia dell’anno passato, realizzata a Cerignola da una cooperativa di ragazzi su terre sottratte alla criminalità organizzata. “Il ricordo più bello”, ha sintetizzato Brandizzi. Anche se, ha tirato le orecchie, “c’erano pochi mezzi d’informazione” (era la metà di settemnre 2010, e Stato c’era: Focus).

COLLABORAZIONE – Positivo, infine, il raccordo con le istituzioni del territorio. Nessuna allusione a Comune e Provincia, ma tanti ringraziamenti ad Agenzia delle Entrate e Prefetto. Oltre che agli organi di polizia e alle Preture. “La sinergia creata sul territorio di Capitanata è un’eccellenza a livello nazionale”, ha riconosciuto Brandizzi in chiusura. Mentre Lubrano, come atto estremo, l’ha considerata “l’eredità più bella del colonnello”.

p.ferrante@statoquotidiano.it

Gdf, addio con ‘lacrima’ di Brandizzi: “In tre anni Foggia impoverita e depressa” ultima modifica: 2011-10-05T13:05:37+00:00 da Piero Ferrante



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