Manfredonia
Un cittadino scrive a StatoQuotidiano

Manfredonia, papà separato con 2 bambini “SIA-RED, la Regione ci vuole morti di fame…”

"Fare domanda per il Red non è stato semplice. Le condizioni imposte sono molto limitanti"

Di:

Manfredonia, 5 ottobre 2017. ”Sono un genitore separato, padre di 2 bambini minorenni. Sono disoccupato dal 2012 e sopravvivo facendo lavori di qualsiasi genere nonostante il mio curriculum meriti altre realtà.. Per motivi strettamente personali non sto a spiegare perché non lascio Manfredonia in cerca di soddisfazione economica altrove. Il risultato è un isee pari a 0 (zero): sono formalmente e praticamente un morto di fame.

Oltre un anno fa, decido di fare domanda per il “reddito di dignità”, strumento ben pubblicizzato dalla politica regionale e non solo, motivo di vanto del governatore Emiliano e presentato come atto pratico di CONTRASTO ALLA POVERTA’: la Puglia diventa pioniera nel considerare le fasce economicamente sul lastrico.

Senza perdere tempo, mi rivolgo ad un paio di caaf e mio malgrado ho dovuto constatare una assoluta incertezza degli stessi: non sapevano ancora nulla in merito, non sapevano neanche come muoversi per avviare la procedura di accreditamento (ogni pratica del Red che i caaf avviano…viene pagata dalla regione ai caaf accreditati). tenendo conto del fallimento dei “cantieri di cittadinanza” e sapendo che le risorse economiche destinate “ai morti di fame” erano poche, decido di inoltrare la mia domanda telematicamente utilizzando il portale “Sistema Puglia”.

Fare domanda per il Red non è stato semplice. Le condizioni imposte sono molto limitanti. Oltre ad essere “morti di fame” occorre che i “candidati” non abbiano acquistato una autovettura negli ultimi 3 anni antecedenti alla domanda. Le limitazioni vanno ben oltre quella menzionata ma ho scelto di farlo perché proprio mentre tentavo di fare domanda autonomamente, il motore della mia auto è passato a “miglior vita”. Non avevo i soldi per ripararlo…avrei speso meno nel pagare il passaggio di proprietà per un altro mezzo che mi sarebbe stato regalato da chi doveva disfarsene. Purtroppo, le restrizioni per il Red mi hanno fatto escludere questa soluzione. Ho deciso di andare in bici sotto la pioggia per non togliere la mia presenza ai miei figli durante i pomeriggi a me concessi. Ho trovato un “lavoro” di breve durata, rigorosamente in nero (se vuoi fare domanda per il Red non puoi lavorare sotto contratto), di notte e senza orario. I soldi raccimolati (€ 500,00) li ho spesi per riparare l’automobile. Dopo aver prodotto tutta la documentazione richiesta, finalmente ho inoltrato la mia pratica di domanda per il Red che mi faceva sperare in 12 mesi di miglioramento economico. Alla fine ero anche soddisfatto perché nella compilazione in autonomia ho potuto elencare e descrivere tutte le competenze personali in maniera dettagliata con la speranza di ottenere un impiego più consono al mio grado di preparazione ed esperienza.

Dopo mesi, a fine novembre del 2016, un sms della regione mi comunica l’accettazione della mia domanda e che sarei stato convocato dai servizi sociali di zona per formalizzare la stessa.Ero sollevato e speravo in un Natale più sereno con i miei figli. Dopo qualche settimana mi reco presso i servizi sociali previa convocazione e scopro di non aver ancora ricevuto la carta acquisti a me destinata differentemente da molta altra gente beneficiaria come me. La neo assistente sociale, assunta ad hoc per il Red mi chiede se ho prodotto tutti i documenti richiesti all’atto della domanda. Io rassicuro dicendo che ho anche comunicato, nell’area dedicata, dove desideravo fosse spedita la mia carta acquisti.

A Marzo 2017 la benedetta carta non era ancora arrivata mentre altri beneficiari avevano già potuto esaurire il credito disponibile. Nel frattempo i servizi sociali mi convocano presso un auditorium cittadino con altri 199 beneficiari per la sottoscrizione del patto con il comune di residenza: se vuoi il sussidio… devi prestare la tua opera . In quel momento, nel caos più totale causato dalle infondate lamentele di altri beneficiari assolutamente ignoranti di cosa e come comportasse la sottoscrizione del patto, nella assoluta assenza di privacy e nell’oggettiva difficoltà del personale comunale scopro che: data la mia grave situazione economica e sociale, sono beneficiario di un Sia (sostegno all’inclusione attiva) e di un Red (reddito di dignità) contemporaneamente. Ho diritto ad €880 per ogni bimestre per 12 mesi dall’ammissione della domanda. Purtroppo non avevo ancora la carta e sottoponendo il problema all’assistente sociale appongo la mia firma alle decine di pagine per dare spazio agli altri beneficiari sofferenti dell’attesa per le formalità, nonostante tutto il fascicolo meritasse una lettura con più calma. Alla fine ero molto sollevato…avrei potuto fare la spesa.

Nelle 2 settimane seguenti la firma, mi dedico alla ricerca della carta acquisti. Rispettando gli orari dedicati al pubblico dei vari enti, interpello la Regione Puglia tramite “sistema puglia”: nessuna risposta per giorni. Telefono alla sede Inps di Manfredonia che mi dice di rivolgermi alla sede nazionale di Roma in quanto mancava del personale. Telefono alla sede Inps di Roma che mi dice di non poter accedere alla mia pratica in quanto la competenza è esclusivamente della regione Puglia in quanto ente finanziatore.Mi presento alla sede Inps di Manfredonia e l’operatrice mi dice che la competenza sulle tessere è di Poste Italiane. Mi reco presso l’ufficio postale principale e mi dicono che la tessera è ferma presso di loro da mesi! Schifato dal menefreghismo e dall’immobilismo di tutti gli enti attori (a pagamento) di questa assurda storia, recupero i miei documenti per il ritiro della carta e dopo 4 mesi di ritardo, finalmente ne sono possessore ma…non la posso usare finché non mi viene recapitato a mezzo posta il PIN direttamente dall’inps di Roma!

Sette giorni dopo, con un ritardo di quasi 6 mesi, lo stato mi concede €400,00 circa.

A Giugno 2017, notando che sulla scheda non arrivava nessun altro accredito, ricomincio il giro delle interpellanze. Dopo i soliti 15 giorni, una gentilissima impiegata comunale mi consiglia di scrivere via mail ad un indirizzo presente sui manifesti pubblicitari per il Red. Mi rispondono di non avere più nessuna competenza e di rivolgermi ai servizi sociali. Io invece ritorno all’inps cittadino e scopro che per lo stesso ente il mio Isee è scaduto, quindi per default, il sistema operativo ha tenuto conto dell’Isee precedente di €3300,00 circa bloccando tutti gli accrediti verso la mia carta per la decadenza dei requisiti economici!

Colpo di scena! L’inps che è l’ente che rilascia il modello isee ai cittadini mi dice che il mio isee è scaduto.

Tenendo a freno la mia rabbia…esco dall’inps per andare presso un caaf a richiedere lo stesso isee di €0 (invariato) all’inps!

Dopo giorni risolvo la bega burocratica. ritorno alla sede inps per chiedere l’aggiornamento della mia situazione con documenti alla mano. L’impiegata mi dice che l’aggiornamento della m ia pratica non è nelle sue possibilità telematiche…probabilmente sarà la sede nazionale a farlo. Passano 15 giorni e tutto resta invariato. Scrivo a “sistema Puglia” e mi rispondono che a breve effettueranno gli accrediti previsti. Il 12 luglio inoltre, con un sms mi comunicano: “…è stato disposto l’avvio dei pagamenti Red a suo beneficio. Nei prossimi giorni riceverà sulla medesima carta acquistigià in suo possesso in quanto beneficiario Sia, l’accredito delle somme spettanti per il primo bimestre Red”. Il 4 Agosto ricevo un altro sms:”disposto il suo pagamento red. Entro fine agosto riceverà comunicazione per il ritiro della carta acquisti, le credenziali e l’accredito delle somme spettanti.” …………mi faccio una risata e dopo qualche giorno ricevo un accredito di circa €400,00. Per tutta l’estate ho accettato lavori in nero, a giornata, per non perdere il diritto al Red nell’attesa della chiamata per il tirocinio formativo.

Siamo ad Ottobre e per altri motivi mi rivolgo all’ufficio dei servizi sociali. Grazie alla disponibilità di due figure del personale, scopro che sono stato escluso dal 27 luglio dal reddito di dignità in quanto il mio Isee sarebbe superiore al limite di €3000,00. Lo stesso non è stato aggiornato nel periodo Gennaio/Febbraio 2017 come è scritto nel patto sottoscritto dal comune a Marzo!!!!! Che le due aziende private disposte ad accogliermi per una eventuale assunzione non possono neanche avere il piacere di conoscermi in quanto il 31 Ottobre scade l’anno dalla sottoscrizione del patto ed il tirocinio non può essere inferiore ai 4 mesi! Non c’è modo di aggiornare la mia pratica. Non posso rifare la domanda ex novo se non sono trascorsi 6 mesi da questo schifo che gli enti preposti mi hanno riservato. Però ho scoperto che quando c’è da togliere ad un morto di fame…i vari enti: poste, inps, regione e comune sono perfettamente in grado di dialogare tra loro e scambiarsi le informazioni. Tutto questo non avviene quando c’è da fare una semplice telefonata ad un morto di fame per dirgli: “ciao morto di fame! vieni un attimo a trovarci? Vogliamo sistemare la tua pratica.”

Ho capito che per la regione Puglia i concetti “sostegno per l’inclusione attiva” e “reddito di dignità” significano:

– costringere un morto di fame a lavorare in nero

– costringere un morto di fame a non accettare automobili in regalo

costringere un morto di fame a spendere le poche risorse che ha in carburante per raggiungere i vari enti

– lasciare che i figli del morto di fame vedano il proprio padre disperato senza neanche più la forza di rivolgersi ad un avvocato o in carcere per ovvie ragioni.

COMPLIMENTI A TUTTI GLI ATTORI CHE HANNO REALIZZATO LO SCHIFO CHE VI HO RACCONTATO, VIVA LA REGIONE PUGLIA, LUNGA VITA AD EMILIANO, VIVA L’INPS, VIVA POSTE ITALIANE, VIVA IL COMUNE DI MANFREDONIA”.

(Cittadino di Manfredonia, 05.10.2017)

Manfredonia, papà separato con 2 bambini “SIA-RED, la Regione ci vuole morti di fame…” ultima modifica: 2017-10-05T18:46:38+00:00 da Redazione



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Commenti


  • w l'Italia

    uno schifo totale bisogna fare qualcosa qua….. Non è possibile vivere così

  • Sono nella tua stessa situazione con una figlia e separato a malincuore ho deciso di andare in germania meglio lontani e star bene e no vicino e commettere brutte azioni se hai la possibilita’ di andartene dal quel paese di merda fallo


  • Realman

    Caro amico medesima situazione la mia solo che a me non l’hanno accettata per ben 2 volte, rispondendomi dopo un anno, perché non ho figli minorenni ne disabili in casa e tantomeno donne in gravidanza….ma ho “solo” reddito zero…e solo una buffonata politica. Questa è l’emergenza sociale tanto decantata da Emiliano &company….si devono solo vergognare, ma….nessuno è immune alle avversità della vita.


  • 😈😈

    Ti meriti 1000euro al mese solo per tutta la trafila che hai fatto….io avrei fatto una rapina…..100 euro nella tasca di ogni dipendente delle strutture a cui ti sei rivolto sai che bel gruzzolo ne usciva


  • il partito dei delinquenti

    E solo pubblicità elettorale. mi raccomando rivotateli.

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