Editoriali
A cura di Nino Sangerardi

Aeroporti di Puglia tra voci di fusione e mancato bando per la privatizzazione

Pochi giorni fa giunge l’indiscrezione giornalistica del settimanale finanziario milanese(Gruppo Class Editori)....

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Matrimonio in vista tra alcuni dei più importanti aeroporti del Sud,quello di Napoli e quelli pugliesi(in primis Bari) i cui rispettivi vertici stanno valutando un progetto di integrazione”. Parole che i leggono sul settimanale “Milano Finanza”.

L’operazione politico-societaria avrebbe superato le procedure iniziali,passando alla fase denominata “due –diligence”: valutazione complessiva del patrimonio aziendale. Consulente di Gesac spa, gestisce aeroporto di Napoli-Capodichino, indicata in Banca Unicredit mentre per Aeroporti di Puglia spa la società Deloitte spa. Gesac è controllata dal Fondo italiano F2i che nel 2010 ne ha rilevato il 70%, il capitale di Aeroporti di Puglia è nelle mani della Regione Puglia( 99,41%) e Province e Comuni e Camere di Commercio pugliesi(0,59%).

F2i— maggiori azionisti sono Cassa Depositi e Prestiti,Banca Unicredit,Banca Intesa San Paolo—guidato da Renato Ravanelli punta sul settore aeroportuale con l’obiettivo di creare un sistema tramite la Holding 2i Aeroporti ( cui fanno capo,oltre a Gesac spa, anche SEA di Milano,SAGAT di Torino e Aeroporto Bologna) che nel 2015 ha ceduto il 45% a una compagine formata da Ardian(fondo francese d’investimento,ex Axa private equity) e Crèdit Agricole,terza banca di Francia per capitalizzazione. Sulla presunta fusione tra Gesac e Aeroporti di Puglia il consigliere regionale di Noi a Sinistra per la Puglia, Cosimo Borraccino, ha sottoscritto un’interrogazione urgente. Chiede al presidente del Consiglio,Mario Loizzo delucidazioni sulla vicenda e se fosse vero sarebbe “ …un atto grave per il Consiglio regionale pugliese e chiedo di rendere pubblici eventuali atti, al fine di informare i colleghi di tale decisione che di fatto si presenta come un vero e proprio “ processo di svendita “di un ramo della Puglia. Serve quindi un’analisi approfondita, anche per verificare eventuali responsabilità intrinseche alla questione”.

Sull’ipotetico ingresso di privati in Aeroporti di Puglia il consigliere Domenico Damascelli,Forza Italia, sollecita l’audizione in Quinta Commissione dell’assessore regionale ai Trasporti e Lavori Pubblici Giovanni Giannini. A questo punto forse è utile ricordare che in data 2.01.2013 esponenti della Giunta regionale dichiararono : ” La situazione di mercato ci spinge a muoverci con decisione facendo avanzare il processo di privatizzazione di Aeroporti Puglia. Il bando per ricercare l’advisor(società di consulenza,ndr) è pronto e sarà pubblicato sul Bollettino regionale entro fine gennaio. Dobbiamo gettare le basi affinchè si renda il sistema appetibile ai grandi investitori”.

Il lavoro del consulente? Mettere a punto gli elementi chiave del piano industriale a base della gara internazionale per individuare il nuovo socio di Aeroporti di Puglia, fornire assistenza al Bando e svolgere informativa al mercato. Per l’advisor è stabilito un compenso di 500.000,00 euro.

Tre consulenti per supportare la Regione nella “ complessa procedura finanziaria”. Soprattutto,predisporre atti,provvedimenti,bandi,contratti,relazioni. Chi paga la terna dei consulenti? L’acquirente e sottoscrittore dell’incremento di capitale della società aeroportuale pugliese. Se,al termine dell’appalto, non si proclama alcun vincitore la parcella è a carico della Regione: massimo 35 mila euro per ciascun consulente. Provvedimento non decollato,fermo sulla pista delle diatribe assessorili,interne ai gruppi partitici.

La conferma si ha sfogliando il Bilancio annuale approvato dai soci di Aeroporti Puglia in cui si legge: “Al momento la Regione Puglia non ha ancora pubblicato la procedura di appalto per la selezione dell’advisor”.

Pochi giorni fa giunge l’indiscrezione giornalistica del settimanale finanziario milanese(Gruppo Class Editori)….

(A cura di Nino Sangerardi, autore del testo ‘Quello che i pugliesi non sanno’)



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