Manfredonia
Lettera di un cittadino

Manfredonia, della serie… “a scuola di discriminazione”

Quando capita che i miei figli mi dicono di non voler andare a scuola, come fanno tutti i bambini, mentre li accompagno nella mia mente e solo nella mia mente sento una voce che dice ''forse hanno già capito tutto!''

Di:

Manfredonia. ”Premetto che sono padre di due bambini che all’epoca dei fatti frequentavano lo stesso istituto scolastico. Sono separato e cerco di seguire i miei figli, di educarli e di essere presente non solo economicamente nella loro vita tra tante difficoltà ed ostruzionismi. A metà giugno, come tanti genitori ero impaziente di ritirare le pagelle di fine anno . Per evitare file varie ed onorare altri impegni, ho deciso di raggiungere la scuola con largo anticipo infatti ero il primo arrivato. Nell’attesa ho incrociato una delle insegnanti con cui avrei parlato la quale sopraggiungendo mi diceva: ”…e tu devi prendere la pagella?” Sebbene la domanda mi sembrasse strana, ho risposto con un semplice “si” senza nulla aggiungere.

Appena è stato permesso l’accesso alle aule, ho ceduto il mio posto di capofila ad un altro papà che mi diceva di avere molta fretta, pertanto, spostandomi ho approfittato per ritirare la pagella di mio figlio “grande” e scambiare due chiacchiere con le insegnanti. Tornato alla mia prima destinazione, ho atteso il mio turno, sono entrato in aula e mi accorgevo che dopo la mia entrata era calato uno strano silenzio. L’insegnante, incrociata precedentemente, senza rivolgermi lo sguardo, mi comunica che al massimo avrei potuto visionare la pagella di mio figlio senza poterla ritirare. La prima spiegazione fornitami è stata di non aver una seconda copia da consegnare alla madre del bambino nel caso in cui fosse arrivata. Incredulo, ho suggerito di farne un’altra copia per ovviare al potenziale problema oppure avrei provveduto io stesso a far si che la madre ne ricevesse una. Alle mie parole è seguita un’altra negazione in quanto a dire dell’insegnante la scuola non poteva fare un’altra copia perché doveva risparmiare la carta. Meno incredulo di prima, ho dato la disponibilità ad accollarmi tutte le spese del caso e che quindi sarei personalmente uscito e rientrato a scuola per consegnare all’insegnante la copia prodotta. L’insegnante ribadiva che la pagella non sarebbe uscita dall’istituto tra le mie mani e mi diceva: ”scusi, ma il bambino non vive con la madre? Se è affidato alla madre si sa che la pagella va data alla madre!”.

A questo punto, visto che le altre insegnanti presenti tacevano, visto che probabilmente c’è scarsa comunicazione tra il personale scolastico in forza all’istituto, ho messo da parte le polemiche e le reazioni che avrebbero avuto altri e molti genitori, ribadendo che avevo tutto il diritto di accedere ai colloqui ed alle pagelle dei miei figli nonché di riceverle e di firmare dove necessario. Che in segreteria, da anni, c’era tutta la documentazione relativa alla mia situazione familiare, che godevo di pieni diritti sui miei figli e che avevo ritirato senza nessun problema un’altra pagella in una sezione diversa. Ho tralasciato di informare l’insegnante che data la mia situazione di genitore separato, visto che i rapporti tra gli ex coniugi potrebbero essere pessimi, la scuola, a fronte della circolare nr.5336 del MIUR del 2015, DEVE GARANTIRE LA BIGENITORIALITà, tramite l’informazione, nonché facilitare i genitori di alunni separati ad accedere ai colloqui etc. anche in orari e giorni diversi da quelli pubblicati, al fine di evitare che i possibili cattivi rapporti tra gli ex coniugi compromettano il diritto di un minore ad essere seguito ed educato da entrambi i genitori se aventi diritto.

Informato dell’assenza del dirigente scolastico, mi sono rivolto alla vicaria che a dire dell’insegnante era colei che aveva dato istruzioni in merito alla tanto da me desiderata pagella. Il colloquio con la vicaria è stato molto più infelice di quello con l’insegnante in quanto oltre alle assurde giustificazioni a me già elencate, ha aggiunto un atteggiamento di superiorità, di sofferenza e pregiudizio nei miei confronti che ha manifestato alle forze dell’ordine da me interpellate con un: ”questo sono due anni che da problemi, ogni volta è una storia!”.

Sfortunatamente per chi crede di essere il ruolo che ricopre e crede di poter educare a proprio piacimento il mondo, il parere della sopraggiunta ex coniuge era stranamente in linea con il mio. Pertanto non vi era nessun assurdo, illegittimo, sessista e soggettivo motivo per negarmi la consegna di una pagella. E’ inutile dire che ho lasciato l’istituto senza pagella. Fortunatamente, d’accordo con l’ex a cui è stata rilasciata, l’ho ricevuta in copia successivamente. Stessa sorte ma al contrario, è toccata a quella che avevo ritirato senza problemi. Devo aggiungere che episodi discriminatori, di boicottaggio e di alienazione sono già accaduti nella stessa sezione frequentata dal “piccolo”, mancata informazione, comunicazioni ignorate, manovre per evitare l’elezione a rappresentante dei genitori, mancata vigilanza sulle persone delegate per prendere i bambini all’uscita, colloqui non comunicati, mancata richiesta di consenso per l’iscrizione all’anno successivo e dulcis in fundo anche il permesso dato a chiunque di insultarmi in presenza dei miei figli all’interno dell’istituto. Al netto delle denunce da me fatte presso gli organi competenti, fa specie constatare l’assenza di interesse da parte del dirigente scolastico che oltre a preoccuparsi di mantenere un profilo basso ed amichevole con tutti, a pubblicare la già citata circolare ministeriale, dimentica di garantire i diritti degli alunni e dei genitori, lasciandosi andare in interpretazioni personali sulle norme attualmente in vigore in materia di separazioni.

Per garantire un percorso scolastico sereno ai miei figli, cerco di non creare situazioni plateali di dissenso, critica o protesta. Ritengo, però, che il diritto dei bambini ad essere seguiti da entrambi i genitori non debba essere soggetto alla sensibilità molto o poco sviluppata degli insegnanti o del personale in forza ad una scuola. A scanso di soggetti ignoranti o troppo saccenti per abbassarsi ad affrontare senza pregiudizio situazioni che ormai sono diffuse nella società odierna, occorrerebbe che la scuola impieghi risorse e tempo per capire quali sono i DOVERI ai quali deve assolvere, formare il personale che tratta i dati e soprattutto l’educazione dei nostri bambini affinchè situazioni ridicole frutto di fantasie, ignoranza, repressione o altro abbiano luogo in posti dove la famiglia deve essere tutelata. Già da prima del corrente anno (2016) è assodato che due bambini ed un padre siano una famiglia! Non è chiaro ne coerente come sia possibile che chi permette situazioni, come quelle raccontate, tenga anche seminari sullo stesso argomento.

Per ovviare alla triste realtà, c’è uno strumento di recente adozione a cui i comuni possono fare riferimento, io stesso ne sono promotore presso quello di Manfredonia ma, nell’attesa, la scuola e quindi i dirigenti scolastici hanno obblighi chiari seppur minimi da far rispettare. Ho deciso di accendere un faro su questa mia triste vicenda perché negli ultimi giorni ho letto articoli riguardanti le scuole cittadine: mancato servizio mensa, trasferimenti di interi istituti etc. In tutti i casi c’era un forte interessamento dei genitori nel risolvere le questioni. Ovviamente se si parla di scuole elementari è scontato il coinvolgimento di chi è tutore di alunni minorenni. Meno scontata è la presenza di genitori che al fianco di figli adolescenti e forse maggiorenni si prestano per tutelare almeno il diritto di espressione e protesta dei propri figli. Felice di sapere che genitori e figli si uniscono per un principio comune, tengo a bada il mio entusiasmo nel leggere che “una delegazione di mamme” o “le mamme” si dedicano all’attivazione del servizio mensa tutt’oggi da avviare. La mia non è gelosia, non faccio altro che constatare continuamente il matriarcalismo quotidiano che danneggia la società. Ogni volta che è in ballo l’interesse di un minore la parola “padre” deve essere allontanata, nascosta, cancellata così come l’essere umano che lo è anagraficamente. Se il padre anagrafico è anche separato o divorziato il suo destino è certo: deve sparire.

Sono molto triste nel ricordare che un genitore può essere padre o madre e che l’interesse nel seguire i figli non scaturisce dall’essere uomo o donna, dallo stato occupazionale, dal patrimonio, dalla biologia, dalla religione, dalla celebrità, dal meteo o altro. Ogni individuo ha la sua sensibilità, se lasciassimo a chi vuole occuparsi dei figli la possibilità di farlo, emergerebbero tante belle sorprese, i nostri figli sarebbero più sereni, la scuola assolverebbe alla sua funzione primaria di tutela ed educazione ed i tribunali sarebbero meno invasi di carte che ai bambini poco importano ne fanno bene.

Quando capita che i miei figli mi dicono di non voler andare a scuola, come fanno tutti i bambini, mentre li accompagno nella mia mente e solo nella mia mente sento una voce che dice ”forse hanno già capito tutto!”.

(A cura di Michele, Manfredonia 05.10.2016)

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Commenti


  • AZ

    PURTROPPO BISOGNA RASSEGNARSI ALL’IDEA CHE MOLTISSIME INSEGNANTI SONO LI PER RISCALDARE UNA SEDIA ED AVERE UNO STIPENDIO….SONO RARE LE “INSEGNANTI” CHE SONO LI PERCHE’ VOGLIONO INSEGNARE ED EDUCARE.


  • svolta

    In questi casi specifici è la dirigenza che dovrebbe dare istruzioni specifiche “scritte” atteso anche che sono pervenute note ministeriali “specifiche”. Chi scalda la sedia in tal caso è il dirigente… che non ha saputo disciplinare una questione, al quanto diffusa nella società” di cui ha ricevuto precise direttive da organismi superiori e tra l’altro un Buon padre/madre di famiglia avrebbe dovuto applicare con criterio “umanistico”.
    I funghi di raccolgono nel sottobosco….


  • ilproletario

    Se non esiste alcun impedimento da parte del Tribunale dei Minori, tipo l’abolizione della patria potestà, nessun Ente, Istituzione o organizzazione può intromettersi nei rapporti tra coniugi. E’ stata una abusiva ingerenza rifiutare la pagella. Se il rifiuto è stato espresso in presenza dei figli, a quel docente deve essere tolta immediatamente la possibilità di entrare in aula avendo commesso un gesto altamente disdicevole per l’educazione dei discente.


  • Giggino

    Caro – SVOLTA, MA NON HAI UN CA- DA FARE PER STARE OGNI SECONDO A DIRE IDIOZIEE. NON TE NE LASCI UNA , SEMPRE A FARE ILPROFESSORE DI- C’è TANTO TERRENO INCOLTO, LE TUE MANI LE POTRESTI METTERE AL SERVIZIO DELL’AGRICOLTURA.


  • Maria

    Giggino sei proprio di Manfredonia! !! Per la faccenda della pagella quella “persona “deve andare a zappare forse le vien bene e deve avere un astio profondo verso gli uomini .


  • Giuseppe

    Sono d’accordo con Giggino. Meno male che andavi di fretta…..ci hai sparato un “pippone” con questa storia….dai!

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