L'evento si è aperto con i saluti istituzionali del Rettore, prof. Maurizio Ricci

Presentato il bilancio di genere dell’Università di Foggia

L’Università di Foggia, nella piena consapevolezza del valore aggiunto che può derivare da una gestione delle risorse umane orientata alla valorizzazione delle differenze, si è dotato del primo Piano di Azioni positive

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Foggia. É stato presentato ieri, nel corso della giornata di studio sul tema “Qualità del lavoro, benessere organizzativo e performance nelle pubbliche amministrazioni. Un focus sulle università” organizzata dall’Università di Foggia in collaborazione con le Università di Bari Aldo Moro e del Salento, il Bilancio di genere dell’Ateneo foggiano che, in questa prima edizione, mira a esaminare la composizione delle risorse umane della comunità universitaria.

L’evento si è aperto con i saluti istituzionali del Rettore, prof. Maurizio Ricci che così ha dichiarato: “Questo Ateneo, segnatamente sotto il mandato rettorale del sottoscritto, può dire di rappresentare una specie di avanguardia in riferimento al tema del rispetto delle differenze di genere anche tra i suoi organi di vertice giacché il Prorettore vicario, il Direttore generale, oltre la metà dei Delegati del Rettore e diversi componenti del Consiglio di Amministrazione ne rappresentano una concreta dimostrazione: ovvero sono tutti incarichi ricoperti da donne. Questo genere di scelta non rappresenta, tuttavia, una casualità ma una precisa policy che ho cercato di imporre fin dal mio insediamento. Un policy che adesso viene premiata e che si impone all’attenzione anche di personalità istituzionali del Paese, visto che nella sua visita all’Università di Foggia la vice presidente vicario del Senato della Repubblica, Sen. Valeria Fedeli, ha pubblicamente lodato questo Ateneo per le decisioni assunte in materia, candidandolo a partecipare a un premio bandito dalla Comunità Europea e riservato alle pubbliche amministrazioni in linea con le Leggi in vigore circa la cosiddetta Parità di Genere”.

Il Bilancio di genere è stato illustrato, nell’ambito del ricco programma di interventi, dai proff.ri Corrado Crocetta e Madia D’Onghia che hanno sottolineato l’importanza e l’efficacia di questo strumento per la promozione e l’attuazione del principio del gender mainstreaming. Si tratta di una strategia volta all’attuazione di politiche di cambiamento culturale basate sulla consapevolezza dell’esistenza di differenze tra uomini e donne per quanto riguarda le esigenze, le condizioni, i percorsi, le opportunità di vita, di lavoro e di partecipazione. Alla base del Bilancio di Genere vi è, infatti, la considerazione che le politiche decisionali non sono neutre rispetto al genere ma, al contrario, determinano un impatto differenziato su uomini e donne.

Il primo Bilancio di genere dell’Ateneo di Foggia contiene un’ampia analisi di contesto che attraversa la tripla anima dell’Ateneo (studenti, personale docente e personale tecnico amministrativo) e restituisce una fotografia della composizione degli organici in cui il divario di genere, pur non presentando dimensioni preoccupanti, non appare ancora superato. – ha dichiarato la prof.ssa Madia D’Onghia, Presidente del Comitato Unico di Garanzia dell’Ateneo foggiano – I dati raccolti ed elaborati evidenziano, infatti, l’esistenza di ostacoli culturali e strutturali che determinano situazioni di criticità soprattutto nelle posizioni apicali, con alcune aree e posizioni riservate esclusivamente a un genere. L’auspicio è che il Bilancio di genere possa diventare prassi consolidata dell’Ateneo e strumento politicogestionale nell’ottica del gender mainstreaming, per l’attuazione del principio statutario (art. 1) che ispira e uniforma l’organizzazione e la gestione dell’intero Ateneo”.

Il documento è stato elaborato da un gruppo di lavoro composto dalla Prof.ssa Madia D’Onghia, Presidente del CUG di Ateneo e Ordinario di Diritto del Lavoro – Dipartimento di Giurisprudenza, dal Prof. Corrado Crocetta, Ordinario di Statistica – Dipartimento di Economia, dalla Dott.ssa Valentina Pasquarella, Ricercatrice di Diritto del Lavoro – Dipartimento di Giurisprudenza, dalla Dott.ssa Barbara De Serio, Ricercatrice di Storia della Pedagogia – Dipartimento di Studi Umanistici. Lettere, Beni culturali, Scienze della Formazione, dalla Dott.ssa Cristina Di Letizia, Settore Programmazione Statistica di Ateneo, dalla Dott.ssa Concetta Fioretti, Settore Comunicazione e Rapporti Istituzionali di Ateneo.

Con riguardo alla metodologia utilizzata, il profilo delle popolazioni analizzate (studentesca, personale tecnico amministrativo e docente) è stato delineato attingendo da banche dati di diversa natura e gestione. Tutti i collettivi sono stati costruiti e analizzati separatamente e in evoluzione su tre anni distinti, definiti con indicazioni diverse. Un focus particolare nella raccolta e analisi dei dati è stato assegnato al genere, rispetto al quale è stato classificato l’insieme dei dati raccolti; inoltre, è stato esaminato nel dettaglio, per ogni componente individuata, l’ultimo anno di riferimento, il 2015, per descrivere la situazione attuale dell’Ateneo. La raccolta dei dati è stata condotta in un arco temporale di 8 mesi (a partire dal 1/1/2016 ed è stata chiusa al 31/8/2016) e ha coinvolto vari uffici amministrativi. Trasversalmente la rilevazione è stata raccordata con le banche dati gestite dai principali canali ministeriali facenti capo alla Funzione Pubblica per la gestione del personale dipendente di Ateneo, al MIUR, al Consorzio ALMALAUREA e Consorzio Interuniversitario Cineca.

Di seguito alcuni dati significativi rispetto alle tre componenti e agli organi di Ateneo:

Studenti
La popolazione studentesca è caratterizzata da una cospicua rappresentanza del genere femminile, che supera il 60% degli iscritti. Analizzando il fenomeno a livello di Dipartimento si rilevano delle differenze significative. Infatti, mentre il Dipartimento di Studi umanistici, lettere, beni culturali e scienze della formazione registra una presenza di studentesse che sfiora il 90% nei 3 anni, il Dipartimento di Medicina clinica,e sperimentale non supera il 45%. Poiché però l’attività didattica di questo Dipartimento si svolge in collaborazione con l’altro Dipartimento dell’area medica (Scienze mediche e chirurgiche) che ha un numero di studentesse maggiore rispetto al totale degli iscritti, per la presenza di corsi di laurea triennale, gli scostamenti risultano attenuati.

Spostando l’attenzione sui laureati dell’Università degli Studi di Foggia più del 60% degli studenti che si laureano in corso è rappresentato da donne. La situazione occupazionale delle laureate dell’Ateneo di Foggia evidenzia, in termini percentuali, uno svantaggio rispetto ai colleghi uomini. I laureati di genere maschile, di primo e secondo livello, nel 2014 hanno tassi di occupazione sempre superiori rispetto alle donne. Ad un anno dalla laurea le laureate occupate sono solo il 33,7% rispetto al 39,0% dei dottori. A 3 anni dal conseguimento del titolo il gap si riduce leggermente visto che il tasso di occupazione dei maschi è del 58,3% mentre quello delle femmine è del 55,2%. A cinque anni dal termine degli studi la situazione migliora leggermente ma il divario di genere aumenta visto che le donne occupate sono solo il 54,4% mentre gli uomini sono il 60%.

Personale tecnico e amministrativo
La composizione del personale tecnico amministrativo dell’Ateneo, durante i tre anni considerati, si mantiene sostanzialmente costante, con piccole variazioni dovute essenzialmente al trasferimento di alcune unità ad altre amministrazioni. La Fig. 2.1 evidenzia che le unità di personale sono passate da 356 nel 2013 (di cui 198 donne e 158 uomini) a 341 nel 2015 (di cui 190 donne e 151 uomini). Nei 3 anni considerati la posizione apicale è stata ricoperta da un dirigente cui nel 2016 è subentrata una donna. L’unica categoria in cui i dipendenti di sesso maschile risultano in maggioranza è quella degli EP (elevata professionalità) con un tasso di mascolinità passato dal 56,7% al 58,6% dal 2013 al 2015. Per le altre categorie invece il tasso di mascolinità è decisamente inferiore ed è pari nel 2015 al 40,6% per la categoria D, al 43,4 per la categoria C ed al 45,5% per la categoria B.

Personale Docente
La quota percentuale del personale docente addetto alla ricerca nel Settore dell’alta educazione, nella sua evoluzione nel triennio 2013-2015, mostra nell’ Ateneo una inversione di tendenza solo per l’ultimo anno (Fig. 4.1). Mentre nel 2013 e nel 2014 si registra una prevalenza numerica del genere femminile rispetto a quello maschile, (pari rispettivamente al 60% e al 59,1%), nel 2015 il personale di genere maschile predomina rispetto a quello femminile rappresentato dal 40,5%. La situazione del 2015 dell’Ateneo di Foggia si discosta anche dal dato nazionale ove si rileva, costantemente per tutti e tre gli anni analizzati, una maggiore presenza di personale di genere maschile, pari al 63%, rispetto a quello femminile che si attesta intorno al 36%.

Organi di Governo
Il documento affronta anche l’analisi dei costi delle diverse componenti dell’Università di Foggia, ricavati analizzando la composizione per sesso dei vari organi di indirizzo politico amministrativo previsti dallo Statuto, la composizione del corpo docente, del personale tecnico amministrativo e della popolazione studentesca. Considerando gli organi di governo dell’Ateneo, si nota che il peso dei compensi erogati ai componenti di sesso femminile è notevolmente inferiore rispetto a quello della componente maschile ed oscilla fra il 21% del 2013 ed il 27% del 2015.

Azioni positive
L’Università di Foggia, nella piena consapevolezza del valore aggiunto che può derivare da una gestione delle risorse umane orientata alla valorizzazione delle differenze, si è dotato del primo Piano di Azioni positive (per il triennio 2016-2018), approvato dal Senato Accademico il 20 gennaio 2016 e dal Consiglio di Amministrazione il 26 gennaio 2016. Il Piano triennale, oltre ad ottemperare a un obbligo di legge, rappresenta uno strumento semplice e operativo per l’applicazione dei principi indicati con riguardo alla sua realtà e alla sua dimensione.In sintonia con le più recenti evoluzioni normative, giurisprudenziali e dottrinali in materia, il Piano parte dall’analisi del contesto universitario per illustrare la situazione attuale in materia di pari opportunità e propone un programma di azioni positive: dal monitoraggio delle risorse umane, alla conciliazione vita-lavoro, dal benessere organizzativo alla diffusione della cultura in materia di parità di genere e assenza di discriminazioni, il tutto anche attraverso la valorizzazione del CUG e una maggiore interazione con l’intero Ateneo. Il Piano, peraltro, non è volto solo alla tutela delle pari opportunità tra uomini e donne, ma prevede anche azioni di varia natura, dirette a prevenire e rimuovere ogni possibile fonte di discriminazione legata all’età, alle disabilità, all’orientamento sessuale, all’appartenenza etnica, alla religione e alle convinzioni personali. Si rivolge a tutte le componenti universitarie: personale docente, personale tecnico amministrativo, componente studentesca.



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